A 85 anni sopravvive per la terza volta alla rottura dell’aorta: salvato dai chirurghi del San Gerardo di Monza

Tre volte a un passo dalla morte, tre volte salvato dalla scienza e dalla competenza dei medici: una storia vera che sembra una favola

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Per tre volte ha rischiato la vita, e per tre volte è riuscito a superare una grave emergenza. È la storia di un uomo che, a 85 anni, è stato salvato per la terza volta dopo una rottura dell’aorta addominale, in un lungo racconto che si è sviluppata nell’arco di quattordici anni all’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.

Una vicenda fuori dall’ordinario, in cui il lieto fine è arrivato grazie anche al lavoro di squadra di un’équipe chiamata a intervenire in una situazione particolarmente delicata.

3 interventi in 14 anni: la storia di un 85enne salvato a Monza

La prima vera sfida medica in questa storia arrivata nel 2012. L’uomo era stato operato all’ospedale San Gerardo per un voluminoso aneurisma dell’aorta addominale, una dilatazione anomala della parete del principale vaso sanguigno del corpo.

Per trattare l’aneurisma, i medici avevano inserito un’endoprotesi, una sorta di rivestimento interno che permette di escludere la dilatazione dal flusso sanguigno. Per anni il trattamento aveva funzionato, e per il paziente la paura vissuta qualche anno prima sembrava essere un lontano ricordo. Ma nel 2024 l’endoprotesi ha perso efficacia: il paziente non si era sottoposto ai controlli e l’aneurisma si è rotto nuovamente, provocando una grave emorragia interna.

Trasportato d’urgenza in ospedale, era stato sottoposto a un secondo intervento. I chirurghi avevano rimosso la vecchia endoprotesi e ricostruito l’aorta attraverso un innesto aorto-aortico. Sembrava che la vicenda fosse arrivata alla conclusione, ma una terza emergenza ha cambiato ancora una volta il corso della storia.

Il grande lavoro di una squadra dietro al lieto fine

Il nuovo episodio è avvenuto di notte, quando l’uomo è arrivato al Pronto Soccorso con fortissimi dolori addominali. Gli accertamenti hanno rivelato un’altra rottura, questa volta provocata da un distacco anastomotico: una separazione nel punto in cui l’aorta era stata collegata chirurgicamente all’innesto.

Di fronte alla terza emergenza, l’équipe diretta dal dottor Vittorio Segramora ha dovuto intervenire rapidamente, affrontando una situazione particolarmente complessa. I chirurghi hanno scelto una tecnica ibrida, combinando un intervento endovascolare con la chirurgia tradizionale.

L’operazione è fortunatamente riuscita e, dopo pochi giorni, l’uomo è stato dimesso in buone condizioni di salute. Ha così potuto tornare alla propria quotidianità dopo aver superato anche la terza emergenza.

Ma il risultato non è dipeso soltanto da ciò che è accaduto in sala operatoria. Dal primo soccorso garantito da AREU al trasporto in ospedale, dal riconoscimento tempestivo della gravità del quadro clinico all’attivazione dell’Anestesia e Rianimazione, ogni passaggio ha avuto un ruolo decisivo. Insieme ai chirurghi vascolari, sono intervenuti anche il personale della sala operatoria e i tecnici di radiologia.

“Il caso ha avuto un lieto fine, ma non è sempre così”, ha sottolineato Segramora, ringraziando i collaboratori per la rapidità e la cura con cui sono intervenuti. “Il risultato favorevole, però, non è mai il risultato di una sola persona: è il frutto di un lavoro di équipe che coinvolge numerose professionalità”.

Un successo che conferma l’eccellenza

Per il San Gerardo, questa vicenda si inserisce anche nel riconoscimento ottenuto all’interno della rete regionale per la chirurgia vascolare: Regione Lombardia ha inserito l’ospedale di Monza nel Gruppo A, il livello di maggiore complessità, che comprende i centri in grado di trattare anche le patologie aortiche più difficili.

E a 85 anni, dopo aver attraversato per tre volte una prova che avrebbe potuto strappargli la vita, l’uomo ha potuto fare ritorno a casa. La sua storia ricorda quanto possa essere sottile il confine tra la paura di perdere tutto e la possibilità di ricominciare, anche quando sembra che le difficoltà abbiano già chiesto molto. E che, a volte, dietro una seconda possibilità ci siano tante mani diverse, unite per permettere a una persona di tornare alla propria vita.

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