Wanda Nara e Icardi, la sentenza di divorzio in 10 punti. Chi ha vinto e chi ha perso

Wanda Nara e Mauro Icardi, la sentenza di divorzio svela cifre milionarie, richieste respinte e retroscena sulla separazione. Ecco i 10 punti principali della battaglia legale

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Svolta importante per Wanda Nara e Mauro Icardi: i due non sono più legalmente sposati. Ma non tutte le questioni tra i due sono state risolte. Il Tribunale di Milano ha pronunciato il divorzio della coppia, che era convolata a nozze il 27 maggio 2014 a San Isidro, in Argentina. Respinte le richieste economiche milionarie avanzate dalla soubrette. Una decisione accolta con soddisfazione dal calciatore, che ha festeggiato pubblicamente sui social, ma che non rappresenta una vittoria su tutti i fronti. I giudici non hanno infatti accolto la sua richiesta di attribuire all’ex moglie la responsabilità della separazione e hanno lasciato fuori dal procedimento italiano la controversia sull’affidamento delle due figlie. Dai 250mila euro mensili richiesti da Wanda al patrimonio immobiliare, fino alle accuse di infedeltà e alla questione delle bambine: ecco i dieci punti principali della sentenza.

Respinta la richiesta di mantenimento di Wanda Nara

Uno degli aspetti più rilevanti della decisione riguarda l’assegno di mantenimento richiesto da Wanda Nara durante la separazione. La conduttrice aveva domandato 250mila euro mensili.

Il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta, ritenendo che la situazione economica dell’imprenditrice non giustifica in alcun modo il riconoscimento di un contributo da parte dell’ex marito. I giudici hanno esaminato i redditi dichiarati da Wanda negli ultimi anni: 554.011 euro nel 2022, 1.312.082 euro nel 2023, 154.661 euro nel 2024 e 1.056.898 euro nel 2025.

A queste cifre si aggiungono le entrate derivanti dalle attività televisive, dalle collaborazioni pubblicitarie, dagli investimenti e dalle proprietà immobiliari. Elementi che, secondo il Tribunale, dimostrano la capacità della 39enne di provvedere autonomamente al proprio mantenimento.

Niente assegno divorzile per Wanda Nara

La seconda richiesta economica respinta riguarda l’assegno divorzile da 100mila euro al mese che Wanda Nara aveva domandato dopo la fine del matrimonio. La decisione si fonda sui criteri previsti dalla normativa italiana, secondo cui l’assegno divorzile non dipende esclusivamente dal tenore di vita mantenuto durante il matrimonio.

I magistrati hanno valutato l’eventuale squilibrio economico tra gli ex coniugi, la disponibilità di mezzi adeguati da parte della richiedente e l’esistenza di possibili sacrifici professionali compiuti nell’interesse della famiglia.

Ma non è stato dimostrato uno squilibrio patrimoniale tale da giustificare il contributo richiesto. I giudici hanno inoltre osservato che il contratto di Icardi con il Galatasaray risulta scaduto nel giugno 2026 e che agli atti non era documentata la sottoscrizione di un nuovo accordo. Al momento l’attaccante è infatti senza squadra e di conseguenza senza lavoro. Al contrario di Wanda, che sta conducendo in Argentina una nuova edizione di MasterChef Celebrity.

Il patrimonio milionario di Wanda Nara

Nel valutare le richieste economiche, il Tribunale ha ricostruito anche il patrimonio della conduttrice e della società World Marketing Football S.r.l., della quale Wanda Nara risulta socia unica e amministratrice. Tra i beni esaminati figurano un investimento da 1,5 milioni di euro presso un fondo di Intesa Sanpaolo e attività patrimoniali in Argentina per un valore vicino a 1,54 milioni di euro.

La sentenza menziona inoltre tre immobili posseduti in comproprietà in Argentina, due dei quali risulterebbero concessi in locazione. Sul versante italiano, i giudici hanno preso in considerazione proprietà situate a Milano, Brienno e Galliate, acquistate durante il matrimonio oppure trasferite in seguito a un accordo sottoscritto nel 2021.

Nel 2024, secondo quanto riportato nella decisione, Wanda avrebbe dichiarato 267.132 euro di redditi derivanti dagli affitti. Un quadro patrimoniale che ha avuto un peso significativo nella valutazione delle sue richieste di mantenimento.

“Wanda Nara non ha sacrificato la carriera per il matrimonio”

Un altro passaggio centrale della sentenza riguarda la carriera professionale della conduttrice. Wanda Nara aveva sostenuto di aver rinunciato ad alcune opportunità lavorative per dedicarsi alla famiglia e contribuire al percorso professionale del marito. Una ricostruzione che, secondo i giudici, non è stata adeguatamente dimostrata.

Il Tribunale ha osservato che la notorietà della conduttrice è cresciuta durante gli anni del matrimonio con Icardi, soprattutto quando era capitano dell’Inter. Nella decisione vengono ricordate le sue partecipazioni a programmi televisivi italiani come Tiki Taka, Grande Fratello Vip e Ballando con le stelle, oltre alle successive esperienze nella televisione argentina.

I magistrati hanno inoltre considerato il ruolo che Wanda stessa ha dichiarato di aver svolto nella gestione della carriera sportiva del marito, occupandosi di contratti, rinnovi e diritti d’immagine. Per il Tribunale non è stato quindi dimostrato un sacrificio professionale tale da giustificare un assegno divorzile con funzione compensativa.

La disputa sugli immobili resta aperta

Tra gli aspetti patrimoniali più delicati figura un accordo sottoscritto nel novembre 2021, attraverso il quale Mauro Icardi aveva trasferito all’allora moglie la propria quota del 50% di alcuni immobili appartenenti al patrimonio comune. La validità dell’operazione è attualmente oggetto di un altro procedimento davanti al Tribunale di Milano, nel quale il calciatore chiede che venga dichiarata nulla la cessione.  Un aspetto, dunque, ancora tutto da chiarire.

Icardi non ottiene l’addebito della separazione a Wanda Nara

Se sul piano economico la sentenza è stata favorevole a Mauro Icardi, non altrettanto si può dire della sua richiesta di attribuire all’ex moglie la responsabilità della fine del matrimonio. Il calciatore aveva sostenuto che Wanda avesse violato il dovere di fedeltà coniugale e che la diffusione pubblica della sua relazione con il cantante argentino L-Gante avesse danneggiato la propria immagine e reputazione.

Il Tribunale ha però respinto la domanda di addebito, ritenendo che non fossero state presentate prove sufficienti per dimostrare che il rapporto tra Wanda e L-Gante fosse iniziato prima della rottura matrimoniale. Secondo la documentazione esaminata, la separazione era stata annunciata nel settembre 2024, mentre la relazione tra la conduttrice e il cantante era stata confermata pubblicamente nell’ottobre dello stesso anno. I magistrati non hanno quindi individuato elementi sufficienti per attribuire a Wanda la responsabilità giuridica della separazione.

Snobbate le presunte infedeltà

Al centro della sentenza anche le accuse reciproche di infedeltà che hanno accompagnato la fine della relazione. Wanda Nara aveva sostenuto che la crisi matrimoniale fosse iniziata nel 2021, in seguito al rapporto tra Icardi e l’attrice argentina China Suarez, oggi compagna del calciatore. Icardi, dal canto suo, aveva avanzato contestazioni relative alle presunte relazioni extraconiugali dell’ex moglie.

Ma il Tribunale ha ritenuto insufficienti gli articoli pubblicati dai siti di spettacolo e gossip prodotti dalle parti a sostegno delle rispettive ricostruzioni. Per i magistrati, quelle notizie non consentono di dimostrare né l’esistenza delle relazioni contestate nei periodi indicati né un collegamento diretto con la fine del matrimonio.

Anche perché la vita coniugale sarebbe proseguita fino al 2024. E tra gli elementi considerati figura anche un viaggio familiare in Argentina nel giugno di quell’anno. Per i giudici, dunque, non sono emerse prove sufficienti per stabilire che la rottura sia stata provocata da una specifica infedeltà.

Resta aperta la battaglia sull’affidamento delle figlie

La questione più delicata resta quella relativa alle due figlie della coppia, Francesca e Isabella, che oggi hanno rispettivamente 11 e 10 anni. Mauro Icardi aveva chiesto un affidamento esclusivo, con residenza delle bambine a Istanbul. Il calciatore aveva inoltre domandato che gli incontri con la madre avvenissero in Turchia e sotto supervisione.

Wanda Nara, invece, aveva richiesto l’affidamento condiviso, con residenza prevalente delle figlie presso la sua abitazione di Buenos Aires e un contributo economico paterno per il loro mantenimento. Il Tribunale di Milano non ha accolto né respinto nel merito queste richieste, dichiarando di non avere giurisdizione sulla questione.

Le bambine divise tra Argentina e Turchia

Strettamente collegata all’affidamento è la questione della residenza delle due figlie, sulla quale gli ex coniugi hanno sostenuto posizioni differenti. Icardi aveva affermato che le bambine fossero rimaste in Argentina dopo un periodo di vacanza senza il suo consenso, avviando una procedura di restituzione internazionale ai sensi della Convenzione dell’Aia del 1980.

Wanda Nara aveva invece sostenuto di aver comunicato la propria intenzione di stabilirsi in Argentina e che le figlie avessero espresso il desiderio di rimanere con lei. Il Tribunale di Milano ha chiarito che l’Italia non è lo Stato competente a pronunciarsi sull’eventuale restituzione internazionale delle minori. La questione dovrà essere affrontata dalle autorità giudiziarie competenti, nell’ambito dei procedimenti avviati fuori dall’Italia.

Wanda Nara dovrà pagare a Icardi le spese processuali

Il Tribunale ha stabilito che Wanda Nara dovrà rimborsare a Mauro Icardi due terzi delle spese processuali, considerando che le sue principali richieste economiche sono state respinte. L’importo liquidato è di 5.200 euro, ai quali si aggiungono le spese generali, l’Iva e i contributi previdenziali previsti dalla normativa italiana.

Il restante terzo delle spese è stato compensato tra le parti, anche alla luce del mancato accoglimento della richiesta di addebito avanzata dal calciatore. I giudici hanno inoltre respinto la domanda di Icardi di applicare una sanzione economica aggiuntiva all’ex moglie per una presunta condotta processuale in mala fede.

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