Chi è Cesare, il figlio di Renato Rascel

Figlio del mitico Renato Rascel e dell'attrice Giuditta Saltarini, Cesare Rascel è un produttore e compositore, oltre che ambasciatore della musica italiana nel mondo

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Nicoletta Fersini

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Cesare Rascel, all’anagrafe Cesare Ranucci, è il figlio del mitico Renato Rascel e dell’attrice Giuditta Saltarini. Con una carriera costruita lontano dalle luci della ribalta, oggi è un produttore e compositore, nonché direttore artistico di grandi manifestazioni internazionali come NYCanta, il Festival della Canzone Italiana di New York, e il Bond Street Award a Londra.

Una carriera internazionale

Classe 1973, Cesare Rascel è l’unico figlio di Renato Rascel e di Giuditta Saltarini. La sua vita si divide tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, ma non ha mai perso il legame con le sue radici romane e con l’immensa eredità artistica del padre, che restano il filo conduttore di ogni suo progetto.

Non è il classico “figlio d’arte” che ha cercato di seguire le orme dei genitori. La sua formazione è solida e internazionale: dopo aver lasciato Roma ha vissuto negli USA per circa dieci anni, laureandosi in Jazz Composition e Sound Engineering al prestigioso Berklee College of Music di Boston. In questo periodo ha mosso i primi passi come produttore a Broadway, fondando la sua prima società, la RMP Inc.

Tornato in Italia nel 2001, Cesare Rascel ha messo il suo talento al servizio della televisione, lavorando come autore e consulente creativo per la RAI in programmi come Due di Coppe e collaborando a diversi nuovi format. Ambasciatore della musica italiana nel mondo, è il direttore artistico di NYCanta, il Festival della Canzone Italiana di New York, che porta i nostri talenti sul palcoscenico internazionale in mondovisione, impegno che è stato premiato anche in Campidoglio dove, nel gennaio 2025, ha ricevuto il prestigioso Premio Antenna d’Oro per la Tivvù, riconoscimento dedicato ai protagonisti della televisione e della cultura italiana.

Il rapporto col padre Renato Rascel

Il rapporto tra Cesare Rascel e il padre Renato è stato unico, segnato da una profonda stima reciproca nonostante la grande differenza d’età. L’attore aveva 61 anni quando è nato, sebbene la sua energia fosse quella di un ragazzino. In un’intervista ha raccontato: “È stato un papà fantastico nonostante la differenza di età io sono nato che lui aveva già 61 anni, un uomo che fino a 72 anni faceva il salto mortale all’indietro”.

IPA
Cesare col padre Renato Rascel e la madre Giuditta Saltarini

Crescere con un genio come lui significava vivere immersi nell’arte, ma anche confrontarsi con un professionista dal rigore estremo: “Sapeva fare tutto e lo sapeva fare in maniera eccelsa e quindi chiunque altro era nell’ombra di questo Gigante”, ha raccontato.

Severissimo sul lavoro, al contrario l’atmosfera in famiglia era sempre calda e giocosa, fatta di passioni condivise come lo sport e, solo più tardi, la musica, che è diventata il loro linguaggio comune quando Cesare aveva 14 anni. La sua canzone del cuore? Benissimo, un pezzo scritto da Renato negli anni ’70 proprio per l’amata Giuditta Saltarini.

Il dolore per la perdita della madre

Se con il padre aveva un rapporto speciale, con la madre Giuditta Saltarini non è stato da meno. L’attrice, che per anni aveva messo da parte la propria carriera per seguirlo e sostenerlo, aveva ideato una “stanza itinerante” con i suoi mobili e i suoi giocattoli, così da consentirgli di seguire i genitori durante le loro tournée teatrali.

Cesare Rascel ha dovuto affrontare il grande dolore per la scomparsa della madre nel dicembre 2024, per cui ha usato parole splendide: “Per molti è stata un’attrice straordinaria, una figura di spicco del teatro e della televisione italiana, e la compagna di vita di mio padre, Renato Rascel. Per me, è stata semplicemente la mia mamma, un faro di amore, forza e saggezza. La sua vita è stata dedicata all’arte, alla cultura e alla famiglia. (…) La sua grandezza era nell’animo: una donna forte, generosa, capace di dare amore incondizionato e di affrontare la vita con un sorriso che nessuno potrà dimenticare. (…) Il suo ricordo vivrà sempre dentro di noi e nelle vite di tutti coloro che ha toccato con la sua luce. Grazie, mamma, per tutto quello che sei stata. Con me per sempre!”.

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