“Ti denuncio”, Vasco Rossi porta una fan in tribunale. Il motivo dello scontro

Vasco Rossi minaccia ripercussioni legali dopo le illazioni del fan sul suo arresto per droga, lo scontro sui social

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

I veri fan non dimenticano nulla. Ricordano a memoria tutte le canzoni dei loro benianimi, conoscono la storia dietro il loro successo e quel che accade nel loro privato. I fan hanno la memoria lunga e quelli di Vasco Rossi non dimenticano neppure gli avvenimenti che lo stesso cantante preferirebbe scordare. Il rocker è arrivato a minacciare di denuncia l’uomo che, sui social, ha rinvagato l’arresto per droga accaduto negli Anni ’80.

Il fan ricorda l’arresto per droga

Tutto inizia dal messaggio postato su Facebook da un utente. “Sei un grande musicista e cantante, ma te lo devo dire visto che lo porto nella pancia da molti anni. – inizia il post – Quando ti arrestarono per possesso di cocaina ero in carcere anch’io, voglio sapere perché hai fatto arrestare quelli che te l’hanno venduta, per risparmiare un giorno di carcere?”.

L’accusa prosegue: “Loro si sono fatti degli anni e sei andato a cercarli te non sono venuti a cercarti loro. Mi farebbe enormemente piacere che tu mi rispondessi sinceramente spiegandomi perché hai fatto l’infame”. Il post contiene illazioni così gravi da catturare l’attenzione del cantante in persona, facendosi notare tra le migliaia di messaggi che Rossi riceve quotidianamente sul web.

La dura risposta di Vasco Rossi

“Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà: io non ho fatto arrestare nessuno” ha risposto Vasco Rossi, spiegando che “sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al Pubblico Ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina. Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi un mandato di cattura e una perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato”.

Il rocker della Vita spericolata racconta: “No: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera”.

La frustazione è tanta: “Purtroppo questa voce continua a girare e mi infastidisce parecchio, perché trasforma chi ha subito un’accusa in chi avrebbe accusato gli altri. E questo, oltre a essere falso, mi offende e mi fa decisamente inca**are. Adesso, almeno, sai come sono andate le cose”.

La questione potrebbe adesso passare in tribunale. Poche ore dopo, Vasco Rossi ha comunicato in una storia su Instagram l’intezione di passare alle vie legali. “Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. – ha scritto – L’oro ricavato dal risarcimento lo lascerò a chi ha sofferto ingiustamente in carcere”.

I guai con la giustizia del rocker

Il 20 aprile 1984 Vasco Rossi fu fermato vicino a Bologna, nella sua abitazioe erano stati trovati 26 grammi di cocaina. Il cantante fu arrestato e trascorse 22 giorni nel carcere di Rocca Costanza a Pesaro, in seguito ottenne la libertà provvisoria. Scagionato dall’accusa di spaccio, fu condannato a 2 anni e 8 mesi con la condizionale per detenzione di sostanze stupefacenti.

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