Serena Rossi si sbilancia su Sanremo: “Saper cantare non significa essere una cantante”

Serena Rossi pubblica il suo primo album, dedicato alla tradizione napoletana. Andare a Sanremo nelle vesti di cantante? Su questo ha le idee molto chiare

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Nicoletta Fersini

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Serena Rossi è una garanzia. Un talento dalle molte sfaccettature, unito all’entusiasmo di una donna che dell’arte ha fatto la sua vita. A costellare il suo curriculum ci sono la televisione e il palcoscenico, il suo posto del cuore, ma c’è anche la voglia di mettersi in gioco in modi diversi. In ultimo, la pubblicazione del suo primo album, un progetto realizzato con Davide Devenuto, il suo grande amore, e che desidera incarnare l’anima più dolce della sua Napoli. Partecipare a Sanremo nelle vesti di cantante? Piacerebbe a molti, senza dubbio, ma l’attrice è di tutt’altro avviso.

Serena Rossi sul possibile ritorno a Sanremo

Mentre iniziavano le riprese de La famiglia Panini, serie diretta da Letizia Lamartire in cui interpreta l’imprenditrice Olga Cuochi Panini, c’era qualcos’altro che bolliva nella pentola creativa di Serena Rossi. Un album, il primo della sua carriera, in cui racconta la sua amata Napoli attraverso la sua voce (splendida) e alcuni testi che hanno fatto la storia della canzone partenopea.

Che sia un preludio a una eventuale partecipazione al Festival di Sanremo, nelle vesti di cantante? Non è di questo avviso, come ha spiegato in un’intervista ad Adnkronos: “Saper cantare non significa essere una cantante. Una cantante deve avere un’urgenza, un’identità precisa. Io oggi non sento questa urgenza. E quel palco amplifica tutto, nel bene e nel male: non vorrei rovinare ciò che ho costruito con un passo falso”.

Diverso il discorso sulla conduzione: “Quello sì. Quel palco – uno dei più importanti d’Italia – mi accende, ogni volta che ci sono stata per promuovere i progetti in cui ero coinvolta mi sono sentita proprio bene. Non mi spaventa“. Eppure, nonostante esca sempre il suo nome, ancora non le è stato proposto.

Serena Rossi sarebbe perfetta, in effetti. Talentuosa, amata dal pubblico, in grado di catalizzare l’attenzione su di sé mantenendo sempre un aplomb che mai l’ha resa eccessiva o arrogante agli occhi di chi la osserva. Sono qualità che si rispecchiano appieno nelle sue parole: “Sono ambiziosa, però mi piace vincere le sfide con il lavoro duro, senza calpestare nessuno. Mi piace riconoscere il valore degli altri (…). Bisogna essere obiettivi e lucidi, e non voler arrivare a tutti i costi. Perché se arrivi alla cosa sbagliata, nel modo sbagliato, non dura niente. Le cose devono avvenire nel modo giusto“.

Il primo album realizzato col suo amore, Davide Devenuto

Non vuole andare a Sanremo da interprete, ma la voce c’è, eccome. E Serena Rossi ha deciso di metterla a servizio di un progetto per lei molto importante: l’album SereNata a Napoli, in uscita il 30 gennaio e con cui racconta la sua città attraverso 14 brani della tradizione. Sono gli stessi che hanno deliziato il pubblico già nello spettacolo che ha portato nei teatri italiani: Era de Maggio, Dicitencello vuje, Io Mammeta e tu, Tammurriata Nera per citarne alcuni.

L’attrice si è detta spinta dalla “voglia di lasciare una traccia su questo repertorio infinito ed eterno”. “Non volevo che queste canzoni restassero chiuse nei teatri: sono brani che amo e ascolto da sempre. Con il Maestro Valeriano Chiaravalle ci siamo accorti che, dopo la grande Lina Sastri, poche artiste hanno preso in mano questo repertorio. Così ci siamo presi un pezzettino di spazio”, ha spiegato.

Canzoni eterne, che superano l’esame del tempo perché arrivano al cuore di tutti, anche a chi non mastica questo tipo di repertorio. Ricordando che “tradizione non significa qualcosa di vecchio”, come lei stessa ha tenuto a sottolineare.

Il progetto è merito del suo lavoro ma anche del compagno di una vita, Davide Devenuto, che ha collaborato nelle vesti di produttore: “È la nostra creatura. Qualche giorno fa ci è arrivato l’album a casa, abbiamo aperto il pacco come se fossimo due bambini il giorno di Natale. L’emozione di toccare con mano una cosa fatta da noi, nata da una nostra idea, da un nostro sogno e una nostra visione è un’emozione che non avevo mai provato prima“.

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