Nadia Battocletti è una delle stelle dell’atletica italiana e una delle mezzofondiste più forti della sua generazione. Specialista dei 5000 e dei 10.000 metri, ha costruito in pochi anni un palmarès internazionale di primo piano con medaglie europee, olimpiche e mondiali.
Dietro i risultati ottenuti in pista c’è però anche una storia personale fatta di famiglia, studio, passioni e di una fede musulmana che l’atleta ha scelto di raccontare pubblicamente.
Nata a Cles, in provincia di Trento, nel 2000 e cresciuta a Cavareno, Battocletti arriva da una famiglia profondamente legata all’atletica. Un legame familiare che si intreccia con la sua carriera fin dagli inizi, ma che racconta solo una parte della donna oltre la campionessa.
Nadia Battocletti, la vita privata tra famiglia, sport e studio
L’atletica è entrata presto nella vita di Nadia Battocletti, anche se da bambina ha sperimentato discipline diverse, dal tennis alla danza, fino al golf e all’arrampicata. È stata poi la corsa a diventare la sua strada, accompagnandola fino ai grandi palcoscenici internazionali.
A seguirla nel percorso sportivo c’è da sempre il padre Giuliano, anche lui atleta e, oggi, il suo allenatore. La madre Jawhara, invece, ha alle spalle una carriera nell’atletica marocchina e rappresenta un altro importante legame con le origini della famiglia.
Nonostante lo sport fosse già un punto focale della sua vita, Battocletti non ha però messo da parte lo studio. Dopo il liceo scientifico si è iscritta all’Università di Trento, scegliendo il corso di Ingegneria edile e Architettura, facendo convivere lo studio con la carriera agonistica e con una quotidianità scandita dagli allenamenti, dalle gare e dai numerosi impegni che accompagnano una sportiva di alto livello.
I risultati sono arrivati molto presto. Nel 2024, agli Europei di Roma, ha conquistato l’oro sia nei 5000 sia nei 10.000 metri. A Parigi ha poi vinto la medaglia d’argento olimpica nei 10.000 metri, mentre ai Mondiali di Tokyo del 2025 ha aggiunto un argento nei 10.000 e un bronzo nei 5000. Nel marzo 2026 ha anche conquistato il suo primo titolo mondiale indoor nei 3000 metri, al termine di un percorso di preparazione reso ancora più particolare dal Ramadan.
Anche la sua vita sentimentale è rimasta piuttosto lontana dai riflettori. Battocletti è legata a Gianluca Munari, maestro e campione di sci, con il quale condivide anche l’amore per la montagna.
La fede musulmana di Nadia Battocletti
Nadia Battocletti è musulmana praticante ed è cresciuta in una famiglia in cui la fede islamica è sempre stata molto presente. La madre Jawhara è musulmana, mentre il padre Giuliano si è convertito all’Islam per poterla sposare. Per Nadia, però, il rapporto con la religione è diventato nel tempo anche una scelta personale, maturata “con gradualità e convinzione”.
Fin da bambina era incuriosita da alcuni aspetti della quotidianità religiosa, come l’abitudine a non mangiare carne di maiale. Con il passare degli anni ha approfondito il proprio rapporto con l’Islam, senza vivere la sua fede come un ostacolo nella vita di tutti i giorni in Italia. Al contrario, ha incontrato anche persone interessate a conoscere meglio la sua scelta.
Uno degli aspetti in cui questo rapporto tra fede e quotidianità diventa più concreto è sicuramente il Ramadan: per una mezzofondista professionista, il mese di digiuno richiede infatti di trovare un equilibrio tra le esigenze della pratica religiosa e quelle di una preparazione atletica molto intensa.
Nadia cerca quindi di adattare la propria vita da atleta agli orari e alle regole del Ramadan. Già nel 2024 aveva spiegato quanto fosse necessario organizzare con attenzione le giornate tra pasti, idratazione e allenamenti. Una delle difficoltà maggiori è proprio quella di dover concentrare cibo e acqua nelle ore consentite, arrivando a modificare anche il ritmo del sonno.
La difficoltà è emersa ancora più chiaramente nel 2026, quando Nadia è arrivata ai giorni precedenti ai Mondiali indoor con il dubbio di riuscire a gareggiare al meglio.
Il Ramadan era terminato soltanto qualche giorno prima della finale dei 3000 metri, nella quale ha poi conquistato la medaglia d’oro. Una prova arrivata al termine di settimane nelle quali allenarsi durante il digiuno aveva richiesto un adattamento costante, anche grazie al lavoro dello staff e al sostegno della famiglia che ha sempre creduto in lei.