Che fine ha fatto Morten Harket, il leader degli a-ha

Dopo aver reso pubblica la diagnosi di Parkinson, voce e volto storico degli a-ah Morten Harket torna alla musica con un progetto molto personale che coinvolge anche le due figlie

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

Quando si pensa agli anni ’80 una delle prime immagini che vengono in mente sono quelle in bianco e nero di uno dei videoclip cult dell’epoca: Take On Me. Ma sono passati più di quarant’anni da quando Morten Harket è diventato uno dei volti simbolo del pop internazionale.

E anche se per molti resta ancora il cantante dalla voce impossibile da confondere (e da replicare), oggi, a 67 anni, il frontman degli a-ha torna protagonista con un disco solista nato in un periodo delicato, segnato dalla diagnosi di Parkinson resa pubblica nel 2025 e dalla voglia di portare finalmente a termine canzoni rimaste a lungo in sospeso.

Morten Harket torna con un nuovo album insieme alle figlie

Il prossimo appuntamento da segnare nel calendario è il 27 novembre 2026, quando uscirà Human Grace, nuovo lavoro solista di Morten Harket e primo album dopo Brother, pubblicato nel 2014. Il cantante ha scelto di presentarlo con Hold Me, una ballata in cui divide il microfono con la figlia Tomine Harket.

La famiglia, però, entra nel disco anche in un altro modo. Karmen Poppi A. Harket, un’altra delle figlie dell’artista, partecipa infatti a Falling Down. Una collaborazione nata quasi per necessità, quando alcune parti vocali si erano rivelate difficili da completare, e che ha finito per trasformarsi in uno degli aspetti più personali dell’intero progetto.

Human Grace raccoglie dieci brani e nasce da materiale sviluppato nell’arco di diversi anni. Harket ha lavorato al progetto con Peter Kvint, musicista e produttore con cui aveva già collaborato in passato, recuperando idee, registrazioni e canzoni che non avevano ancora trovato una collocazione definitiva. Il risultato guarda al pop e al rock melodico, ma lascia spazio anche a momenti più raccolti e riflessivi.

A rendere questo ritorno ancora più significativo è ovviamente la situazione di salute del cantante. Quando Harket ha parlato pubblicamente del Parkinson, ha raccontato anche le difficoltà incontrate nel gestire la propria voce. La possibilità di ascoltarlo ancora in un intero album assume quindi un valore particolare, soprattutto perché il disco arriva in una fase in cui l’artista sembra voler privilegiare ciò che sente davvero importante: gli affetti, il tempo che passa e il rapporto con le persone vicine.

Chi erano gli a-ha, l’iconica band di “Take On Me”

Prima dei dischi solisti, Morten Harket è stato soprattutto la voce degli a-ha, gruppo norvegese formato insieme a Magne Furuholmen e Pål Waaktaar-Savoy. La band si fa conoscere a livello internazionale nella prima metà degli anni Ottanta e nel 1985 trova la consacrazione con Take On Me, brano destinato a diventare uno dei grandi classici del decennio.

Un ruolo decisivo lo gioca anche il videoclip, costruito mescolando immagini reali e animazione e diventato immediatamente riconoscibile. Ma la storia degli a-ha non si esaurisce in quella hit. Il primo album, Hunting High and Low, apre una carriera che attraversa decenni, pause, ritorni e nuove pubblicazioni.

Nel tempo il trio cambia pelle, lasciando progressivamente da parte l’impronta più spiccatamente anni Ottanta e continuando a sperimentare tra pop, rock ed elettronica. In totale gli a-ha hanno pubblicato undici album in studio, l’ultimo dei quali, True North, è arrivato nel 2022.

Ora, però, Morten Harket torna a raccontarsi fuori dal gruppo. E stavolta lo fa scegliendo un progetto che unisce passato e presente, musica e famiglia, con due delle sue figlie al suo fianco.

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