Addio a Gianni Cazzola, le cause della morte del batterista e le parole di dolore di Tullio De Piscopo

Gianni Cazzola è venuto a mancare a 88 anni dopo un malore sul palco. L'ultimo saluto dell'amico e collega Tullio De Piscopo

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Gianni Cazzola, tra i più importanti batteristi jazz italiani, si è spento all’età di 88 anni dopo aver accusato un malore durante un concerto. Una notizia che ha lasciato senza parole il mondo della musica, colpendo colleghi, amici e appassionati che in queste ore lo stanno ricordando con affetto. Tra i messaggi più sentiti c’è quello di Tullio De Piscopo, che sui social ha voluto salutare l’amico di una vita con parole cariche di dolore e riconoscenza.

Le cause della morte di Gianni Cazzola

Gianni Cazzola è morto facendo quello che aveva amato per tutta la vita: suonare. Il batterista si trovava sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio, in provincia di Varese, quando si è sentito male durante l’esibizione. Il concerto è stato immediatamente interrotto e sul posto sono intervenuti i soccorsi, che lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari, però, il musicista è venuto a mancare poco dopo il ricovero.

La notizia ha suscitato grande commozione anche perché Cazzola non aveva mai smesso di esibirsi dal vivo. Nonostante la lunga carriera alle spalle, continuava a portare la sua musica nei club e nei festival, mantenendo intatta la passione che lo aveva accompagnato fin dagli esordi. Solo pochi mesi fa aveva festeggiato il suo 88esimo compleanno proprio sullo stesso palco, circondato da colleghi e amici.

Gianni Cazzola, il ricordo di Tullio De Piscopo

Tra i primi a ricordare pubblicamente Gianni Cazzola è stato Tullio De Piscopo, legato al batterista da un’amicizia lunga oltre sessant’anni. Affidando ai social il suo saluto, il musicista ha raccontato lo shock provato nell’apprendere la notizia della sua morte.

“Notizia bastarda che mi ha strappato il cuore“, ha scritto De Piscopo, ricordando il loro primo incontro a Bologna nel 1965 e il lungo percorso condiviso tra concerti, viaggi e amicizia.

Ricordi indelebili, in piena notte passeggiavamo sotto i portici di Bologna ed insieme fantasticando cantavamo le grandi frasi del BE BOP. Poi Milano, le tante serate e le jam session, sempre nel segno della musica, della libertà e dell’amicizia. Con te bastava uno sguardo per intendersi e lasciare parlare i nostri tamburi”, ha scritto De Piscopo.

Nel suo messaggio ha ricordato anche l’uomo che aveva conosciuto fuori dal palco: una persona generosa, in grado di lasciare un segno in chiunque avesse avuto la fortuna di incontrarla: “Il tuo ritmo, il tuo sorriso e la tua umanità resteranno per sempre nel cuore di tutti i musicisti. Ciao Gianni, continua a improvvisare anche da lassù. Sempre con me il tuo calore e il tuo SWING”.

Gianni Cazzola, una vita seguendo il ritmo del jazz

Nato nel 1938 a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, Gianni Cazzola è stato uno dei protagonisti assoluti del jazz italiano. La sua carriera è iniziata alla fine degli anni Cinquanta e, nel corso del tempo, lo ha portato a collaborare con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana e internazionale.

Trasferitosi da molti anni a Busto Arsizio, aveva trovato nella città lombarda la sua casa senza mai interrompere il rapporto con il mondo del jazz, continuando a esibirsi e a trasmettere la sua esperienza anche alle nuove generazioni di musicisti.

Più che per l’impressionante elenco di collaborazioni, Gianni Cazzola verrà ricordato per il modo in cui ha vissuto la musica: con curiosità, disciplina e una passione rimasta intatta fino all’ultimo.

Il fatto che la sua vita si sia conclusa proprio durante un concerto restituisce, forse più di ogni altra cosa, l’immagine di un artista che non aveva mai smesso di fare ciò che amava.

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