Insulti transofobici all’Odissea di Elliot Page, Whoopi Goldberg lo difende dagli hater

L’attore Elliot Page è finito nel mirino degli hater dopo la partecipazione all’Odissea di Nolan. Whoopi Goldber si scaglia contro gli hater del web

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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Fino a che punto è possibile rivisitare un classico senza stravolgerne il significato originario. Se ne è parlato dopo l’arrivo nei cinema del sensuale Cime Tempestose di Emerald Fennel. Se ne continua a discutere, ancor più animatamente, con l’uscita dell’Odissea di Christopher Nolan. Non tutti gli spettatori hanno apprezzato le libertà concessesi dal maestro del cinema, in particolare quelle legate alla scelta del cast. Nel mirino degli hater finisce anche l’attore Elliot Page, che nel colossal interpreta Sinone.

Gli attacchi a Elliot Page

Per Elliot Page l’Odissea di Christopher Nolan rappresenta l’inizio di una nuova vita. L’attore, entrato nel mondo del cinema ancora adolescente, ha vissuto negli ultimi anni un processo di transizione che gli ha permesso di diventare uomo, così come si era sempre sentito. Il colossal ispirato al capolavoro di Omero è il primo grande ruolo maschile. Page veste i panni di Sinone, soldato greco cugino di Ulisse e con un ruolo cruciale all’interno della Guerra di Troia. L’interpretazione è intensa e magistrale, ma ciò non lo ha risparmiato dalle critiche, anche le più crudeli.

Non daremo ulteriore spazio ai leoni da tastiera riproponendo qui i loro bigottismi. Basti sapere che, così come prevedibile in una società che si dichiara aperta ma che resta profondamente invisa da pregiudizi e stereotipi, quel che si lamenta è la capacità di un uomo transessuale di assumere il volto di un soldato, un eroe simbolo di virilità e potenza.

E qui ci permettiamo di dire che, oltre a essere transfobici, gli hater sono anche spettatori poco attenti. Perché l’Odissea di Nolan tutto sembra voler trasmettere tranne che potenza. I suoi sono eroi falliti e disillusi, costretti a inseguire un destino loro imposto che, assieme all’indimenticabilità, li condannerà all’infelicità.

Whoopi Goldberg contro gli hater: “Non guardatelo”

A prendere le difese di Elliot Page è una delle donne che hanno fatto la storia del cinema. La mitica Whoopi Goldberg, protagonista di capolavori che sono troppi per essere enumerati, ha preso le parti del collega nel corso di una recente puntata del talk show statunitense The View. “Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene” ha iniziato.

“Ma non capisco. – prosegue lo sfogo – . Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c’è nel cast?”. In diretta nazionale, Goldberg ha lanciato un messaggio chiaro e diretto: “Non capisco quest’idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi”.

Tutte le critiche all’Odissea di Nolan

Elliot Page non è l’unica scelta criticamente tra quelle nel cast dell’Odissea di Nolan. Il web si è scagliato anche contro la Elena di Troia, qui interpretata da Lupita Nyong’o. L’attrice è di colore, ma chissà perché tutti si aspettavano una principessa bionda dagli occhi azzurri e, vedere deluso il proprio immaginario, è risultato inaccettabile. Accusano Christopher Nolan di aver stravolto i personaggi omerici in nome della cultura woke, nella speranza di vincere più premi.

Basterebbe tuttavia dare una veloce rilettura ai poemi omerici per scoprire che il cantore greco non ha mai parlato del sottotono della bella Elena, e non è dato a nessuno sapere quale fosse la tonalità di tinta utilizzata dalla parrucchiere reale. La moglie di Menelao era la signora “dai bei capelli” che “somigliava straordinariamente agli dèi immortali”. Entrambe qualità che nulla hanno a che vedere con l’etnia.

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