Claudio Lippi: “Ho un dossier che farà tremare, rischio molto”. E cita Enrica Bonaccorti

Claudio Lippi dopo la morte di Enrica Bonaccorti attacca la tv: “Ho un dossier che farà tremare i polsi”. E avverte: “Dire la verità oggi significa rischiare grosso”

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Il dolore per una scomparsa che riapre ferite mai rimarginate e, insieme, l’accusa frontale a un sistema che troppo spesso dimentica chi non è più al centro della scena. Claudio Lippi è tornato a parlare e lo ha fatto con parole dure, che stanno già facendo discutere parecchio.

Le parole di Claudio Lippi sulla morte di Enrica Bonaccorti

Lo spunto delle nuove dichiarazioni di Claudio Lippi è stata la recente morte di Enrica Bonaccorti. Secondo lo sfogo del conduttore sui social, molti colleghi e dirigenti avrebbero ignorato la Bonaccorti negli ultimi anni, salvo poi celebrarla pubblicamente dopo la sua dipartita.

Una dinamica che, a detta di Lippi, lo riguarderebbe personalmente. Da qui la decisione di “raccontare la verità”, anche a costo di esporsi.

“Purtroppo questi giorni sono funestati dalla scomparsa di Enrica Bonaccorti, che ha dato nuovamente luogo all’ipocrisia di tanti che chiamiamo colleghi, che hanno pianto lacrime di coccodrillo. Soprattutto i grandi funzionari, i piani alti, che soprattutto negli ultimi periodi e soprattutto dopo la confessione di Enrica del suo male, l’hanno totalmente ignorata. Questo è accaduto anche a me. Ma va raccontato e sto preparando un dossier. Un dossier che farà tremare i polsi, come dicono molti siti e canali su YouTube”

Un’accusa che si allarga ben oltre il singolo caso, assumendo i contorni di una critica più ampia al mondo dello spettacolo e, in particolare, ai “piani alti” delle strutture televisive.

Parole che pesano, soprattutto perché arrivano da una voce nota e da tempo fuori dai riflettori principali. E Claudio Lippi non si è limitato ad una riflessione personale ma ha annunciato un’iniziativa destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito: la preparazione di un dossier. Un documento che, come ha promesso l’80enne, conterrà elementi in grado di “far tremare i polsi”.

In arrivo il dossier di Claudio Lippi sulla televisione

Il riferimento di Claudio Lippi è a dinamiche interne, decisioni e – implicitamente – esclusioni che, per il conduttore, colpirebbero non solo i volti più noti ma anche molti professionisti meno visibili. Una denuncia che si inserisce in un filone ormai ricorrente, quello delle voci critiche verso un sistema percepito come chiuso e poco incline al confronto.

“È ora di finirla”, ha ribadito Lippi, lasciando intendere una volontà di rottura. E ha aggiunto, non senza una nota polemica, il timore di poter essere a sua volta “cancellato”. Un riferimento che richiama il tema, sempre più presente nel dibattito pubblico, della libertà di espressione e dei suoi limiti nel contesto mediatico contemporaneo.

Il cuore del suo intervento è proprio questo: la verità, parola ripetuta più volte, contrapposta a quella che considera una narrazione costruita e conveniente. “A chi fa paura la verità?”, si è chiesto nel suo sfogo, suggerendo che dietro silenzi e omissioni possano esserci responsabilità non dette.

“Sto preparando un dossier. Un dossier che farà tremare i polsi, come dicono molti siti e canali su YouTube. È ora di finirla. Adesso vediamo se cancelleranno anche me, ma io credo che non ci sarà nessuna motivazione per cancellarmi. Quando si racconta la verità in questo paese, si rischia molto. Ma io voglio capire perché si rischia. A chi fa paura la verità? A chi ha la coda di paglia”

Claudio Lippi ha quindi concluso:

“Ebbene, questa coda di paglia dobbiamo scoprirla. Siamo in tanti ormai ad essere vittime più conosciute e anche ignoti, non conosciuti che pagano per le ingiustizie, per quanto riguarda il parere di chi ci comanda. Questo è tutto. Ci vediamo presto e avrete notizie più definite, più certe e soprattutto tanta tanta verità”

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