Charlize Theron, che ringrazia sua madre: “Per salvarci uccise mio padre”

In una lunga intervista al New York Times l'attrice premio Oscar ripercorre la sua infanzia accanto al padre alcolizzato e la notte in cui sua madre, per salvarsi e salvarla, lo uccise

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Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

La storia della prima vita di Charlize Theron, prima della fama internazionale, prima dell’Oscar e prima ancora della vita da modella in giro per il mondo, è degna della sceneggiatura hollywoodiana per un film drammatico ma, per fortuna, a lieto fine. E chissà che un giorno Charlize non deciderà di farla diventare davvero un film, per aiutare tutte le persone che si trovano in situazioni simili alla sua.

L’attrice, che aveva già parlato della sua storia, l’ha ripercorsa in una lunga intervista al New York Times uscita sabato 18 aprile, dove ha raccontato nei dettagli quella notte del 21 giugno 1991 quando aveva solo 15 anni, da anni conviveva nella paura accanto ad un padre alcolizzato e violento e sua madre Gerda, al termine dell’ennesimo episodio, lo uccise con un colpo di pistola. Per salvarsi e salvarla.

L’episodio si verificò nella casa di famiglia a Benoni, in Sudafrica e le autorità sudafricane non hanno mai incriminato Gerda Maritz, riconoscendo ufficialmente che si trattò di un caso di legittima difesa.

Per molti anni, all’inizio della sua carriera, Charlize Theron raccontava che il padre era morto in un incidente stradale, vergognandosi dell’accaduto e preferendo non rivelare il trauma familiare. Ma oggi dice: “Non mi vergogno di dire che mia madre ha ucciso mio padre, è stata autodifesa”.

“Non mi vergogno a parlarne – precisa l’attrice nell’intervista -. Penso che più parliamo di queste cose, più capiamo di non essere soli“.

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Charlize Theron in Sudafrica nel 1992

Charlize eracconta nell’intervista di essersi resa conta fin da molto piccola della situazione malsana in cui viveva: “Ho ricordi di quando ero molto piccola, di persone ubriache fradice, e la cosa mi spaventava. Persone che strisciavano per terra ubriache. Mio padre era un alcolizzato funzionale a tutti gli effetti e aveva dei momenti in cui spariva, non sapevamo dove fosse, e di solito tornava in uno stato piuttosto grave. Diventava un caos, un baccano, e mia madre non era certo una persona timida. Non se ne stava lì a subire. Faceva capire chiaramente che non era contenta del suo stile di vita. Questo ha causato davvero molti abusi verbali. Litigavano furiosamente e poi non si parlavano per settimane. Non avevo fratelli o sorelle, e in quella casa calava il silenzio assoluto”.  E aggiunge: “Nei miei confronti non mi picchiava, non mi sbatteva contro un muro, ma faceva cose come guidare ubriaco. C’erano molti abusi verbali, molte minacce che ormai erano diventate la normalità”.

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Charlize Theron con sua madre Gerda e il suo padrino

La notte che mia madre uccise mio padre

E poi Charlize ripercorre quella notte: “Avevo 15 anni. Io e mia madre eravamo andate al cinema e mio padre aveva preso la chiave della porta d’ingresso blindata. Quindi mia madre non riusciva ad aprire la prima serratura. Sapevamo sempre dove fosse mio padre. Suo fratello abitava a un paio di strade di distanza e, se non era in casa, era lì a bere. Niente di strano. Andammo da loro, erano piuttosto ubriachi e io avevo un bisogno impellente di fare pipì. Così corsi in casa per andare in bagno e lui lo interpretò come maleducazione, perché non mi fermai a salutare tutti. In Sudafrica è una cosa importante, il rispetto che si deve avere per gli anziani. E lui era in uno stato in cui è andato in tilt. Tipo: “Perché non ti sei fermata? Chi credi di essere?”

Ce ne siamo andate, ma si percepiva chiaramente che qualcosa era diverso. Quando siamo arrivate a casa, mi sono seduta con mia madre e le ho detto: “Penso che tu abbia ragione. Penso che dovresti lasciarlo.”  Sono andata in camera mia, ho spento le luci ed ero spaventata. La mia finestra dava sul vialetto e potevo capire il livello di rabbia, frustrazione o infelicità dal modo in cui è entrato in macchina. Il modo in cui è entrato in quella proprietà quella notte, non so spiegarvelo. Sapevo solo che sarebbe successo qualcosa di brutto.Per farla breve: alla fine è entrato in casa. Ha sparato contro le porte blindate per entrare, facendo capire chiaramente che ci avrebbe uccise. C’era anche suo fratello con lui. Sapevamo che la situazione era seria, quindi, non appena ha sfondato la prima porta, mia madre è corsa alla cassaforte a prendere la sua pistola. È entrata nella mia camera da letto. Noi due tenevamo la porta con i nostri corpi perché non c’era la serratura. Lui ha fatto un passo indietro e ha iniziato a sparare attraverso la porta. E la cosa assurda è questa: nemmeno un proiettile ci ha colpiti. È pazzesco se ci pensi. Ma il messaggio era chiarissimo. Vi ucciderò stanotte. Mia madre ha aperto la porta mentre il fratello era ancora lì. Il fratello corse lungo il corridoio, e lei sparò un proiettile lungo il corridoio che rimbalzò sette volte e lo colpì alla mano. Sono cose che non si possono spiegare. E poi seguì mio padre, che in quel momento stava aprendo la cassaforte per prendere altre armi, e gli sparò.

Purtroppo, questa non è una storia isolata. Queste situazioni sono diffuse in molte famiglie. Le donne subiscono un trattamento davvero ingiusto, persino in questo Paese. Nessuno prende sul serio la situazione in cui si trovano. E non credo che nessuno abbia preso sul serio mia madre.

Gli uomini bevono. Ricordo il mio nipotino, quando la gente gli chiedeva: “Cosa farai da grande?”, e lui rispondeva: “Berrò”. È allora che diventi un uomo.

Mia madre mi ha realmente salvato la vita

Charlize racconta nell’intervista come quella notta ha anche cambiato il rapporto con la madre: “Siamo sempre stati molto uniti, ci sentivamo una squadra. Ma quella notte ha cambiato tutto, perché, ripensandoci, una volta superato lo shock, ho capito che mi ha salvato la vita. E non è cosa da poco”.

“E poi si è ripresa subito. La mattina dopo mi ha mandato a scuola. Ha detto semplicemente: “Andiamo avanti”. Non era necessariamente la cosa più sana, ma per noi ha funzionato. Voleva che me ne dimenticassi. Non voleva che ci rimuginassi sopra. Non avevamo terapisti a disposizione, quindi nella sua testa la migliore terapia era: ‘Dobbiamo andare avanti’ “.

“Io personalmente, per i primi due anni, finché ho potuto, ho raccontato la storia che era morto in un incidente d’auto. Non potevo raccontarla ai miei compagni di scuola, ma quando ho lasciato il Sudafrica, quella era la storia che raccontavo. Perché non volevo la pietà. Mi metteva troppo a disagio”.

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Charlize Theron e sua madre Gerda ai Golden Globe 2004

Gli inizi come modella e l’augurio della madre

Quando il giornalista del New York Times le chiede come sono stati gli inizi da modella in Italia, con un passato così drammatico, Charlize ricorda: “È stato fantastico perché era una via di fuga. L’unica cosa difficile per me è stata lasciare mia madre. Ma è stata lei a dirmi: ‘Vai e costruisciti una vita. Qui non c’è niente per te in questo momento'”.

Oggi Charlize Theron e sua madre sono più unite che mai. I successi di Charlize sono diventanti anche i successi di Gerda, che l’ha sempre supportata e incoraggiata, anche a distanza. Charlize oggi dichara non solo  di non vergognarsi di quella storia, ma di esserne orgogliosa, definendo Gerda una madre e donna incredibile che le ha insegnato a non tacere mai di fronte alle violenze.

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