Can Yaman dopo l’arresto per droga, parla il suo preparatore atletico: “Cosa faceva davanti a me”

Il nome di Can Yaman finisce al centro della cronaca, ma chi lo ha allenato racconta un’altra verità: una disciplina inflessibile, ritmi estremi e un dettaglio che non torna

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Continua a far mormorare il presunto arresto di Can Yaman per droga. Una notizia che stona con l’immagine pubblica costruita negli anni dall’attore turco, particolarmente amato in Italia e Spagna. In sua difesa è corso Emiliano Novelli, preparatore atletico romano che ha seguito Can durante la lunga e intensa preparazione fisica per la serie Sandokan.

Can Yaman e la droga, parla il preparatore atletico

“Se Can Yaman assume droghe? Mi sembra impossibile”, ha detto senza esitazioni Emiliano Novelli, che da anni lavora con attori e stuntman per le produzioni d’azione più impegnative. E che ha conosciuto bene l’attore turco.

Il quadro che emerge dalle dichiarazioni di Novelli è quello di un professionista ossessivo nel senso più rigoroso del termine. E lontano da qualsiasi forma di eccesso. “Era tranquillo, concentrato, uno sportivo a tutto tondo”, ha assicurato.

Sul set di Sandokan le giornate di Yaman erano scandite da sessioni di allenamento che arrivavano anche a otto ore, sotto lo sguardo attento di un team sempre presente. Un carico di lavoro che, secondo il preparatore, non lascia spazio a presunte scorciatoie o alterazioni: “Se ti droghi, un ritmo così non lo reggi”.

“Era seguito da un personal trainer e il suo fisico lo dimostra. Quel tipo di corpo non te lo regala nessuno: se non lavori sul serio, non arriva”, ha aggiunto l’esperto nell’intervista rilasciata a Il Messaggero.

Allenamenti quotidiani, sessioni lunghe, ripetizioni infinite. “A livello percettivo era una spugna: gli spiegavi un movimento e lo rifaceva identico. Una macchina”.

Colpisce anche un dettaglio che va contro ogni stereotipo del fitness estremo. “Non l’ho mai visto assumere integratori”, ha confidato Novelli. In un mondo in cui proteine, amminoacidi e supplementi sono la norma, Can Yaman si è distinto per una scelta quasi ascetica: “Davanti a me beveva solo acqua naturale, a temperatura ambiente. Nient’altro”.

Can Yaman e la disciplina di ferro sul set di Sandokan

Una disciplina che si estendeva a quanto pare a tutto: sonno regolato, alimentazione controllata (con svariati chili persi per apparire più agile), zero sgarri.

Se sgarri, quell’addome non ce l’hai. Specialmente se sei un metro e novanta per cento chili”, ha evidenziato il preparatore atletico della serie tv Rai, che dovrebbe avere una seconda stagione. Un rigore quasi monastico.

E se qualcosa non fosse andato, Novelli è convinto che se ne sarebbe accorto subito. “Lo vedi se una persona non ha dormito, se non è lucida. Qui parliamo di coreografie complesse, di concentrazione assoluta. Lui sul set rifaceva tutto alla perfezione. Con quel carico di lavoro, se avesse fatto uso di droga, sarebbe stato evidente“.

Il ritratto di un attore che, lontano dai riflettori, ha costruito il proprio corpo e la propria carriera su rigore assoluto, controllo e disciplina. E dopo queste parole non sono tardate ad arrivare quelle di Can Yaman, che ha smentito il presunto arresto.

“Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte persone famose? Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in cosi poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo”, ha scritto sui social.

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