Artem Tkachuk, quanto è alto l’attore di Mare Fuori

Dal passato da pugile al set, fino alle tante polemiche: una vita tutt'altro che serena per il giovane attore, che ora preoccupa i fan

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore e copywriter. Ha accumulato esperienze in numerose redazioni, scoprendo la SEO senza perdere il suo tocco personale

Artem Tkachuk è per il pubblico Pino ‘o’ Pazz, uno dei personaggi di Mare Fuori. Nel corso degli anni, però, il giovane attore ha avuto modo di far conoscere la persona dietro la maschera, accettando ad esempio di prendere parte a Pechino Express. Col passare del tempo, però, è risultato evidente un certo malessere, quasi pavoneggiato online. Molti i fan preoccupati, che temono una deriva sempre più problematica. Una prospettiva che di fatto va realizzandosi, perché Artem è finito in manette a Milano con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Ecco cosa sappiamo di lui e quali curiosità in molti ignorano.

Altezza e fisico

Artem Tkachuk non ha mai dichiarato ufficialmente la propria altezza. Le sue apparizioni pubbliche e il confronto con altri personaggi di Mare Fuori, però, ci permettono di ipotizzarla: 178 cm, circa. A colpire, però, non è tanto la statura quanto la struttura fisica.

Artem ha infatti un corpo atletico, costruito nel corso degli anni in cui sognava di diventare un pugile. Il mondo della recitazione, al tempo, non era affatto nelle carte per lui. La boxe è stata la sua prima passione e gli ha dato quella postura solida che i fan conoscono. Spalle larghe e modo di muoversi deciso, come se fosse perennemente sul ring. Qualcosa che poi sul set si è trasformato in presenza scenica.

Occhi azzurri, capelli castani portati corti e carnagione chiara. Un mix che, unito alle origini ucraine e all’accento napoletano, lo rende immediatamente riconoscibile. È impossibile infatti confonderlo con altri interpreti del panorama delle serie italiane.

Dall’Ucraina a Napoli (Afragola)

È nato il 7 luglio 2000 a Uman’, in Ucraina, ma la sua vita si è sviluppata in Campania, precisamente ad Afragola. Si è trasferito lì da bambino, entrando a far parte di un quartiere, Salicelle, dove ha trovato una seconda famiglia.

La sua è stata un’infanzia non facile, avendo subito discriminazioni per le origini straniere. Il tutto in un contesto complesso, con la boxe che lo ha aiutato a stare alla larga dalla violenza in strada. Il suo rifugio, che lo aiuta di certo a farsi notare a soli 17 anni in un bar. Un regista lo vede nel corso di un casting di Gomorra e lo presenta a Claudio Giovannesi.

Nel 2019 ha fatto il suo debutto con La paranza dei bambini, tratto dal romanzo di Roberto Saviano, e nel 2020 è entrato a far parte del cast di Mare Fuori. Ha poi collaborato con Mario Martone al film Nostalgia, arrivando a Cannes, ed è apparso nel videoclip I p’ me, tu p’ te di Geolier, brano arrivano secondo al Festival di Sanremo.

Le curiosità che non tutti conoscono

La carriera da pugile che sognava è sfumata, ma il ring, ha raccontato, gli ha insegnato tutto quello che sa sulla concentrazione, la fatica e il rispetto per il proprio corpo. Gli ha donato una filosofia di vita, di fatto.

Nel 2025 ha svelato d’aver scoperto d’avere una sorella in Ucraina. Non aveva idea della sua esistenza e via Instagram ha ricevuto questa notizia clamorosa. I due non si sono mai incontrati ma lui la aiuta economicamente, soprattutto da quando suo marito è partito per il fronte.

Uno stato emotivo e psicologico risultato in alcuni frangenti molto fragile. Basti pensare alla storia pubblicata nel 2023, nella quale scriveva: “La depressione è uno stato emotivo dei deboli”. Ha poi rincarato la dose, spiegando come “non c’è tempo per essere depressi, ipocriti”, salvo poi provare a chiedere scusa, sottolineando d’averne sofferto in prima persona. Ecco il suo pensiero, che aveva scatenato polemiche e oggi appare come un grido d’aiuto:

“Non c’è tempo per essere depressi, ipocriti. Il tuo sogno è più grande dei mostri che stai affrontando, quindi alza la testa e guarda in alto invece di seguire il pensiero mediocre della gente comune, di Google, di Instagram e di TikTok, a guardare informazioni inutili e ignoranti, seduti sul divano a piangere perché le cose non vanno come vorreste”.

E poi, in risposta alle polemiche:

“Cari amici, la depressione è stata la mia migliore amica per tutti questi anni e l’ho imparata a gestire e prendendo controllo sulla mia mente da solo. Quelli che si definiscono i più forti, in realtà, sono quelli più deboli. A noi cresciuti con la rabbia, ci riconosci subito. Abbiamo occhi diversi”.

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