Ami Nakai, chi è il prodigio giapponese del pattinaggio artistico alle Olimpiadi invernali 2026

La giovanissima atleta giapponese ha sfidato le grandi sul ghiaccio della Milano Ice Skating Arena e si batte perfino contro Alysa Liu

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Martina Dessì

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Il ghiaccio di Milano-Cortina 2026 ha ufficialmente consacrato una nuova stella: Ami Nakai. A soli 17 anni, la pattinatrice giapponese ha trasformato quello che doveva essere un semplice anno di transizione nel suo capolavoro atletico, culminato con una medaglia di bronzo olimpico che sa già di futuro.

Fino a pochi mesi fa, il nome di Ami Nakai non figurava tra le favorite per il podio a cinque cerchi. Eppure, la sua parabola è la dimostrazione di come lo sport possa scavalcare ogni programmazione e sorprendere, sempre. All’inizio della stagione 2025-26, il suo debutto tra le “senior”, Ami non osava nemmeno pronunciare la parola “Olimpiadi”. Per lei, i Giochi erano un sogno astratto, un orizzonte lontano riservato alle grandi del suo Paese.

Un’ascesa fulminea e inaspettata

“Quando è iniziata la stagione, non pensavo affatto alle Olimpiadi”, ha confessato la giovane atleta ai microfoni ufficiali dopo la sua convocazione. “Ho affrontato una gara alla volta e, quasi senza rendermene conto, mi sono ritrovata con il pass per l’Italia in mano. Sono ancora scioccata”.

Questo stupore è, in un certo senso, la chiave della sua freschezza. Nakai è arrivata a Milano senza il peso del pronostico, ma con un arsenale tecnico formidabile, ereditato dal suo idolo di sempre, la leggendaria Mao Asada. Proprio come la Asada, Ami ha fatto del triplo Axel il suo marchio di fabbrica, diventando una delle poche atlete al mondo in grado di atterrarlo con estrema naturalezza in una competizione internazionale.

Il sogno spezzato a metà

Il momento della verità è arrivato sul ghiaccio milanese il 17 febbraio scorso. Nel programma corto, l’esordiente ha letteralmente ammutolito la concorrenza: pattinando sulle note de “La Strada” di Nino Rota (un omaggio perfetto alla terra ospitante), ha chiuso in testa alla classifica provvisoria con un punteggio di 78.71, superando veterane del calibro di Kaori Sakamoto e Alysa Liu.

Ma il pattinaggio è uno sport tanto affascinante quanto crudele. Nel programma libero, la pressione del primo posto ha giocato un piccolo scherzo alla giovane giapponese. Un’imprecisione su una combinazione considerata “sicura” le è costata la vetta, permettendo la rimonta storica dell’americana Alysa Liu. Ma ciò che ha colpito il pubblico e i giudici non è stato l’errore, bensì la reazione: Ami non si è scomposta, ha portato a termine il resto del programma con una grazia d’altri tempi, difendendo un terzo posto che vale oro in termini di prospettiva.

Chi è Ami Nakai

Nata a Funabashi nel 2008, Ami ha iniziato a pattinare a cinque anni. È una studentessa di liceo che ama la danza e ascoltare musica, ma sul ghiaccio si trasforma in una professionista dal sangue freddo. Prima di questa Olimpiade, aveva già dato segnali importanti vincendo il Grand Prix de France e l’argento alla Finale del Grand Prix 2025.

Il suo bronzo a Milano-Cortina non è un punto di arrivo, ma il primo capitolo di una storia che punta dritta ai Giochi del 2030. Con una tecnica sopraffina e una modestia disarmante (“Non pensavo di avere possibilità contro Kaori”, diceva dopo il corto), Ami Nakai ha dimostrato che il futuro del pattinaggio non è più una promessa lontana. Il futuro è già qui.

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