Ha sfidato le mode e il tempo. Amanda Lear è, senza dubbio, la capofila di questa categoria di “immortali”. A quasi 87 anni – traguardo che taglierà il prossimo 18 giugno 2026 – la diva francese, naturalizzata italiana, continua a emanare quel fascino magnetico che, sin dagli anni Sessanta, ha stregato artisti del calibro di Salvador Dalí e David Bowie. Ma qual è il segreto della sua evoluzione e come è cambiata davvero la “Musa” nel corso dei decenni?
Com’è cambiata Amanda Lear
Il percorso di Amanda Lear è un viaggio attraverso stili e decenni. La ricordiamo giovanissima, nel 1974, ritratta proprio da Dalí a Cadaqués: un’immagine acqua e sapone, con un caschetto sbarazzino e un sorriso sincero che svela una bellezza pura, quasi ingenua. Eppure, solo un anno prima, aveva già sconvolto lo showbiz posando per la copertina di For Your Pleasure dei Roxy Music. In quello scatto, con un puma al guinzaglio e uno stile da dominatrice sofisticata, Amanda sanciva l’inizio del suo mito: la femme fatale per eccellenza.
Negli anni Ottanta e Novanta, la sua figura diventa statuaria. Impossibile dimenticare la sua sfilata per Thierry Mugler nel 1990: 178 centimetri di perfezione, gambe infinite e zigomi scolpiti.
Sebbene nel corso degli anni Duemila abbia sperimentato look inediti – come il breve passaggio al castano caldo nel 2007 per il set di Oliviero Rising – la Lear è sempre tornata al suo biondo iconico.
Il mistero della giovinezza
Spesso, quando una celebrità mantiene una vitalità tale superati gli ottanta, il pubblico grida al miracolo della chirurgia estetica. Ma, nel caso di Amanda Lear, la risposta sembra essere un netto “no”. Confrontando gli scatti di ieri con quelli di oggi, appare evidente che il suo viso ha seguito un percorso di invecchiamento naturale e armonioso.
Amanda Lear ha però ammesso in un libro pubblicato in Francia di essere stata tentata dal “ritocchino”, ma di aver scelto di non cadere nel vortice del botox. La sua bellezza oggi, mostrata con orgoglio anche su Instagram o durante le sue performance televisive (come il samba mozzafiato a Ballando con le Stelle nel novembre 2024), è il risultato di geni fortunati e di una disciplina ferrea.
La rinascita dopo il dolore
Dietro lo sguardo felino, però, si nasconde una profondità d’animo forgiata dal dolore. Il cambiamento più significativo di Amanda non è quello estetico, ma quello interiore, avvenuto dopo la tragica perdita del marito, il marchese Alain-Philippe Malagnac d’Argens de Villèle, scomparso venticinque anni fa nell’incendio della loro casa. “Il primo pensiero è stato mi ammazzo,” ha confessato la diva a Verissimo, “poi ho capito che era troppo da debole… non mi piace abbassare la testa”.
Tra i protagonisti di Si muore solo da vivi, Amanda Lear aveva raccontato: “Il protagonista ha perso tutto nel terremoto in Emilia ma non si arrende all’idea che tutto debba finire così. Anche io ho avuto una tragedia terribile nella vita. Ho perso tutto nell’incendio della mia casa, mio marito (Alain-Philippe Malagnac, ndr), i ricordi, i quadri, tutto. Ma devi farti forza e ricominciare, lo so”.