Ali Sporche è l’ultimo singolo della cantautrice Simona Carella, punta di diamante tra intime ballad e tracce pop del suo nuovo EP in uscita il 3 luglio. In anteprima per DiLei il video del singolo.
Simona Carella, il video è un inno di puro girl power
A proposito della clip che accompagna il suo brano Ali Sporche, Simona Carella ha dichiarato: “Vivere il set insieme alle altre ragazze è stato un viaggio bellissimo… hanno donato la loro arte e la loro essenza, ognuna con la propria unicità.
Se nella canzone le ali sporche nascono dal mio personale problema alle corde vocali, nel videoclip con la regista Viviana Iannizzi, abbiamo voluto estendere questa metafora. Abbiamo trasformato i nostri difetti e le nostre insicurezze in un manifesto condiviso, un inno di puro girl power“.
Simona Carella e Viviana Iannizzi, l’atmosfera del video
Luce che filtra tra i rami di un bosco, una macchina da presa corre frenetica alla ricerca di un solo volto, di un’unica identità. Nel verde trova invece un coro di ragazze che vivono e respirano all’unisono: ballano, si cercano con lo sguardo, pulsano di un’attesa vibrante per qualcosa, o qualcuno, che sta per arrivare.
L’obiettivo si sofferma poi sui loro volti, esaltandone le unicità. Ogni imperfezione diventa un dettaglio prezioso da celebrare. Le loro fragilità e diversità si trasformano da limiti a dirompenti punti di forza: sono le loro “ali sporche”, i segni vissuti che permettono a ciascuna di prendere il volo esattamente per ciò che è, senza filtri.
A un tratto, le distinzioni si annullano e le ragazze diventano un tutt’uno, un’unica entità femminile dalla quale è impossibile scorgere delle differenze. La ricerca termina finalmente davanti a un paio di ali e alla protagonista che dà voce a questo concept. Il finale esplode sulla spiaggia, alla luce di un tardo tramonto: Simona Carella e le ragazze si uniscono in un unico respiro, lanciando un manifesto visivo di puro girl power: siamo imperfette, e questa è la nostra vera forza.
A firmare la regia e il concept del video è Viviana Iannizzi che si è ispirata liberamente a un passo de L’immortalità di Milan Kundera.
A distinguere Ali Sporche è la profonda matrice autobiografica, il manifesto viscerale della sua visione della musica ma anche delle sue fragilità e delle paure nel tuffarsi nel mondo artistico.
Le ali sporche diventano la metafora di chi sceglie di rialzarsi portando addosso i segni del proprio vissuto, riflettono il legame profondo di Simona con la sua voce vista non solo come strumento, ma come forza capace di farla volare nonostante tutto.