Dimenticare è umano, e lo sappiamo bene: smarriamo le chiavi, i nomi delle persone appena presentate, le password cambiate il giorno prima. Quando però i vuoti di memoria entrano in un’indagine per omicidio, smettono di essere un difetto veniale e diventano materia per la Procura.
Si intitolava proprio “Ricordi” la puntata di Quarto Grado di venerdì 3 luglio 2026, e Gianluigi Nuzzi ha sottolineato come proprio i ricordi potrebbero imprimere un’accelerata all’inchiesta su chi abbia ucciso Chiara Poggi. Al fianco del conduttore, come sempre su Rete 4, Alessandra Viero: ampio spazio al delitto di Garlasco, e poi gli aggiornamenti sui casi di Pierina Paganelli, Pamela Genini e Patrizia Nettis.
Indice
I “non ricordo” del colonnello Cassese
Il blocco più atteso della serata ruotava attorno al colonnello Gennaro Cassese, che guidò le indagini all’epoca del delitto. Presente in studio, l’ufficiale è oggi indagato per le numerose volte in cui ha pronunciato l’espressione “non ricordo” nell’interrogatorio a cui era stato sottoposto un anno fa, e Gianluigi Nuzzi si è chiesto apertamente se davvero non ricordi quanto accaduto o se non voglia farlo, come sostiene la Procura.
In puntata è stato mandato in onda un audio del 4 aprile 2025, relativo al primo interrogatorio con il pm Civardi, che gli chiedeva conto del secondo interrogatorio ad Andrea Sempio, datato 4 ottobre 2008. La vicenda si è poi complicata: il 27 giugno 2026 Cassese è stato convocato di nuovo in Procura, dove gli è stato chiesto sia degli interrogatori a Sempio e ai suoi amici, che dai verbali risulterebbero in contemporanea, sia della nota vicenda dello scontrino. Anche in quell’occasione i “non ricordo” sono stati diversi, tanto che il verbale è stato interrotto, ricordandogli che il Codice Penale punisce sia le dichiarazioni mendaci sia quelle reticenti.
Lo scontrino di Vigevano e la “terza versione”
Al centro del dibattito resta lo scontrino del parcheggio di Vigevano, l’elemento che da mesi divide accusa e difesa. In un’intercettazione con il padre, risalente a poco dopo l’apertura della nuova inchiesta, Sempio raccontava di essersi presentato in caserma insieme ai suoi amici e di essere andato via. Richiamato durante il viaggio perché nessuno gli aveva chiesto cosa avesse fatto il giorno del delitto, aveva parlato di Vigevano ed era tornato indietro a prendere lo scontrino.
In studio la ricostruzione ha acceso il confronto. Giuseppe Brindisi l’ha definita “la terza versione”, mentre l’avvocata Angela Taccia ha ribattuto che il suo assistito non avrebbe mai cambiato versione sul modo in cui avvenne l’interrogatorio, precisando che a Sempio non fu chiesta una prova del parcheggio in Piazza Ducale, ma qualcosa che dimostrasse la sua presenza a Vigevano, e che lui stesso, come i suoi amici, si era stupito di essere stato rimandato a casa senza domande sul 13 agosto.
Il Dna, il computer e le foto di Fuerteventura
Il resto del capitolo Garlasco ha ripercorso i filoni ancora aperti. Le indagini continuano a concentrarsi sulle tracce di Dna trovate sotto le unghie di Chiara Poggi e su chi avrebbe potuto usare il suo computer. Nel corso della serata si è parlato del giallo del Dna, tra ipotesi di difesa e contaminazione, del mistero delle foto di Fuerteventura inviate ad Alberto Stasi e del profilo di Andrea Sempio, con le sue presunte paure: elementi che continuano ad alimentare interrogativi nelle ricostruzioni investigative.
Pierina Paganelli, l’orecchino di perle e le foto di Loris
Spazio poi al caso di Rimini. Gli aggiornamenti sull’omicidio di Pierina Paganelli si sono concentrati sul giallo dell’orecchino di perle scomparso della vittima, sulle misteriose foto riconducibili a Loris Bianchi e sulle sue dichiarazioni, immagini che alimentano nuovi interrogativi e che vengono analizzate nell’ambito delle ricostruzioni investigative.
Pamela Genini e i tre anni senza Patrizia Nettis
Nel caso di Pamela Genini si è tornati sulla figura di Francesco Dolci, con un inquadramento personale e investigativo del professor Massimo Picozzi e ricostruzioni che parlano di una possibile ossessione: un quadro ancora oggetto di verifiche, tra testimonianze e accertamenti. In puntata anche la testimonianza della mamma di Pamela.
Il finale è stato dedicato a Patrizia Nettis, a tre anni dalla sua morte. In studio la madre Rosanna Angelillo, che ha ricordato la figlia ripercorrendone la vita, il carattere e gli ultimi momenti, rinnovando la richiesta di verità su una vicenda che continua a far discutere.