Laura Pausini e Achille Lauro di nuovo insieme. La cantante è stata ospite del concerto milanese del collega più giovane e ne ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. La popstar di Solarolo ha colto l’occasione per tornare sulla loro performance al Festival di Sanremo 2026, finita al centro dei commenti social. Durante l’esibizione, infatti, la Pausini aveva cantato spesso in primo piano, mentre Lauro era rimasto leggermente defilato. Un dettaglio che aveva acceso meme e polemiche, con molti che avevano puntato il dito contro Laura, accusandola di manie di protagonismo. Ma, come spesso accade, la realtà è ben diversa.
Laura Pausini ospite di Achille Lauro ad Assago
Laura Pausini è stata ospite del concerto che Achille Lauro ha tenuto al Forum di Assago di Milano. Il 16 marzo, stesso giorno della famosa canzone che i due hanno di recente inciso insieme e che è contenuta nell’album Io canto 2 della Pausini.
Sul palco Achille ha avuto solo parole di elogio per la Pausini:
“Allora, questa ragazza, che è veramente un’artista internazionale, e non è uno scherzo, ha scelto con grande coraggio una carriera difficilissima e ci è riuscita. Quindi fatele un grandissimo applauso perché è veramente un’eccellenza italiana nel mondo. Non si scherza”
Laura ha replicato con lo stesso affetto:
“Lauro, mi sento molto più uguale a loro che a te in questo momento, perché questa canzone che ho scelto è una delle tante che avrei voluto cantare. È la mia preferita in effetti. E mi sento proprio come una tua fan”
Poi ha svelato un aneddoto riguardo la loro esibizione a Sanremo 2026: “Adesso lo spieghi che sei stato te… come se volessi cantare solo io… alle prove mi ha detto stai avanti tu“.
Achille ha confermato tutto: “Alle prove ho detto le ragazze un passo avanti, io un passino indietro”. “Che gentleman”, ha replicato Laura. E poi ancora: “Però il nostro 16 marzo te l’ho preso in prestito”.
Lauro ha ringraziato la collega e congedandola ha dichiarato: “Se questa canzone arrivasse anche solo a una persona all’estero sarebbe un sogno”.
Achille Lauro tra 16 marzo e Perdutamente
Il 16 marzo non è una data qualsiasi per Achille Lauro. È un giorno che negli anni si è caricato di significati personali e artistici, fino a diventare il titolo di uno dei suoi brani più noti. Una canzone che racconta una passione tormentata, difficile da lasciarsi alle spalle, ma anche la possibilità di trasformare il dolore in rinascita, proprio come accade in primavera, stagione di nuovi inizi.
Quest’anno, quella stessa data ha segnato un doppio traguardo. Da un lato, la prima tappa milanese (e sold out) del tour Per sempre noi. Dall’altro, il riconoscimento del disco d’oro per Perdutamente, uno dei brani più intensi del suo recente repertorio.
Un brano che è diventato col tempo un simbolo, soprattutto dopo essere stata cantata al funerale di Achille Barosi dalla madre, che la intonava sempre insieme al figlio. Un momento che ha segnato profondamente l’opinione pubblica e lo stesso Lauro, che ha poi scelto di portare il pezzo sul palco del Festival di Sanremo 2026 come omaggio alle vittime e ai feriti della strage di Crans-Montana.
Prima del concerto milanese, il cantante ha mantenuto una promessa: quella di incontrare alcuni dei ragazzi sopravvissuti al rogo, ricoverati all’Ospedale Niguarda. Una visita lontana dai riflettori, ma dal forte valore simbolico. “La forza e il coraggio delle madri e delle famiglie sono d’esempio per tutti noi”, ha scritto sui social, sottolineando il legame tra musica e realtà.