Alla quinta zeppola fritta Anthony Marra ha alzato lo sguardo e ha incrociato quello di suo padre. Lo chef pesava 280 chili, aveva un diabete altissimo e analisi che lo avvertivano: da un giorno all’altro avrebbe potuto non esserci più. Il padre gli ha chiesto: “Ma non hai capito che stai lì lì per lasciarci? Perché mi vuoi dare questo dolore?”
Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, Anthony Marra ha ripercorso quel momento. Ha promesso di cambiare vita dal giorno dopo, ma il padre, dopo anni di tentativi con medici e nutrizionisti, non ci credeva: “Anthony, a papà, non ci credo”. Lui gli ha dato la mano: “Ti do la mia parola”. Oggi i chili persi sono 180, in un paio d’anni.
La poltrona su misura e i pantaloni da chef
In studio è passato un video dal suo Instagram, che lo chef ha guardato con gli occhi lucidi. Al centro, una poltrona costruita su misura, perché in una sedia normale non riusciva a stare. Ci ha passato gran parte delle sue notti: a letto, le apnee non lo lasciavano riposare. Nel cassetto tiene ancora i pantaloni da chef che indossava ogni giorno a 280 chili, e lì resteranno: segnano l’inizio della sua rinascita.
Il nutrizionista “copia e incolla” e il fai da te
Il primo nutrizionista gli ha stampato al volo una dieta che lo chef ha riconosciuto come un copia e incolla di tante altre. Si è sentito trattato come un numero e ha deciso di fare da solo, ma è il primo a sconsigliarlo: “Rivolgetevi sempre a un professionista”. Il medico giusto, per lui, è quello che ti toglie la paura del tempo. “A volte non partivo perché dicevo: quanti anni impiegherò per ottenere il risultato?”.
Pasta al chiodo e patate sotto shock
Il metodo è una dieta mediterranea ricostruita “a modo mio”, con 150 grammi di pasta al giorno cotta “al chiodo”, ancora più dura dell’al dente. Per chi associa la dieta al riso in bianco, quasi una provocazione.
Sulla patata ha svelato il suo trucco: 60-70 grammi lessati per 12-15 minuti in acqua leggermente salata, poi acqua e ghiaccio fino a raffreddarsi del tutto, e solo dopo la cottura vera. Il principio è quello dell’amido resistente. Qualcosa sulla glicemia lo cambia davvero, ma l’idea che la pasta fredda basti a far dimagrire resta un equivoco.
Il soffritto lo ha eliminato del tutto: il suo ragù parte dalla carne rosolata e deglassata, poi olio e pomodoro. In un Paese dove il soffritto è quasi un dogma, detto su Rai 1 all’ora del caffè, suona come una dichiarazione di guerra.
Il paradosso dell’Asl
Adesso resta la pelle in eccesso. Anthony Marra vorrebbe toglierla a carico della sanità pubblica, ma l’Asl gli avrebbe risposto di no: non avendo fatto la chirurgia bariatrica, l’intervento non gli spetta. A La Volta Buona il controsenso è saltato all’occhio, visto che, dimagrendo da solo, ha risparmiato al sistema sanitario un’operazione. Il medico in studio ha spiegato il rovescio: quel costo va giustificato da un percorso documentato, con controlli periodici da internisti e dietologi in ospedale. Altrimenti si rischia la “chirurgia estetica gratis”.
Il disagio dello chef è concreto, tra pelle arrossata e sudorazione eccessiva: “Mi manca l’ultimo tassello”. Quando la cute si infiamma e rischia infezioni, ha precisato il medico, l’intervento si può ottenere gratuitamente. Anthony Marra vuole però farsi operare solo da un professore di sua fiducia, senza fare nomi. E allora si paga. Quanto, non lo sa ancora: ha ammesso di non essersi ancora informato.