La Volta Buona, le pagelle del 9 febbraio: Iva Zanicchi Show (4), terroni e terronia (0)

Caterina Balivo ha ospitato Iva Zanicchi, lasciandole forse fin troppa carta bianca: ecco il risultato della (quasi) autogestione

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore e copywriter. Ha accumulato esperienze in numerose redazioni, scoprendo la SEO senza perdere il suo tocco personale

Il tema della puntata del 9 febbraio 2026 de La Volta Buona è: icone della musica. Svariati ospiti presenti sul divano fin da subito e poi entrata d’onore per Iva Zanicchi. In questo pomeriggio, Caterina Balivo ci ha condotti in un’analisi della carriera dell’artista.

Iva Zanicchi si racconta, ancora. Voto: 5

Se esiste un limite alle volte in cui un’artista può raccontare la propria storia, Iva Zanicchi non ne ha idea. Qualcosa di diverso però a La Volta Buona c’è e si tratta della canzone scelta per la sua introduzione.

Tutti erano pronti a sentire quelle quattro parole ormai temute (prendi-questa-mano-zingara), e invece ecco il colpo a sorpresa con Ciao cara, come stai. Ha poi avuto inizio il gioco della modestia. Ma quale icona, dice Iva, che sottolinea come questa parola la spaventi. Interviene poi un Samuel Peron 2.0, dal look rivisitato in chiave opinionista, che dice di definirla sempre “la diva della porta accanto”. Dobbiamo credergli sulla parola in merito al fatto che pensi così tanto a Iva Zanicchi nel suo tempo libero d’avere pronto un nomignolo che “usa di continuo” per lei.

Il (quasi) ricordo di Claudio Villa

Iva Zanicchi detiene ancora il record di vittorie femminili a Sanremo. Ha trionfato per ben tre volte e la prima la lega al ricordo di Claudio Villa. In studio c’era anche Mauro Pica, suo figlio, che ha voluto ricordare quei momenti vissuti da 15enne dietro le quinte:
“Quella è stata la sua prima vittoria e l’ultima di mio padre. Lui diceva che lei era l’unica che aveva la potenza, la voce e la presenza scenica per interpretare ‘Non pensare a me’, canzone dal grandissimo successo”.

Iva allora inizia a ricordare Claudio Villa, sottolineando quanto fosse severo. Dopo aver sentito il suo provino, decretò che lei potesse cantare al suo fianco. Chiede poi conferma al figlio di quanto detto ma, di colpo, lo guarda per bene in viso e decide di rivolgergli queste parole dolci: “Lui era un bambino, io me lo ricordo dietro le quinte. Madonna, ti è passato un camion rimorchio sopra. Cosa ti è successo? Quanti anni hai adesso?”.

Iva Zanicchi, il dolore per suo fratello. Voto: 8

Dopo un po’ di battute e grasse risate, il clima in studio è cambiato di colpo. Iva Zanicchi ha infatti iniziato a parlare di suo fratello, morto ormai sei anni fa a causa del Covid. Era suo fratello minore e lo ha definito come “il vero artista di casa”.

Suonava tutto senza aver mai studiato musica, era un pittore straordinario (che non ha mai venduto), scriveva poesie e sapeva cantare:

“Era mio figlio, da sempre. La mamma ce l’aveva affidato, soprattutto a me. Eravamo tre sorelle e un fratello. In colonia, insieme, dovevo badare a lui nonostante fossimo divisi. Alla domenica avevamo come merenda pane e cioccolatini, che però non ho mai mangiato. Correvo a portarli da lui ma poi li regalava ai suoi amici. È stato un amore troppo grande”.

Iva Zanicchi Show. Voto: 4

Di fatto Caterina Balivo ha dovuto pronunciare poche frasi nella prima parte del programma, considerando come Iva Zanicchi sia in grado di occupare più slot consecutivi in totale autonomia. Per quanto non si ritenga diva, ha voluto ricordare più e più volte d’aver pagato di tasca propria per il restauro di un campanile a Ligonchio. Si è poi risentita del fatto che non ci sia una targa in suo onore, un busto e neanche una dicitura sul cartello stradale d’ingresso nel paesino: “Qui è nata Iva Zanicchi”.

E poi ecco arrivare Tommaso Zorzi (lui sì, accompagnato dalla zingara). Un po’ di apprezzamenti fisici e mano che stringe il bicipite, per poi paragonarlo a quello di Peron: “Tu sembri una mozzarella a confronto”.

Ha poi annunciato (evidentemente prima del tempo) un progetto teatrale con il noto ballerino. Saranno impegnati in una commedia, nella quale lei sarà una “mamma rock”.  Il copione sembra di colpo dimenticato e così, mentre Zorzi parla di un “filo rosso” che lega tutte le donne emiliane, la cantante la getta in politica: “Io di rosso non ho niente, neanche di nero eh. Diciamo che sono bianca”.

La rivalità Zanicchi-Mina. Voto: 6

Qualcosa di vero sembra esserci nella rivalità storica tra Iva Zanicchi e Mina. Un tema molto dibattuto in passato, che però la cantante prova a smorzare. Alla Ri-Fi (casa discografica di entrambe) circolava questo brano molto interessante, Un anno d’amore, che sembra fosse destinato alla Zanicchi. Mina però lo “scippò”, rendendolo un grandioso successo.

Iva conferma tutto ma ci tiene a sottolineare: “Al tempo io ero una ragazzina e Mina era già Mina. Il mio futuro suocero mi fece ascoltare il brano e me ne innamorai. Il giorno dopo però mi disse d’averlo fatto ascoltare a Mina e che l’avrebbe fatto lei”.

Ha poi voluto chiarire il tutto in maniera definitiva, risanando i rapporti:

“Mina, tutto quello che hanno scritto, detto e dicono, non è vero. Ti ho amato e adorato, agli inizi provavo a imitarti. Tu sei una jazzista dalla voce incredibile, però la Vanoni, pur non avendo la tua voce, aveva una sensibilità che arrivava al cuore. Poi c’è Iva Zanicchi, che aveva l’uno e l’altro (ride, ndr)”.

Terroni e terronia. Voto: 0

Con l’attenuante d’essere onesti e privi di filtri, spesso si scade nell’offensivo e, col sorriso sulle labbra, si attacca chi giustamente percepisce determinate parole come un’offesa. La telefonata di Marisa Laurito ha riportato a galla un po’ di ricordi dal passato. Tra questi anche la provenienza dei due cani di Iva Zanicchi.

Sono giunti nella sua vita grazie all’attrice napoletana, ma ecco come la cantante ha deciso di raccontare il tutto: “Erano due cani randagi. Sono terroni. Sono nati giù nella terronia. Hanno fatto un viaggio che non ti dico”.

Di colpo tutto il peso dell’essere nati a metà del secolo scorso piomba in studio. Qualcuno dietro le telecamere storce il naso e si agita, il che spinge Caterina Balivo a prendere la parola: “Davanti a una terrona, può dire terronia. Tranquilli ragazzi, che vi state agitando”.

Col suo sorriso di circostanza, evita la polemica e porta avanti la trasmissione. Peccato però che su certi temi si possa dire qualcosa e su altri no. Ricordiamo come sia stato redarguito Ivano dei Cugini di Campagna pochi giorni prima. Ora invece, forse per timore d’essere accusata di vittimismo, si decide di restare in silenzio. Come se non bastasse, tocca beccarci anche questa frase: “State calmi, che io sono una terrona del Nord”.

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