Franco Di Mare avrebbe compiuto oggi 71 anni: il ricordo

Un viaggio nella memoria per omaggiare una delle voci più autorevoli e amate del giornalismo italiano, tra coraggio, impegno civile ed empatia

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Redazione

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Un volto rassicurante, uno sguardo sempre attento ed una profonda sensibilità umana: Franco Di Mare ha raccontato per decenni la realtà italiana e internazionale con uno stile inconfondibile. Giornalista, inviato speciale e poi conduttore e dirigente televisivo, è diventato celebre per la sua capacità di narrare i grandi eventi storici ponendo sempre al centro le storie delle persone comunemente travolte dai conflitti.

A più di due anni dalla morte, il suo ricordo resta vivo nel cuore del pubblico. Il 28 luglio, in occasione del settantunesimo anniversario della sua nascita, Rai Cultura decide di omaggiarlo mandando in onda il suo celebre reportage intitolato “Lettere da Sarajevo”, trasmesso per la prima volta nel 1995 all’interno della rubrica “Tg2 Dossier”.

“Lettere da Sarajevo”, su Rai Cultura il reportage di Franco di Mare

Nel reportage “Lettere da Sarajevo”, Franco Di Mare racconta gli aiuti umanitari nelle zone colpite dal conflitto dei Balcani, la condizione della popolazione civile e la situazione politica della Bosnia in quegli anni. Uno spazio particolare è riservato alla città di Sarajevo, ripresa dopo mille giorni di assedio da parte delle milizie serbe guidate da Radovan Karadzic: le immagini restituiscono la vita quotidiana in una città segnata dai bombardamenti e dalla mancanza di beni essenziali, raccontata con lo sguardo diretto di chi in quegli anni si trovava sul campo.

Chi era Franco di Mare

Franco Di Mare, Francesco all’anagrafe, nasce a Napoli il 28 luglio 1955 in una famiglia di pescatori. Si la laurea in Scienze Politiche all’Università Federico II e nel 1980 inizia la carriera giornalistica alla redazione napoletana de l’Unità, dove segue la cronaca giudiziaria.

Nel 1991 l’approdo in Rai, alla redazione Esteri del Tg2: da qui parte l’esperienza che lo porterà, quattro anni dopo, a diventare inviato speciale durante la guerra dei Balcani, prima di essere destinato anche in Africa e in America Centrale. Proprio a Sarajevo, durante uno dei suoi reportage, adotta una bambina di dieci mesi, Stella, che diventerà sua figlia.

Inchieste e programmi tv

Nel corso dei suoi oltre vent’anni da inviato per il Tg1, Franco Di Mare ha coperto i principali eventi geopolitici internazionali, firmando storici servizi dai teatri di crisi più caldi del pianeta, tra cui l’Afghanistan e l’Iraq.

In seguito si è dedicato sempre più alla conduzione televisiva, diventando uno dei volti storici di Uno Mattina, prima di passare a La Vita in diretta e, nel 2016, al programma Frontiere su Rai 1. Negli anni successivi arrivano anche gli incarichi dirigenziali: diventa prima vicedirettore di Rai 1 e poi direttore generale del day time Rai e direttore di Rai 3.

Alla carriera televisiva ha affiancato anche quella di scrittore, con titoli come Il cecchino e la bambina e Non chiedere perché, da cui è tratta la miniserie L’angelo di Sarajevo. Per il suo lavoro riceve riconoscimenti importanti, tra cui due Oscar della Televisione e il premio Ilaria Alpi.

Franco Di Mare è morto all’età di 68 anni il 17 maggio 2024 a Roma, a causa di un mesotelioma legato all’esposizione all’amianto durante gli anni trascorsi come inviato di guerra.

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