David di Donatello 2026, perché Checco Zalone era assente alla cerimonia

L'assenza di Checco Zalone ai "David di Donatello 2026" si è fatta sentire: a "Buen Camino" è andato il David dello Spettatore

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Il David dello Spettatore è andato a Checco Zalone, o meglio Luca Medici, che però non era presente nella platea dei David di Donatello 2026. La sua assenza si è fatta sentire, e sui social molti si sono chiesti il motivo del suo forfait. Presente alla cerimonia di presentazione, alla presenza di Sergio Mattarella, non ha però ritirato di persona il premio che gli è dovuto per diritto, visto che ha riportato al cinema quasi dieci milioni di spettatori.

Checco Zalone assente alla cerimonia dei David di Donatello 2026

Per il 2026 non era difficile indovinare il titolo della pellicola in anticipo: Buen Camino di Checco Zalone è stato un successo, considerando che oggi vanta il titolo di maggior incasso al box office italiano. Ha battuto pellicole che hanno fatto la storia del cinema, che hanno collezionato Oscar e anche se stesso: 9.537.800 spettatori. Ovviamente aveva già vinto il David dello Spettatore nel 2021, con Tolo Tolo (aveva anche conquistato il David per la Miglior canzone per Immigrato). Anche all’epoca era assente alla cerimonia, tanto che, in un video, si era persino concesso l’ironia degli increduli: “Se lo sapevo venivo”.

Ma anche nel 2026 Zalone non era in platea, questa volta – pare – per motivi personali, come rivelato a VF. Sul palco, a ritirare il premio, è stato Giampaolo Letta, insieme a Marco Cohen e Benedetto Habib, i produttori di Medusa Film e Indiana Production. E, durante il ringraziamento, è stato chiamato prima Francesco Zalone, poi Francesco Medici. Il nome vero è Luca Medici, il Re del botteghino italiano perché fa qualcosa che a volte dimentichiamo: spingerci a ridere di noi stessi, (quasi) inconsapevolmente.

Il successo di Buen Camino

Buen Camino ha fatto qualcosa che nel cinema italiano di oggi sembra – purtroppo – quasi impossibile: ha riempito le sale per mesi, ha superato i 76 milioni di euro al botteghino con oltre 9 milioni di spettatori, ed è diventato il maggior incasso di sempre nel nostro Paese. Un fenomeno che va oltre il singolo film.

Diretto da Gennaro Nunziante, che lo ha descritto come un racconto sulla paternità – “Viviamo in una società senza padri, anche perché non si sa più chi è l’uomo, e quindi non si sa nemmeno perché si è padri” – Buen Camino è ciò che Zalone e Nunziante hanno ormai affinato negli anni: un tocco di sentimento, quella comicità aperta a tutti, quella risata che ci fa capire solo dopo che Zalone parla di uno spicchio d’Italia. Che, alla fine, è anche la cosa più difficile.

Dal grande schermo il film è poi approdato su Netflix il 29 aprile, un passaggio storico: per la prima volta un comico italiano viene distribuito contemporaneamente in 226 Paesi e doppiato in oltre 14 lingue. Zalone ha portato sullo schermo “un papà che segue la figlia lungo il cammino di Santiago. Un papà ricchissimo – non per merito ma per eredità – si trova a dover seguire la figlia minorenne su uno storico cammino della spiritualità, pur non avendo nulla di spirituale. Diventerà un percorso di avvicinamento a una figlia che non aveva mai considerato”.

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