Bad Bunny infiamma Milano con il primo dei due concerti destinati a fare la storia della musica in Italia. Un evento straordinario, trasformato in una festa e in una performance che ha lasciato il pubblico senza fiato.
Cosa è successo al concerto di Bad Bunny a Milano
Sono ben 80mila gli spettatori che hanno invaso l’Ippodromo La Maura di Milano per il concerto di Bad Bunny. Un live attesissimo e il primo delle due uniche date italiane del tour mondiale dell’artista portoricano.
I fan che attendevano da mesi il concerto di Bad Bunny a Milano non sono rimasti delusi. Il cantante è riuscito a rendere unico il live, omaggiando anche la musica italiana e facendo ballare tutti. Il live in realtà è iniziato molto prima dell’arrivo dell’artista portoricano con l’apertura dei cancelli e lunghissime file ai varchi d’ingresso. Spettacolare la scenografia, con un palco principale e due pit ai lati. Una tribuna posizionata dietro il palco e l’ormai celebre Casita, pronta ad accogliere amici e fan.
Sin dalle prime ore il concerto di Bad Bunny si è trasformato in una festa collettiva, con bandiere dell’America Latina e in particolare quelle di Porto Rico, che sventolavano fra il pubblico. I Chuwi, band portoricana, sono stati scelti per l’apertura del concerto. Poco dopo due ragazzi seduti su una panchina hanno annunciato l’arrivo della star della serata.
Bad Bunny è stato accolto dal boato del pubblico e ha scelto di cantare La Mundanza, canzone con cui apre sempre i suoi live e che racconta le sue radici. Poco dopo ha proseguito con Callaita e Pitorro de Coco, accompagnato da una grande orchestra e da ballerini con i tipici cappelli di paglia di Portorico.
Non solo reggaeton e cultura caraibica, Bad Bunny ha voluto anche rendere omaggio all’Italia con Volare di Modugno.
Spettacolari anche i cambi d’abito, con Bad Bunny che ha scelto di abbandonare il completo color crema di Baile Involvidable per lasciare spazio a pantaloni a tre quarti e giacca. A far ballare il pubblico ci ha pensato poi Titi Me Pregunto che ha fatto letteralmente esplodere la folla in un boato, fra balli e canti scatenati che sono proseguiti sino al gran finale con fuochi d’artificio e giochi di luci.
Chi c’era alla Casita di Bad Bunny a Milano
Situata al centro dell’Ippodromo, la Casita è stata la struttura che, ancora prima del concerto di Milano, aveva attirato maggiormente l’attenzione. Il cantante portoricano si è spostato su questo palco nella seconda parte del live, omaggiando ancora una volta Portorico.
La Casita infatti riproduce una tipica casa del suo paese d’origine e non rappresenta solamente un simbolo, ma è soprattutto un memoir dell’artista riguardo le sue battaglie contro la gentrificazione di Porto Rico. In questa location il cantante portoricano canta e balla insieme ad amici e ospiti scelti dal pubblico.
Un momento particolarmente emozionante, con tantissimi amici, vip e influencer, ma anche fan che sono stati scelti fra il pubblico direttamente da Jeremy Villanueva. Il braccio destro del cantante, come di consueto, ha infatti invitato alcuni fan scovati fra gli spettatori a ballare nella Casita per vivere la festa ancora più alla grande.