Un evento dal grande impatto emotivo e un momento fatto di riflessione, racconto e commozione. La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 ha acceso l’Arena di Verona con uno spettacolo difficile da dimenticare.
Nell’Arena, che per la prima volta nella storia ha ospitato un evento paralimpico, è andato in scena uno spettacolo ricco di significato, pensato non per stupire, ma per spingere a riflettere. Tanti i protagonisti di un evento corale difficile da raccontare a parole che ci ha ricordato, ancora una volta, come i confini siano fatti per essere superati, raccogliendo una sfida iniziata nel 1976 quando andarono in scena i primi Giochi Paralimpici Invernali.
La grazia immensa di Chiara Bersani. Voto: 9
Ad aprire la cerimonia in occasione delle Paralimpiadi invernali, Chiara Bersani con una performance particolarmente emozionante. A segnare il suo ingresso dei battiti che ricordano quelli del cuore umano e raccontano la forza della vita che non si ferma di fronte a nulla e avanza, in ogni caso.
Al centro della scena Chiara sa come catturare l’attenzione e lasciare tutti senza fiato. D’altronde la Bersani è una vera forza della natura. Artista e performer, rivela ciò che le parole non riescono a raccontare. Nata con l’osteogenesi imperfetta, ossia la cosiddetta malattia delle ossa di vetro, ha trasformato la fragilità in straordinaria potenza poetica, costruendo un linguaggio scenico che sfida ogni convenzione. Luminosa e inarrestabile ha conquistato con la sua grazia sovversiva la cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Impossibile non restare incantati dal suo talento e non provare quell’ammirazione che solo una persona così straordinaria può scatenare.
L’inno cantato da Mimì e l’emozione della folla. Voto: 9
C’è un momento, durante le cerimonie, in cui il tempo sembra sospendersi e l’emozione unisce le persone, diventando una forza immensa che percorre la folla. È successo durante la cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, quando il tricolore è entrato in scena ed è stato chiaro che stava per realizzarsi qualcosa di più di un semplice rituali del protocollo.
A portare la bandiera della Repubblica Italiana, Veronika Yoko Plebani, un’atleta paralimpica, ma soprattutto una donna che ha attraversato l’inferno della meningite e ne è uscita trasformata, non spezzata. Il tricolore è passato dalle sue mani a quelle dei Corazzieri. Poco dopo la voce di Mimì Caruso ha iniziato a vibrare nell’aria. Cristallina, forte e capace di scuotere nel profondo. Le note dell’Inno di Mameli hanno riempito ogni angolo dell’Arena di Verona.
La performance emozionante di Dardust. Voto: 8
Fra gli artisti che hanno emozionato di più c’è stato senza dubbio Dardust. Pianista e compositore, ma soprattutto artista eclettico, ha realizzato una performance straordinaria al centro del palco, collocando il suo pianoforte dentro un’enorme struttura.
Insieme a lui diversi ballerini che hanno creato una coreografia ipnotica grazie a trampolini e pareti che hanno permesso di realizzare acrobazie e passi di danza. L’obiettivo? Trasformare la console di Dardust, liberamente ispirata ad un’opera di Leonardo Da Vinci, in un mondo con uomini e donne. Un modo per raccontare la necessità di unire le forze per superare i limiti, rimodellando il concetto di disabilità.
“È un insegnamento potentissimo vedere atleti che si preparano per mesi e anni, superando i propri limiti e cercando nuovi equilibri. È un’energia incredibile, di grande ispirazione. Sono onorato di far parte di questa esperienza”, aveva raccontato al Corriere della Sera poco prima della sua performance e non ha tradito le aspettative.
La grinta di Michele Specchiale. Voto: 8
Al mixer in questo evento così emozionante e straordinario non poteva che esserci una persona altrettanto unica. Si tratta di Michele Specchiale, conosciuto come il Miky Bionic. Siciliano, appassionato di musica, dopo aver perso il braccio sinistro in un incidente, Michele ha iniziato un percorso di rinascita sia personale che professionale, diventando un esempio per tante persone.
Suona infatti grazie ad una protesi dotata di sensori che leggono i segnali muscolari, permettendogli di usare il controller e i vinili. Arte, energia, carattere, Miky Bionic racconta meglio di chiunque altro quanto la disabilità possa trasformarsi in una travolgente forza creativa, regalando un’emozione unica. Il suo motto? “Sky is the limit”, ossia “Il limite è il cielo”.
Il sorriso di Bebe Vio. Voto: 9
Difficile non lasciarsi contagiare da un sorriso come quello di Bebe Vio, luminoso e travolgente. L’atleta, che con la sua forza e la sua storia di resilienza ha superato confini e insegnato a molti, ha avuto il compito di accendere la torcia paralimpica. Entrata nell’Arena di Verona, visibilmente emozionata, Bebe ha trasportato la fiamma.
In contemporanea Francesca Porcellato e Gianmaria Del Maistro hanno acceso i bracieri a Milano e in Val di Fiemme. Francesca Porcellato ha vinto ben quindici medaglie paralimpiche, gareggiando in tre discipline differenti: atletica, sci di fondo e ciclismo. Nel 2024 si è ritirata dopo una carriera costellata di successi, diventando di ispirazione per tantissimi atleti. Gianmaria Dal Maistro è un punto di riferimento nello sci alpino e ha conquistato ben nove medaglie in diverse edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali.
Il discorso emozionante di Michaela Benthaus. Voto: 8
Particolarmente emozionante il discorso di Michaela Benthaus, ingegnera spaziale e prima persona in sedia a rotelle a volare nello spazio. Una donna coraggiosa che ha fatto la storia e che ci ha regalato un discorso emozionante e ricco di significato: “Sapevo che se fossi andata nello spazio le persone non avrebbero visto solo un veicolo spaziale o l’emblema della missione – ha spiegato -. Avrebbero visto una persona in sedia a rotelle in un luogo dove persone come noi non erano mai state prima. E quella visibilità per me contava moltissimo”.
“Come ingegnera spaziale so che le leggi della fisica spiegano perché cadiamo e come voliamo – ha aggiunto -. Ma non possono spiegare la forza che ci spinge ad andare avanti. Tutti noi qui oggi abbiamo un sogno. Il mio è tornare a volare nello spazio e continuare il lavoro che ho iniziato. Per molti di voi essere qui questa sera è già un sogno che si realizza. E credo che tutti voi sogniate di portare a casa una medaglia. Questi sogni sono diversi, ma nella loro essenza sono gli stessi. Tutti vogliamo essere visti per i nostri risultati e per il nostro potenziale, non per le nostre disabilità. Sono orgogliosa di essere qui con voi questa sera e non vedo l’ora di scoprire fin dove vi porteranno i vostri sogni”.