Carlo Verdone a Domenica In, il dolore atroce e l’operazione: “Sono tornato a camminare”

Il recente intervento che ha subito l'attore e regista è stato cruciale: la vita di Carlo Verdone è cambiata del tutto, dopo essere rimasto a lungo bloccato in poltrona

Pubblicato:

Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore e copywriter. Ha accumulato esperienze in numerose redazioni, scoprendo la SEO senza perdere il suo tocco personale

Una lunga carriera di successo, quella di Carlo Verdone, che è ora tornato al cinema dopo una lunga esperienza televisiva. Il Covid lo ha spinto verso le piattaforme, trasformando il suo modo di lavorare. La sua nuova pellicola è stata per lui un banco di prova: “Volevo vedere se fossi ancora in grado di fare un film”.

Ospite di Mara Venier a Domenica In, l’attore, regista e sceneggiatore ha parlato anche del proprio quotidiano. Ciò tiene conto anche di problematiche di salute. Un confronto onesto tra due vecchi amici, che si conoscono dagli anni ’70.

Carlo Verdone operato

Tra Carlo Verdone e Mara Venier il grado di confidenza è massimo. Lo dimostrano le parole della conduttrice nei suoi confronti: “Mi facevi sesso. Adesso che sono un po’ più grande, dico che sei sexy. È andata così”.

Considerando gli anni che passano, è inevitabile qualche intervento medico. Per usare le parole di Verdone, la carrozzeria tiene ancora ma alcuni pezzi necessitano d’essere sostituiti. Proprio di recente è finito in sala operatoria.

L’operazione all’anca è andata benissimo. Avrei dovuto farlo prima, ma ho conosciuto questo grande medico quattro mesi prima dell’intervento. Lui mi ha detto che ne fa due insieme e non un’anca alla volta. ‘Mi consegno a lei, ma tenga presente che faccio l’attore, e che se non cammino più…’, gli ho detto. Mi sono fidato e ha avuto ragione”.

Una soluzione assolutamente necessaria, perché il dolore era divenuto insopportabile. Ha raccontato d’essere giunto a un punto tanto estremo da essere disposto ad accettare ogni possibilità.

Come sta oggi Carlo Verdone

“Quel dolore era diventato davvero insopportabile”, ha detto Verdone a Mara Venier tirando un sospiro. Il ricordo di quella fase tanto complessa è ancora vivo. Non sapeva più come andare avanti e, di fatto, gli capitava di bloccarsi del tutto.

Era costretto a restare in poltrona per gran parte del tempo, incapace spesso anche solo di raggiungere il citofono. Bloccato dal cervello, che tentava di tutelarlo da quel dolore. Le ultime due settimane prima dell’operazione sono state le peggiori, ricorda.

“Dopo ho visto la luce. Dopo nove giorni camminavo anche senza stampelle, ma non si potrebbe dire. Ho fatto un video sui social e mi è arrivata subito la telefonata. ‘Che vuoi compromettere l’operazione’, mi è stato detto. Non ho mai sentito dolore e non ho mai preso antidolorifici. Bravi loro ma fortunato io”.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963