Senti il vento? Cosa sono le anemopatie e come possono influire su cuore, umore e digestione

Le anemopatie sono le meteoropatie da vento, tra cui la più diffusa è la sindrome dello scirocco. Anziani e bambini sono più a rischio

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Ci sono persone che fanno i conti con le vertigini. In qualche modo, in certi casi, la sensazione che la testa giri, la difficoltà a mantenere la posizione del corpo nello spazio e quindi il benessere paiono risentire del vento che soffia. Almeno sul fronte della percezione soggettiva, insomma, occorre fare attenzione. Ma il fastidio è solo uno dei tanti che si possono associare al vento, tanto che si parla di vere e proprie anemopatie.

Per chi è meteorosensibile, quindi risente dei mutamenti delle condizioni atmosferiche, il vento è quindi uno degli elementi da tenere sotto controllo e da monitorare, parlando della situazione con il medico se i fastidi si fanno particolarmente intensi.

Ed allora, ricordiamoci di osservare le previsioni: se è previsto vento da sud per certe persone le cariche elettriche negative possono “modificare” la fisiologica situazione elettrica del corpo umano. A rischio sono soprattutto il cuore, le cui cellule lavorano meglio ad un gradiente di elettricità fisso tra ambiente intra ed extracellulare, e l’apparato digerente.

Quando è vera patologia

Prima di tutto, facciamo una precisazione: “sentire il tempo” non significa essere immediatamente meteoropatici. Se è vero che in tanti pensano che le condizioni meteorologiche possano influenzare il benessere fisico e psicologico, è altrettanto innegabile che per parlare di una patologia legata alla meteorologia occorre che il quadro nasca e si sviluppi solo in presenza di particolari condizioni di umidità, pressione, vento.

Altrimenti si è solo meteorosensibili. Se il clima si modifica ci si sente meno disposti ai rapporti interpersonali, si è più nervosi, ci si ritrova di cattivo umore apparentemente senza motivo se non per le nuvole che si affollano in cielo. Non pensate che sia proprio una malattia, visto che a tutti può capitare di sentirsi in perfetta forma quando dobbiamo affrontare una giornata calda e piena di sole mentre diventa difficile alzarsi da letto in mezzo alla nebbia.

Le meteoropatie, a differenza di queste sensazioni, possono provocare sintomi psicologici e fisici: bisogna assolutamente parlare con il medico se dolori, agitazione e tachicardia compaiono senza essere presenti prima. Insomma: se il disturbo si acuisce “sentiamo il tempo”. Ma se nasce solo in certe condizioni meteorologiche si può parare di meteoropatia.

Chi rischia di più e perché

I veri meteoropatici sono spesso persone ansiose. Il loro sistema nervoso tende a reagire più velocemente e in maniera più intensa agli stimoli esterni, che possono essere rappresentati da un improvviso contrattempo o anche dall’avanzare minaccioso di un temporale.

Anche per questo, bambini e anziani sono più esposti al rischio di reazioni eccessive, per l’azione del vento e dell’umidità. Il motivo? Nella terza età diventa più difficile per l’organismo adattarsi a variazioni ambientali anche minime, soprattutto di tipo termico.

Su questa modalità di reazione incide anche l’incremento dell’attività del nervo vago, “regolatore” automatico dell’attività del cuore e del tubo digerente. Nell’anziano  in particolare è frequente un’ipervagotonia, ovvero un incremento dell’attività di questo nervo, che si sviluppa soprattutto quando il tempo cambia. Per cui possono comparire leggeri disturbi elettrici a carico del cuore, sotto forma di aritmie, o difficoltà digestive e alterazioni del ritmo intestinale, con comparsa di improvvisa stitichezza o diarrea.

Nei bambini, invece, la sensibilità ai mutamenti meteorologici sembra essere legata soprattutto al carente sviluppo di sistemi di regolazione dell’organismo.

Cosa sono le anemopatie

In questo quadro le anemopatie, cioè le meteoropatie da vento, sono tra le manifestazioni più comuni delle “malattie” da tempo. Si tratta di patologie causate soprattutto da venti che compaiono quando il cielo è molto nuvoloso e piove, capaci di creare un innalzamento della temperatura unito ad un calo della pressione barometrica.

La più nota è la sindrome dello scirocco, perché questo vento trascina con sé ioni positivi creando una particolare condizione elettrica che può alterare il normale “meccanismo” di controllo di alcune cellule del corpo, prime tra tutte quelle del cuore, che lavorano normalmente proprio in base al differente potenziale elettrico esistente tra l’interno e l’esterno della cellula stessa.

Chi soffre di sindrome da scirocco va quindi incontro a mal di testa, debolezza diffusa e soprattutto palpitazioni, con la sensazione che il cuore batta forte in gola. In più si possono manifestare veri e propri dolori localizzati al torace che ricordano quelli dell’angina pectoris, anche in assenza di alterazioni a carico delle arterie coronarie (quelle che portano l’ossigeno al cuore).

Infine, per chi è particolarmente predisposto a risentire dell’azione del vento come le persone ipertiroidee (che hanno un metabolismo accelerato per l’eccessiva attività della ghiandola tiroide) la presenza di questo vento meridionale aumenta il rischio di avere disturbi a carico del cervello.

Una particolare “sindrome” da vento del sud è quella che colpisce i neonati. In questo caso sono a rischio i bambini eccessivamente irritabili, che piangono spesso e dormono poco, in cui si sospetta un’alterazione dell’attività del sistema difensivo del corpo. In questi bebè quando soffia il vento si possono avere un forte stato di agitazione, un aggravamento dell’insonnia e addirittura un rialzo della temperatura, con febbre che può raggiungere anche i 39 gradi. Sia chiaro: questi disturbi cessano non appena si calma il vento. Solo così si possono accusare le “folate” del malessere.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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