Dieta, basta limitazioni, è tempo di nutraddizione”. Quando aggiungere serve, specie agli over 65

Per invecchiare bene non è sempre necessario “togliere” alimenti: in alcuni casi, anzi, occorre bilanciare eventuali carenze

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Da tempo, quando si parla di alimentazione, si è abituati a sentir parlare di diete che “tolgono” qualcosa, nello specifico cibi che non dovrebbero essere presenti o dovrebbero essere consumati in piccole quantità per possibili controindicazioni. Ma dagli esperti ora arriva un’altra indicazione, pensata soprattutto in termini anti-age: insomma, per invecchiare bene e mantenersi in salute potrebbe essere necessario aggiungere. È questo il concetto alla base della “nutraddizione”.

Cos’è la nutraddizione

Il termine nutraddizione, dunque, potrebbe essere la nuova strada da percorrere per rallentare l’invecchiamento o quantomeno per affrontare il passare degli anni con un maggiore benessere fisico. Deriva dal verbo “nutrire” e dal concetto di “addizione”, quindi di aggiunta. Il nuovo approccio, quindi, parte dal presupposto che un’alimentazione sana non si basa sull’eliminazione di cibi e nutrienti, né sulla loro sottrazione più o meno massiccia, né tanto meno sui divieti. Al contrario, occorre aggiungere, quando serve, in modo che il corpo si mantenga in salute nel tempo. Un esempio su tutti è rappresentato dalle proteine.

Quando servono più proteine

Come ripetono da tempo gli esperti, sono fondamentali non solo per mantenere la massa muscolare, ma anche per garantire il corretto funzionamento dell’intero organismo, soprattutto col passare degli anni. Per quanto riguarda i muscoli, infatti, sono fondamentali per sostenere il sistema muscolo-scheletrico, che a sua volta è necessario per preservare la capacità di movimento, dunque l’autonomia e l’indipendenza.

Quante proteine occorrono col passare del tempo

A fornire indicazioni precise è il professor Ennio Tasciotti, Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma. “Negli over 65 il fabbisogno medio stimato di proteine è di 1-1,2 g/kg di peso corporeo al giorno. L’assunzione proteica raccomandata sale fino a 1,5 g/kg al giorno nei pazienti con sarcopenia”, spiega il Tasciotti, che è anche curatore del 1° Rapporto “Vivi l’Età” di Meritene sulla longevità attiva, il cui obiettivo è analizzare le più recenti evidenze scientifiche nell’ambito della nutrizione, del movimento e dell’integrazione, per identificare quali sono i principali fattori che contribuiscono ad un invecchiamento in salute.

Stop al terrorismo e alle diete “senza”

Il concetto chiave non è, però, mangiare di più in modo generalizzato e indiscriminato, ma capire quando e se è il caso di aumentare l’apporto di alcuni nutrienti. “Se non riesci a sopperire a quello che ti serve con le buone pratiche, cioè con l’alimentazione, oggi la scienza e la medicina offrono delle alternative”, spiega ancora Tasciotti, che aggiunge: “Bisogna agire in maniera diametralmente opposta rispetto al terrorismo alimentare. Dobbiamo aggiungere le cose che fanno bene, non solo togliere quelle che fanno male”.

Non si tratta di trovare scorciatoie

Occorre, dunque, distinguere tra una supplementazione fai-da-te, che non tenga conto delle reali condizioni del singolo individuo, e una scelta consapevole di uno specialista che può individuare carenze che possono compromettere la salute del paziente. “Quello che serve non lo decide l’individuo: va sempre valutato da un professionista sanitario in grado di formulare per ogni paziente il giusto percorso nutrizionale e integrativo”, sottolinea Tasciotti, secondo cui non bisogna cadere nell’equivoco della “scorciatoia”. Ricorrere a una integrazione, quindi, non significa cercare una strada alternativa e possibilmente più semplice per fronteggiare una carenza, “quanto piuttosto come un valido supporto quando l’alimentazione abituale non riesce a coprire i fabbisogni, per esempio in presenza di scarso appetito, difficoltà digestive o altre condizioni che rendano più difficile raggiungere un adeguato apporto nutrizionale”.

Verso scelte (anti-age) consapevoli

L’approccio differente è motivato, infatti, dall’esigenza di preservare uno stato di salute in chiave di longevity: “Con l’invecchiamento nel corpo si riduce la capacità di rispondere agli stimoli e ne servono di più per ottenere lo stesso risultato”, spiega il Prof. Tasciotti. “Questo vale anche per la nutrizione. Il metabolismo cambia anche a causa della diminuita capacità del nostro organismo di assimilare le sostanze”. Non si parla, dunque, di diete per perdere peso o dettate da soli motivi estetici, ma di alimentazione equilibrata e adeguata alle diverse fasi della vita. Come sottolinea l’esperto, infatti, la nutrizione diventa centrale specie dopo i 65 anni, quando è fondamentale scegliere quello di cui il corpo ha bisogno per mantenere al meglio ogni sua funzionalità.

La “resistenza anabolica”: come cambia il corpo negli over 65

Come chiariscono gli esperti di longevità, man mano che passano gli anni e, in particolare negli over 65, può verificarsi con maggiore frequenza il cosiddetto fenomeno della “resistenza anabolica”. Consiste nel fatto che il muscolo è meno efficiente nell’assumere proteine e nell’esercizio fisico. È come se occorresse, quindi, un maggiore stimolo per ottenere gli stessi risultati del passato. Per questo è importante adeguare l’apporto nutrizionale a questo mutamento. A titolo di esempio viene riportato quando indicato dalle linee guida dell’RDA generale, ossia il fabbisogno alimentare quotidiano. Nel caso delle proteine l’RDA è di 0,8 grammi per chilo corporeo. Ma secondo una recente revisione degli studi scientifici disponibili, che ha analizzato l’ossidazione degli aminoacidi indicatori, negli anziani con sarcopenia – cioè la perdita progressiva di muscolo e forza – il fabbisogno medio stimato di proteine è molto superiore: arriva a 1,2 g/kg di peso corporeo al giorno, con un’assunzione raccomandata che tocca anche 1,5 g/kg al giorno.

Conta anche la distribuzione nell’arco della giornata

La ricerca, inoltre, mostra quanto conti non solo la quantità, ma anche la distribuzione delle proteine. Le analisi negli over 65, infatti, suggeriscono un’assunzione equilibrata in tutti e tre i pasti principali: per esempio, in una persona di 60 anni e oltre, si suggeriscono circa 25–30 grammi di proteine a colazione, altrettante a pranzo e a cena. Restando all’esempio delle proteine, infine, non concorrono solo alla condizione muscolare, ma anche alla salute generale. “Il corpo funziona perché le proteine svolgono moltissime funzioni: sono coinvolte nei meccanismi di difesa del sistema immunitario, nel trasporto dei metaboliti nel corpo, nella comunicazione tra le cellule. Senza proteine non si blocca solo il sistema muscolo-scheletrico, ma smette di funzionare l’intera fisiologia dell’organismo”, chiarisce Tasciotti.

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