Addio al caldo dopo Ferragosto, ma attenzione agli effetti sulla salute: a cosa stare attenti

Con il crollo termico sono a rischio i fragili e i meteoropatici. Tra i campanelli d’allarme ci sono mal di testa, sbalzi di umore, nervosismo, irrequietezza, debolezza, ansia

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

La morsa del caldo non accenna ancora a diminuire, ma la speranza è che dopo Ferragosto la colonnina di mercurio possa iniziare a scendere. Il caldo record della quarta, lunghissima ondata, infatti, dovrebbe attenuarsi nell’arco delle prossime 48 ore. Il bollettino del ministero della Salute conferma che l’emergenza è in progressiva attenuazione: il numero di città contrassegnate dal bollino rosso, pari al livello 3 di allerta, scende infatti da 18 a 7, destinate a diminuire ulteriormente a soltanto due nella giornata di Ferragosto. Ma, paradossalmente, anche il calo di temperature potrebbe portare qualche scompenso di salute, per cui occorre cautela.

Scende il numero di città da bollino rosso

Il numero di città contrassegnate dal bollino rosso del ministero della Salute, dunque, passa dalle 18 di ieri a 7. In particolare restano a livello 3 di allerta Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. A Ferragosto rimarranno solo Bari e Bolzano – ai due estremi della Penisola – a soffrire per il caldo record, mentre altrove inizierà a calare il livello di caldo e, di conseguenza, di rischio per la salute che, come chiariscono le autorità sanitarie, comporta “possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi fragile come anziani, bambini piccoli e malati cronici”.

Cosa cambia a ridosso di Ferragosto

Gli attesi temporali, dunque, potrebbero arrivare a breve, portando un’ondata di aria più fresca su buona parte del Paese. Finora, infatti, l’aria calda da ovest ha portato in Francia, Germania e anche nel Regno Unito (con punte fino a 38 gradi) anomalie generalizzate, con punte fino a 10-12 gradi sopra la norma. Gli stessi fenomeni si sono registrati anche In Italia, dove però ha iniziato a registrarsi l’arrivo di nuvole con qualche temporale su Alpi occidentali, Appennino e zone interne delle isole maggiori. Secondo gli esperti un quadro simile si confermerà per il fine settimana di Ferragosto, con una instabilità pomeridiana in prossimità dei rilievi e temperature che sulle regioni centrali e meridionali resteranno ancora di 5-7 gradi sopra la media.

Temporali e calo delle temperature da lunedì 17

Come chiarisce il Centro Meteo Italiano, però, a partire da lunedì 17 agosto si prevede l’arrivo di aria più fresca sul Mediterraneo centrale. Con i primi temporali più consistenti, quindi, le temperature dovrebbero gradualmente riportarsi in linea con le medie del periodo, mettendo definitivamente fine all’ondata di calore record che, secondo il meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, Lorenzo Tedici, equivale a una vera “fiammata” estiva che i giapponesi chiamano “Kokushobi”.

Cos’è il “Kokushobi”

Nel Paese del Sol Levante, infatti, il termine ‘Kokushobi’ (letteralmente “giorno di caldo spietato”) indica la presenza persistente di una “Heat Dome” (una gigantesca cupola di calore) di natura ormai Euro-Africana, che ha portato tre conseguenze evidenti: temperature record fino a 40-41°C in città come Firenze, Terni, Ferrara e Modena; afa intensa, con umidità alle stelle che ha aumentato la percezione del caldo fino anche a 45 gradi; notti ‘tropicali’ con minime che non sono scese al di sotto dei 26 gradi e punte fino a 28 gradi anche di notte, che hanno resto difficile anche il riposo notturno. Fino ad ora i pochi temporali al nord, in alcuni casi anche con grandinate, non hanno portato a un abbassamento delle temperature. Ma da lunedì l’atteso fresco dovrebbe arrivare, insieme ad acquazzoni anche intensi.

Cosa cambia da lunedì 17: rischi e precauzioni

Il calo termico, dunque, dovrebbe arrivare dal 17 agosto, grazie ad una perturbazione originata da Oltreoceano ed esattamente tra i Grandi Laghi, tra Stati Uniti e Canada, che poi dovrebbe attraversare l’Oceano Atlantico e arrivare – tramite la Groenlandia – fino alla Francia e poi all’Italia. Come chiarisce il meteorologo Mario Giuliacci, sulla sua pagina Facebook, “confermiamo per l’ennesima volta che questa ondata di caldo sta per finire – ha chiarito – Il 16 arriva una perturbazione sulla regione di Nord-Ovest, perturbazione intensa seguita da aria piuttosto fresca, ovviamente vi dovete attendere nei 5-6 giorni successivi tanti temporali, soprattutto nel centro-nord, ma quello che è importante rimandare a casa è l’anticiclone africano. Il 17 le temperature caleranno soprattutto nel centro-nord, tra il 18 e il 21 caleranno sotto tutta l’Italia, di meno sulla regione meridionale dove ancora potrebbe esservi qualche punta di 32-33 gradi”.

L’effetto sul fisico

Il crollo termico certo farà piacere, anche se gli esperti avvertono che un brusco abbassamento delle temperature può portare a qualche sforzo fisico per adattare l’organismo al cambiamento repentino. Come chiarisce il dott. Maurizio Tommasini, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Generale ed Epatologia di Humanitas sul sito dell’Istituto, “quando si verificano cambiamenti della temperatura esterna (da freddo intenso a grande caldo e viceversa) il nostro organismo reagisce attivando un meccanismo di termoregolazione. Se fa freddo esso produce calore attraverso il metabolismo dell’energia proveniente dall’attività muscolare e dall’alimentazione, mentre se fa caldo disperde il calore attraverso i processi di sudorazione e minzione. In entrambi i casi, il fine è quello di mantenere la temperatura corporea costante sui 37°. Ma se gli sbalzi di temperatura sono bruschi e continui questo complesso meccanismo di regolazione termica fa fatica ad adattarsi, poiché coinvolge diversi apparati vitali (sistema cardiocircolatorio, polmonare, nervoso, ormonale)”.

Le conseguenze sull’organismo, se non riesce ad adattarsi

Gli esperti confermano che i soggetti più a rischio sono le persone con minori difese, come i bambini, gli anziani e i pazienti con gravi patologie croniche. “Le conseguenze negative di tale situazione sono a carico principalmente dell’apparato respiratorio: si avranno, quindi, raffreddori e faringiti. A fare ammalare non è il freddo o il caldo eccessivo, ma sono gli sbalzi repentini di temperatura ai quali l’organismo si trova impreparato”, spiega l’esperto dell’Humanitas. In questa situazione di continua alternanza caldo-freddo è consigliabile vestirsi in modo adeguato, per così dire “a cipolla”, ossia indossando un abito sopra l’altro, per essere pronti a spogliarsi e rivestirsi in modo graduale a seconda della situazione.

Il rischio meteoropatia

Tra le persone più sensibili ai cambiamenti meteo ci sono, infine, i meteoropatici. “Non è una malattia, ma un insieme di disturbi fisici e psichici che insorgono o di sintomi preesistenti che si riacutizzano (artrosi, cefalee, nevralgie) a causa degli improvvisi cambiamenti del tempo. La meteoropatia provoca in alcune persone queste manifestazioni prima che il mutamento climatico avvenga. I soggetti meteoropatici possono avvertire mal di testa, sbalzi di umore, nervosismo, irrequietezza, debolezza, ansia prima dell’arrivo di un forte vento o di una perturbazione – chiarisce Tommasini – Un periodo prolungato di brutto tempo o di giornate grigie non aiuta il buon umore, provoca malavoglia, sonnolenza e potrebbe addirittura far insorgere la depressione. La causa di questo problema è la poca luce, che stimola la produzione di ormoni e regolarizza il ritmo sonno-veglia”. In questo caso, però, le giornate di brutto tempo dovrebbero essere limitate e con il solo effetto con una mitigazione del caldo.

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