La Duchessa del Gloucester compie 80 anni

Chi è Birgitte van Deurs, Duchessa di Gloucester, tra le figure più rispettate e discrete dei Windsor. Una vita cambiata da una tragedia e dedicata alla Corona

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

Il 20 giugno la Duchessa di Gloucester compirà 80 anni. Un traguardo che arriva dopo oltre mezzo secolo trascorso al servizio della Corona e una vita che ha preso una direzione completamente diversa da quella immaginata nell’estate del 1972.

Quando sposò il Principe Richard, Birgitte van Deurs pensava di aver trovato l’uomo con cui costruire una famiglia, non un ruolo da svolgere per il resto della vita al servizio della Corona. Il marito lavorava come architetto, la coppia progettava un futuro relativamente lontano dai riflettori e nulla lasciava immaginare che quella giovane danese sarebbe diventata una delle presenze più affidabili della famiglia reale britannica. Poi, appena sette settimane dopo il matrimonio, un incidente aereo ha cambiato tutto.

La morte del Principe William di Gloucester, fratello maggiore di Richard, ha trasformato radicalmente il destino della coppia. In tutti questi anni la Duchessa di Gloucester ha rappresentato la Corona con una discrezione rara. Non è mai stata la royal più fotografata né quella che ha dettato le tendenze, non ha mai cercato visibilità e il suo nome compare solo raramente nelle cronache, eppure all’interno della famiglia reale gode di una reputazione impeccabile.

Mentre Carlo III porta avanti il progetto di una monarchia più snella e il numero dei working royals si è ridotto drasticamente, il suo ruolo è diventato più importante che mai.

L’Ordine della Giarrettiera per la Duchessa del Gloucester

Il riconoscimento più evidente è arrivato nel 2024, quando il Sovrano l’ha nominata Lady Companion dell’Ordine della Giarrettiera, la più alta onorificenza cavalleresca del Regno Unito. Una decisione che è stata interpretata come un tributo a oltre mezzo secolo di servizio svolto lontano dai riflettori ma sempre per la Corona.

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La Duchessa del Gloucester alla funzione annuale dell’Ordine della Giarrettiera

Molto prima che Sophie e Catherine entrassero nella famiglia reale, Birgitte faceva il suo ingresso nella Royal Family pur non provenendo da un ambiente di corte. Nata a Odense, in Danimarca, il 20 giugno 1946, Birgitte è figlia dell’avvocato Asger Henriksen e di Vivian van Deurs.

Dopo la separazione dei genitori ha adottato il cognome materno, legato a una famiglia con radici nella nobiltà danese. Finiti gli studi superiori ha frequentato scuole di perfezionamento a Losanna e Cambridge e ha lavorato per un breve periodo per la celebre maison di argenteria Georg Jensen.

L’incontro con il Principe a Cambridge

È stato proprio durante il periodo trascorso a Cambridge che ha conosciuto Richard del Gloucester. All’epoca il giovane Principe studiava architettura al Magdalene College e nulla faceva pensare che la loro sarebbe stata un’unione che li avrebbe portati al centro della Corona.

Tornata in Danimarca, Birgitte si è iscritta al Niels Brock Copenhagen Business College, dove ha conseguito un diploma in studi commerciali ed economici. Nei tre anni trascorsi lontana dalla Gran Bretagna è rimasta in contatto con il Principe Richard e nel 1971 è tornata in Inghilterra per lavorare come segretaria presso l’Ambasciata di Danimarca.

Dopo il fidanzamento annunciato nel febbraio 1972, la coppia si è sposata pochi mesi più tardi in una cerimonia semplice per gli standard reali. L’8 luglio, nella chiesa di St Andrew vicino a Barnwell Manor, all’epoca di proprietà dei Gloucester, Birgitte è arrivata all’altare con un abito firmato da Norman Hartnell, il couturier che aveva disegnato anche il vestito da sposa e quello dell’incoronazione di Elisabetta II.

Niente tiara al suo royal wedding

A colpire, però, è stata soprattutto la sua scelta di rinunciare alla tiara. Al suo posto ha indossato piccoli fiori di stephanotis tra i capelli per fissare il velo. Tradizionalmente legato ai matrimoni e ai bouquet nuziali, questo delicato fiore bianco porta con sé una curiosa coincidenza: il suo nome deriva dal greco e significa “adatto a una corona”. Un dettaglio che oggi appare quasi profetico.

La semplicità della cerimonia e della sposa che si è occupata personalmente anche delle decorazioni floreali della chiesa rifletteva i progetti della coppia. Richard aveva appena avviato il proprio studio di architettura con alcuni soci e, insieme a Birgitte, immaginava un futuro relativamente normale, scandito dal lavoro e dalla vita familiare. Nessuno poteva sapere o immaginare che poche settimane più tardi un evento tragico avrebbe cambiato per sempre i loro piani.

Il tragico evento che ha cambiato il suo destino

Il 28 agosto 1972, il Principe William di Gloucester morì durante una gara aerea a Wolverhampton. Aveva appena trent’anni ed era considerato uno dei membri più promettenti della nuova generazione dei Windsor. Per Richard e Birgitte, sposati da appena poche settimane, la tragedia ha avuto conseguenze che sono andate ben oltre il dolore familiare.

Con la scomparsa del fratello maggiore, Richard è diventato infatti l’erede del ducato di Gloucester e si è trovato a dover assumere responsabilità che fino a quel momento non erano destinate a lui. Richard non ha abbandonato immediatamente la sua carriera, ma il peso crescente degli impegni istituzionali ha reso presto evidente che il futuro della coppia sarebbe stato molto diverso da quello immaginato all’inizio.

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I Duchi del Gloucester al balcone di Buckingham Palace

I nuovi Duchi del Gloucester

La svolta definitiva è arrivata nel 1974 con la morte del padre di Richard, il Duca del Gloucester. Richard ha ereditato il titolo e Birgitte è diventata Duchessa del Gloucester. Da quel momento la coppia ha assunto un ruolo sempre più attivo all’interno della famiglia reale, dividendosi tra gli impegni ufficiali, le attività benefiche e la rappresentanza della Corona nel Regno Unito e all’estero.

Una famiglia apparentemente normale

Negli stessi anni sono nati anche i tre figli della coppia, Alexander, Davina e Rose. La famiglia si è stabilita a Kensington Palace, pur cercando di mantenere una vita il più possibile normale. Nonostante il rango e il personale a disposizione, Birgitte ha sempre cercato di seguire personalmente la crescita dei figli, accompagnandoli a scuola e alle attività extrascolastiche quando gli impegni glielo consentivano.

Lontana dalle polemiche e poco incline alla mondanità, la Duchessa ha preferito concentrarsi sul lavoro dietro le quinte, dedicandosi alle numerose organizzazioni di cui negli anni è diventata patrona e rappresentante. Una scelta che forse non le ha garantito la popolarità di altre donne entrate nella famiglia reale, ma che nel tempo le ha permesso di conquistare la fiducia di generazioni diverse di Windsor, da Elisabetta II fino a Carlo III.

La Duchessa silenziosa

Questa dedizione è diventata particolarmente evidente negli ultimi anni. Nel 2024, mentre Re Carlo III e la Principessa del Galles affrontavano le cure contro il cancro, il Duca e la Duchessa di Gloucester hanno contribuito a sostenere il carico di lavoro della monarchia e, secondo i dati ufficiali, Richard ha svolto 216 impegni pubblici mentre la moglie 98.

Gran parte dell’attività della Duchessa ruota attorno alle circa sessanta organizzazioni di cui è patrona o sostenitrice. Nel corso degli anni ha collaborato con realtà molto diverse tra loro, dalla Royal Academy of Music ai Friends of St Paul’s Cathedral, dalla Lawn Tennis Association fino a Parkinson’s UK.

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I Duchi del Gloucester all’incoronazione di Carlo III

In oltre mezzo secolo di vita pubblica, trovare un errore attribuito alla Duchessa di Gloucester non è semplice. Lo storico norvegese Trond Norén Isaksen ricorda sul magazine Majesty un episodio avvenuto nel 1973, durante una visita a Oslo per il settantesimo compleanno di Re Olav V.

In quell’occasione Birgitte fece una riverenza sia al sovrano sia al Principe ereditario Harald, commettendo un piccolo errore di protocollo. Un dettaglio apparentemente insignificante che continua a essere citato ancora oggi proprio perché rappresenta uno dei rarissimi passi falsi – se così si può definire – attribuiti alla Duchessa in oltre cinquant’anni di vita da working royal.

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