Per Alberto e Charlene di Monaco la magia della Vigilia non passa solo dalle luci soffuse e dai riti di famiglia, ma soprattutto dalla tavola. Ogni 24 dicembre, i Grimaldi si ritrovano per una cena che non ammette variazioni, fedele a una tradizione gastronomica che profuma di Mediterraneo e identità monegasca.
Cosa mangiano a Natale Alberto e Charlene di Monaco
Per Alberto e Charlene di Monaco il menu della Vigilia è sempre lo stesso, tramandato come un piccolo rito domestico. Si comincia con il barbagiuan, simbolo della cucina del Principato. Croccante all’esterno e morbido dentro, questo scrigno di pasta racchiude un ripieno di zucca o spinaci, arricchito con riso, formaggio e porri.
A seguire, non mancano i grandi classici delle celebrazioni invernali: il tacchino con le castagne, rassicurante e profumato, e l’agnello provenzale in crosta, omaggio alle influenze del Sud della Francia che da sempre dialogano con la cucina monegasca. Pietanze che raccontano una cucina solida, legata alla terra e alle stagioni, lontana dalle mode passeggere.
A tavola ci sono poi le fougasses, grandi focacce croccanti cosparse di zucchero all’anice e profumate con rum e acqua di fiori d’arancio, insieme al tradizionale pane di Natale: una pagnotta rotonda decorata con noci e rametti d’ulivo disposti a forma di croce. Un gesto che unisce sacralità e convivialità, memoria e condivisione.
Il piatto forte della serata resta però il brandamuncium, noto anche come baccalà alla monegasca. Si prepara con baccalà salato, precedentemente dissalato, e cotto con una crema di cipolle, aglio e panna. È una delle ricette più rappresentative del Principato oltre che una delle preferite di Charlene.
E non manca il gran finale. Tradizione vuole che vengano presentati ben tredici dolci diversi: un numero carico di significato religioso, che rappresenta Cristo e i dodici apostoli durante l’Ultima Cena.
Sono presenti torrone, frutta candita, datteri e anche i mendiants, golosi dolcetti tradizionali francesi composti da un disco di cioccolata fondente arricchito da frutta secca. Vengono tutti serviti contemporaneamente e condivisi tra i commensali.
Chi è lo chef di Alberto e Charlene di Monaco
Dietro questo rito immutabile c’è la mano esperta di Christian García, lo chef che dal 1987 guida le cucine del Palazzo. Arrivato per un incarico temporaneo, è diventato negli anni una presenza imprescindibile nella quotidianità dei Grimaldi. García ha definito in passato il Principe Alberto come un vero intenditore, un fine gourmet curioso e appassionato, che passa spesso in cucina per discutere di piatti, ingredienti e sapori scoperti durante i suoi viaggi.
Ogni giorno, ha spiegato lo chef, vengono preparati tre antipasti, tre portate principali e tre dessert, lasciando al Principe la scelta finale. Alberto, però, non ha mai rivelato un piatto del cuore: ama tutto, con una sola eccezione. Niente tonno rosso del Mediterraneo, per rispetto del suo impegno nella tutela degli oceani e della sostenibilità ambientale. Un’attenzione che si riflette anche nella scelta di frutta e verdura provenienti direttamente dall’orto biologico del Palazzo.
Così, mentre il mondo fuori cambia ritmo, al Palazzo di Monaco il Natale resta fedele a se stesso. E tra piatti identici anno dopo anno, Alberto e Charlene celebrano una tradizione che parla di famiglia, territorio e memoria. Ricordando che, a volte, il vero lusso è non cambiare mai.
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