Per decenni l’erba gatta è stata considerata il principale ‘irresistibile richiamo’ per i felini domestici. D’atra parte, c’è una ragione ben precisa se si chiama così. Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata nel 2026 sul Journal of Chemical Ecology suggerisce che il gatto, quando può scegliere liberamente, preferisce un’altra pianta: la vite d’argento (o Actinidia polygama), conosciuta in Giappone come matatabi.
Lo studio, condotto da ricercatori delle Università di Iwate e di Nagoya, ha analizzato il comportamento di gatti randagi e domestici in condizioni molto più vicine alla realtà rispetto ai tradizionali test di laboratorio. L’obiettivo era comprendere non solo se fossero in grado di reagire agli stimoli chimici delle piante, ma soprattutto quale scegliessero spontaneamente quando avevano la possibilità di ignorarli.
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Pianta preferita: i risultati scientifici
I risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori. Nei test all’aperto, il gatto libero di muoversi ha mostrato un forte interesse per la vite d’argento, strofinandosi sulle foglie e rotolandosi a terra, il tipico comportamento definito “self-anointing”. Al contrario, l’erba gatta ha suscitato reazioni molto più deboli e sporadiche.
La stessa tendenza è stata osservata nei test condotti su 22 esemplari domestici appartenenti a diverse razze. Quando venivano presentati contemporaneamente estratti delle due piante, la maggioranza degli animali sceglieva la silver vine. Quindici hanno reagito esclusivamente a quest’ultima, mentre soltanto tre hanno mostrato una preferenza per la catnip.
La scoperta appare controintuitiva. Le analisi chimiche hanno infatti confermato che l’erba gatta contiene quantità elevate di nepetalattone, il composto responsabile dell’effetto euforizzante sui felini. In teoria, una maggiore concentrazione di sostanze attive dovrebbe generare una risposta più intensa. Eppure non è stato così.
Perché i gatti preferiscono la vite argentea
Secondo gli autori dello studio, il comportamento animale non dipende soltanto dalla presenza di molecole biologicamente attive, ma anche dal modo in cui queste vengono percepite e presentate nell’ambiente. Una delle ipotesi è che il profumo dell’erba gatta fresca possa essere addirittura troppo intenso, riducendo la probabilità che i felini inizino il caratteristico rituale di sfregamento e rotolamento. La vite d’argento, invece, produce una miscela più complessa di composti odorosi appartenenti alla famiglia degli iridoidi, che potrebbe risultare più efficace nel favorire un coinvolgimento spontaneo.
La ricerca si inserisce in un filone di studi che negli ultimi anni ha ridefinito il significato biologico di questi comportamenti. L’interazione con queste due piante non sembra infatti essere soltanto una forma di piacere o gioco. L’atto di mordere, leccare e strofinarsi favorisce il rilascio di sostanze naturali capaci di allontanare zanzare e altri parassiti, offrendo ai gatti una sorta di protezione chimica naturale.
I risvolti pratici per i gatti domestici
Oltre a soddisfare una curiosità diffusa tra gli amanti dei felini, lo studio ha importanti implicazioni pratiche. La silver vine potrebbe rivelarsi uno strumento più efficace per l’arricchimento ambientale dei gatti domestici e per migliorare il loro benessere comportamentale.
Ma il messaggio più importante della ricerca è un altro: ciò che un animale può fare in laboratorio non coincide necessariamente con ciò che sceglie di fare nella vita reale. In altre parole, quando si tratta di preferenze, la scelta finale spetta sempre al gatto.
Fonti bibliografiche
Free-Roaming and Captive Cats Prefer Silver Vine to Catnip for Self-Anointing – Springer Nature Link;
Silver vine or catnip? When cats can choose, silver vine wins – Phys.org