Le fake news che uccidono: i falsi miti dietro l’abbandono di cani e gatti

I falsi miti sull'abbandono degli animali sono pericolosi e possono avere conseguenze drammatiche: quali sono

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Marta Ruggiero

Giornalista pubblicista e videoreporter

Giornalista pubblicista, videoreporter, copywriter e content editor. Si occupa di attualità, economia, politica, intrattenimento, costume e società.

Il 4 e 5 luglio si celebra la Giornata Nazionale Enpa contro l’Abbandono, un appuntamento dedicato alla sensibilizzazione su uno dei fenomeni più gravi che colpiscono gli animali d’affezione, soprattutto durante il periodo estivo. Con lo slogan Non buttarlo via. Non è un rifiuto, l’ente animalista richiama l’attenzione su un gesto che, oltre a essere un reato, provoca sofferenze spesso irreversibili.

Secondo le stime elaborate dall’Enpa, sulla base dei dati del Ministero della Salute, ogni anno in Italia vengono abbandonati o smarriti circa 130mila esemplari fra cani e gatti, mentre nel solo 2025 l’associazione ha recuperato oltre 25mila cani, un dato in forte crescita rispetto all’anno precedente. Dietro molti di questi abbandoni si nascondono convinzioni errate, tramandate da anni e prive di qualsiasi fondamento scientifico.

I gatti non sono indipendenti

La giornata nazionale contro l’abbandono degli animali, ci obbliga a una riflessione che – in realtà – dovrebbe essere fatta ogni giorno dell’anno: quali sono gli effetti su cani e gatti e perché ci sono tanti falsi miti pericolosi e da sfatare. La prima fake news, forse la più diffusa, è: “I gatti si arrangiano da soli“. È vero che un felino domestico conserva alcuni comportamenti tipici dei suoi antenati selvatici, ma non è preparato a sopravvivere senza il supporto umano.

Studi pubblicati sul Journal of Feline Medicine and Surgery evidenziano come gli esemplari abbandonati siano esposti a malnutrizione, malattie infettive, incidenti stradali e aggressioni da parte di altri animali. Inoltre, il forte legame che molti gatti instaurano con il proprio ambiente e con le persone di riferimento rende l’abbandono una fonte di stress intenso, con conseguenze sia fisiche sia comportamentali.

I cani non hanno bisogno solo di verde

Un’altra falsa convinzione è che un cane stia bene in giardino. Numerose ricerche in ambito veterinario e comportamentale dimostrano invece che siamo di fronte a una specie altamente sociale, selezionata in migliaia di anni di convivenza con l’uomo.

L’American Veterinary Society of Animal Behavior sottolinea come l’isolamento prolungato favorisca problemi comportamentali come ansia da separazione, abbaio eccessivo, aggressività e comportamenti stereotipati. Un giardino può rappresentare uno spazio utile per il movimento, ma non può sostituire le passeggiate, la stimolazione mentale e soprattutto l’interazione quotidiana con la famiglia.

Cani e gatti anziani soffrono come e più dei giovani

Anche l’idea che un animale anziano soffra meno il distacco è completamente infondata. In una giornata come quella contro l’abbandono degli animali, è opportuno ribadire i falsi miti. E questo è fra i più diffusi. Infatti, contrariamente a quanto si possa immaginare, l’età avanzata rende il cambiamento ancora più difficile. Cani e gatti in là con gli anni hanno spesso bisogno di cure mediche, assumono farmaci e dipendono da routine consolidate.

Alterare improvvisamente il loro ambiente aumenta il rischio di stress cronico, perdita dell’appetito, peggioramento di patologie preesistenti e declino cognitivo. La letteratura scientifica sul benessere animale conferma che la stabilità dell’ambiente è uno dei principali fattori di qualità della vita negli animali senior.

Un cane e un gatto abbandonati non trovano un’altra famiglia

Infine, c’è chi si convince che: “Se lo lascio libero troverà qualcuno che lo adotta”. La realtà è ben diversa. Gli animali abbandonati rischiano di morire investiti, di disidratarsi, di essere vittime di maltrattamenti o di finire in colonie e canili già sovraffollati.

Inoltre, un cane o un gatto disorientato tende spesso a cercare il proprietario, esponendosi a ulteriori pericoli. Affidare il proprio animale a un rifugio, a un’associazione o cercare un’adozione responsabile rappresenta sempre l’unica scelta etica e sicura.

Contrastare queste fake news significa prevenire gli abbandoni e promuovere una cultura della responsabilità. Un animale non è un oggetto da lasciare quando diventa scomodo, ma un essere senziente capace di provare paura, stress e attaccamento. Informarsi correttamente è il primo passo per proteggerlo, ogni giorno dell’anno.

Fonti bibliografiche

Dati regionali sul randagismoMinistero della Salute;

FelineVMA meeting the physical and emotional needs of indoor cats position statementSage Journals;

Position Statements and Handouts (for the public)Avsab.org;

Animal WelfareWoah.org

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