Perché i Lefebvriani sono stati scomunicati, in cosa credono e chi sono

I Lefebvriani sono stati scomunicati dalla chiesa cattolica: in cosa credono e chi sono

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

Nuovo scisma per la chiesa cattolica che ha decretato la scomunica dei Lefebvriani, il gruppo ultra-tradizionalista cattolico, dopo le tensioni degli ultimi giorni con il Vaticano.

La scomunica dei Lefebvriani

Nei giorni scorsi papa Leone XIV aveva lanciato un appello alla Fraternità San Pio X, ossia i Lefebvriani, per chiedere di fare un passo indietro, ma così non è stato. La comunità ha infatti deciso comunque di consacrare senza il permesso del pontefice ben quattro vescovi. Un atto così grave da provocare la reazione del Vaticano che in un comunicato ufficiale ha annunciato la scomunica.

“Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta – si legge -, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice. , è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 § 1 CIC 2021.Dichiaro dunque a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto Vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.Dichiaro inoltre che il Vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal can. 1364 § 1 CIC 2021.Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae”.

Chi sono i Lefebvriani e in cosa credono

Il gruppo tradizionalista deve il suo nome a Marcel Lefebvre, sacerdote francese nato nel 1905 a Tourcoing e membro della Congregazione dello Spirito Santo. Agli inizi degli anni Sessanta, Lefebvre criticò apertamente le innovazioni introdotte dalla Chiesa cattolica e nel 1970 decise di fondare in Svizzera la Fraternità Sacerdotale Pio X, ispirato da una visione anti-modernista della religione.

Nel corso degli anni, i Lefebvriani non hanno mai risparmiato critiche alla Chiesa, ma soprattutto ai vari pontefici, arrivando a sfidarne apertamente, come in questo caso, l’autorità.

Già nel 1988 si era verificato il primo scisma quando Lefebvre aveva consacrato quattro vescovi senza ricevere l’autorizzazione di Giovanni Paolo II. Dopo la morte di Lefebvre si era verificato un riavvicinamento con la Chiesa di Roma. Nel 2007 Benedetto XVI aveva teso la mano agli ultra tradizionalisti con un atto di liberalizzazione della messa preconciliare. Sino alle nuove tensioni e alla scelta di opporsi, ancora una volta, alla volontà del pontefice.

I membri del movimento fondato da Lefebvre hanno posizioni tradizionaliste e rigide. Sono contrari all’ecumenismo e al dialogo interreligioso, rifiutano la messa in lingue volgare, accettando solamente quella in latino. Inoltre si oppongono all’apertura alla comunità LGBT e ai divorziati da parte della Chiesa.

Oggi la Fraternità conta circa mezzo milioni di fedeli ed è composta da 733 sacerdoti, 145 fratelli professi, 2 vescovi, 250 suore e 268 seminaristi. Dopo la morte di Lefebvre, La Fraternità è stata guidata da Bernard Fellay, sacerdote ordinato vescovi dallo stesso Lefebvre. Nel 2018 è stato nominato nuovo superiore Davide Pagliarani.

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