Laura Procacci, chi era l’infermiera italiana morta nell’elicottero precipitato in Bosnia

La sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana è morta nel tragico schianto in Bosnia. Chi era Laura Procacci

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Martina Dessì

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Aveva 24 anni, una divisa indossata con orgoglio da pochi mesi e tanta voglia di mettersi alla prova lontano da casa. Laura Procacci, infermiera italiana e sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, ha perso la vita giovedì 29 ottobre nell’elicottero precipitato in Bosnia durante un volo di addestramento della missione europea Eufor Althea.

La notizia ha fatto il giro del Paese in poche ore e ad Andria, la sua città, ha lasciato tutti senza parole. E allora, chi era davvero questa ragazza pugliese che aveva deciso di dedicare la propria vita agli altri?

Chi era Laura Procacci, la giovane infermiera di Andria

Laura era cresciuta a Montegrosso, piccola frazione di Andria immersa nella campagna, una di quelle realtà dove ci si conosce davvero tutti. Era una ragazza solare, dicono tutti, dal carattere deciso e che sapeva trasmettere ottimismo a chiunque le stesse vicino. Da qui il suo desiderio di intraprendere la carriera che aveva appena iniziato e che l’ha tragicamente portata alla fine che nessuno avrebbe mai immaginato.

Aiutare il prossimo era la sua vocazione. Dal 2019 al 2022 aveva prestato servizio come volontaria nella Misericordia di Canosa, imparando sul campo cosa significhi restare accanto a chi soffre. Un impegno che Andria aveva voluto celebrare consegnandole il premio Ebe.

Poi era arrivato il trasferimento nella Capitale, dove si era iscritta alla facoltà di Medicina. Tra libri ed esami, Laura aveva trovato la forza di imboccare anche la strada della divisa. Il 28 marzo scorso era arrivato il giorno più emozionante, quello del giuramento, che le aveva aperto le porte del Corpo Militare della Croce Rossa tra le prime donne con i gradi da sottufficiale. Per Andria un primato tutto suo: nessuna ragazza della città ci era mai riuscita prima. La missione in Bosnia-Erzegovina era il suo debutto all’estero, un sogno inseguito con determinazione e spezzato appena sette mesi dopo quel giorno di festa.

Elicottero precipitato in Bosnia: cosa è successo e chi sono le altre vittime

Lo schianto è avvenuto nei pressi di Brčko, nel nord-est della Bosnia. Il velivolo, un CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, era impegnato in un’esercitazione quando è precipitato. A bordo c’erano quindici persone: undici sono rimaste ferite e, stando alle prime notizie, nessuna sarebbe in pericolo di vita. Sulle cause dell’incidente indagano il Ministero della Difesa e il comando di Eufor Althea.

Con Laura se ne sono andati il tenente Franco Adriano Zecchillo, medico della Croce Rossa, e i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, pilota e specialista del Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo.

In Puglia il dolore è stato immediato. Il presidente della Regione Antonio Decaro ha reso omaggio a una ragazza che ha perso la vita in servizio, abbracciando le famiglie delle vittime e augurando ai feriti di rimettersi presto. L’assessore regionale Raffaele Piemontese ha pensato ai sogni e alle persone care che Laura lascia, sottolineando come la sua età renda il lutto ancora più pesante. Commossa anche la sindaca di Andria Giovanna Bruno, che ha raccontato lo smarrimento di un’intera comunità davanti a un lutto che nessuno riesce a comprendere.

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