Amanda Knox in uno show comico sull’omicidio di Meredith, il dolore della sorella: “È atroce”

Quasi vent’anni dopo l’omicidio di Meredith Kercher, l’accusata e poi prosciolta Amanda Knox ripercorre la vicenda in uno show comico

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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Sono trascorsi quasi vent’anni dall’omicidio che sconvolse la tranquilla cittadina universitaria di Perugia. Quasi vent’anni, eppure il ricordo di Meredith Kercher, la studentessa britannica rinvenuta senza vita nella propria abitazione, non sembra aver ancora il permesso di riposare in pace. Amanda Knox, che per quel crimine fu prima accusata e poi prosciolta, sceglie di tornare a ripercorrere la vicenda in uno show comico, scatenando l’indignazione e il dolore dei famigliari della vittima.

Amanda Knox trasforma il delitto in uno show comico

Nella serata di venerdì 7 agosto, al Fringe Festival di Edimburgo debutta Cartwheel, lo show comico di Amanda Knox. Per l’insolito spettacolo si prevedono 11 serate, già tutte sold out. Il titolo Cartwheel, in italiano “ruota”, riprende la diceria secondo cui l’allora 19enne si sarebbe messa a fare le capriole in questura dopo il ritrovamento del corpo senza vita della sua coinquilina.

Sul palco del noto festival scozzese, Amanda Knox ripercorrerà la vicenda giudiziaria che la vide, ancora 19enne, accusata dell’omicidio di Meredith Kercher, uccisa nello studentato di Perugia in cui abitava. Knox – che si era già raccontata in una docuserie televisiva – ha scelto stavolta di ripercorrere quanto accadutole con il linguaggio della comicità. “Scherzo sulla mia odissea, non sull’omicidio” aveva dichiarato alla Bbc, affermando di essere sicuro che anche Meredith, “ragazza intelligente e raffinata, ma anche giocosa”, avrebbe apprezzato i suoi sketch.

L’appello della famiglia di Meredith Kercher

Meredith forse ne avrebbe riso, la sua famiglia no. I genitori di Meredith sono morti, resta la sorella Stephanie che, in tutti questi anni, ha considerato “la cosa giusta da fare” mantenere “una sorta di silenzio riservato”. È rimasta in disparte mentre l’omicidio della sorella si trasformava in un caso mediatico, ha scelto di non dire nulla neppure quando la sua storia è stata trasformata in un film. Oggi, però, non può più restare in silenzio.

“Eravamo fermamente convinti che la violenza legata a questo tema non fosse appropriata per un programma comico. – ha dichiarato Kercher – Ma avrei sperato che, a distanza di vent’anni, avremmo avuto forse un po’ più di empatia nell’utilizzare questo tema e questa associazione con un evento così traumatico nelle nostre vite”.

Stephanie non ha mai incontrato personalmente Amanda Knox, né sente alcun bisogno di farlo. Ma a lei lancia un chiaro appello: “Spero davvero che d’ora in poi lei possa cercare di prendere le distanze dal nome di Meredith. Capisco benissimo che abbia la sua storia da raccontare, ma l’abbiamo già sentita troppe volte”.

Anche Raffaele Sollecito, come Knox coinvolto nelle indagini e in seguito definitivamente assolto, prende le distanze dal progetto. Pur sottolineando come non vi sia un modo giusto o sbagliato per affrontare una tragedia, il 42enne si dichiara “perplesso che una tragedia venga utilizzata come elemento di richiamo per uno spettacolo comico”.

La petizione sui social chiede la chiusura dello show

A supporto del dolore di Stephanie Kercher, sul web è stata lanciata una petizione per chiedere la cancellazione dello show. La raccolta firme, che ha già superato le 7mila adesioni, denuncia che lo spettacolo di Knox “si fa beffe degli orribili eventi che hanno portato all’omicidio di Meredith e cerca in qualche modo di trasformare questa tragedia in intrattenimento”. A sostenere l’iniziativa anche il premier britannico Andy Burnham.

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