Jannik Sinner, perché i genitori non sono a Wimbledon a tifare per lui

Niente Royal Box a Wimbledon per i genitori di Sinner: il campione di tennis ha svelato il motivo

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Wimbledon 2026 è nel vivo e Jannik Sinner è pronto a difendere il titolo da campione uscente per il trofeo più prestigioso del tennis mondiale.

Sul Centre Court, però, c’è un dettaglio che ai fan non è sfuggito: sugli spalti, tra applausi e bandiere, mancano Hanspeter e Siglinde Sinner, i genitori del numero uno al mondo. Niente Royal Box, niente telecamere puntate sulla loro emozione. E la spiegazione che Jannik ha dato, tra un sorriso e l’altro, dice moltissimo sulla famiglia che sta dietro al fenomeno dell’Alto Adige.

Jannik Sinner, perché i suoi genitori non sono a Wimbledon

L’assenza dei genitori di Sinner, tra le tribune di Wimbledon, ha una spiegazione più semplice di quanto si possa immaginare. Tutto nasce da un invito per un posto nel Royal Box, la tribuna reale che affaccia sul lato sud del Centre Court e che ha ospitato, tra gli altri, il padre e la sorella di Iga Swiatek.

Un privilegio che a Wimbledon viene riservato praticamente solo ai campioni in carica e alle loro famiglie. Ma nonostante Jannik abbia proposto ai genitori di esserci, la risposta negativa è arrivata rapida e senza troppi giri di parole.

In conferenza stampa, il tennista ha raccontato: “È stata offerta la possibilità ai miei genitori. Però li conosco, gliel’ho chiesto ma è impossibile che vengano qua per cui non c’è stata tanta conversazione riguardo questa cosa. Hanno altre cose da fare e li capisco”.

Nessun dramma, nessuna polemica: solo la conferma di un carattere, quello di famiglia Sinner, che si è sempre tenuto lontano dai riflettori.

Non è la prima volta che il tennista racconta aneddoti simili sui genitori, gestori di un rifugio in montagna a San Candido e abituati a una vita fatta di lavoro concreto più che di eventi mondani.

Ansa
Hanspeter e Siglinde Sinner a Roma nel 2026

La coppia, del resto, nonostante l’orgoglio per Jannik, non ha mai fatto della tribuna un’abitudine: e quando è successo, come in occasione della finale dello scorso anno, è stato comunque un momento speciale: la mamma si era lasciata andare alla commozione per la vittoria del figlio.

Sinner, il ritratto di una famiglia riservata

Per spiegare ulteriormente la dinamica attorno a questa storia, Sinner ha poi aggiunto: “Non è che insisto più di tanto. Conosco mia madre: non ha proprio voglia di stare davanti alle telecamere. Mio padre è uguale. Me l’aspettavo. Un no secco, ed è arrivato. Quindi va bene così”. In casa Sinner l’esposizione mediatica non è mai stata una priorità, nemmeno di fronte al Royal Box di uno degli Slam più iconici al mondo.

Nel frattempo, il campione altoatesino prosegue la sua marcia a Wimbledon con la solita concentrazione chirurgica: l’obiettivo resta quello di difendere il titolo conquistato l’anno scorso, primo italiano di sempre a trionfare nel singolare maschile sull’erba di Londra.

E se i genitori non ci saranno fisicamente sugli spalti, difficilmente perderanno un secondo del match da casa, magari con la stessa discrezione con cui hanno sempre seguito la carriera del figlio: lontano dalle telecamere e dai campi, ma vicinissimi con il cuore.

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