Le scuole sono aperte, gli uffici anche, ma il 4 novembre non è un giorno come gli altri. In tutta Italia sventolano i tricolori e nelle piazze si depongono corone ai monumenti ai caduti: si celebra il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Come da tradizione, il Presidente della Repubblica ha reso omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria, a Roma. Ma perché si festeggia proprio oggi? E come mai una data così importante non è più segnata in rosso sul calendario?
4 novembre, la storia: dalla fine della Grande Guerra al Milite Ignoto
L’armistizio che chiude la guerra sul fronte italiano viene firmato il 3 novembre 1918 a Villa Giusti, alle porte di Padova, tra i rappresentanti dell’Italia e quelli dell’Impero austro-ungarico. Entra in vigore il giorno successivo, alle 15. Da quel momento sul fronte italiano non si combatte più, mentre in Francia si dovrà aspettare l’11 novembre.
La firma arriva al termine della battaglia di Vittorio Veneto, iniziata il 24 ottobre, a un anno dalla disfatta di Caporetto. Al comando dell’esercito non c’è più Luigi Cadorna, sostituito proprio dopo Caporetto dal generale Armando Diaz. È lui, il 4 novembre, a firmare il Bollettino della Vittoria con cui viene annunciata la fine delle ostilità.
Nel 1921 la data acquista un significato ulteriore. Il 4 novembre di quell’anno, all’Altare della Patria, viene sepolto il Milite Ignoto, un soldato rimasto senza nome che rappresenta i caduti della Grande Guerra, molti dei quali non hanno mai avuto una tomba. La salma era stata scelta qualche giorno prima nella basilica di Aquileia tra undici bare di militari non identificati. A indicarla fu Maria Bergamas, madre di Antonio, un soldato morto in guerra e dichiarato disperso dopo che un bombardamento aveva reso irriconoscibile il luogo in cui era stato sepolto.
Perché il 4 novembre non è più un giorno festivo
Dal primo dopoguerra e per decenni, è stato una festa nazionale a tutti gli effetti, con tanto di giornata libera. Le cose cambiano nel 1977. In piena crisi economica, l’Italia si trovava alle prese con l’austerità, quindi la legge numero 54 ha cancellato alcune festività per aumentare i giorni lavorativi. Il 4 novembre è tra queste: la celebrazione viene spostata alla prima domenica di novembre e la data perde il suo carattere festivo.
Nel 2024 una nuova legge ha riconosciuto ufficialmente il 4 novembre come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ma senza restituirle il giorno di festa. Quindi, si ricorda lavorando, ma senza toglierle l’importanza che merita.
Le celebrazioni ufficiali si aprono tradizionalmente a Roma, all’Altare della Patria, dove il Presidente della Repubblica depone una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei vertici delle Forze Armate. Ogni anno una città diversa ospita poi la cerimonia principale, con lo schieramento dei reparti, gli onori ai caduti e, spesso, il sorvolo delle Frecce Tricolori.
In tutta Italia prefetture e comuni organizzano cerimonie davanti ai monumenti ai caduti, gli edifici pubblici espongono il tricolore e nelle scuole la giornata è spesso occasione di approfondimento sulla Prima guerra mondiale. Le Forze Armate, inoltre, aprono al pubblico caserme, basi e musei storici, così da dare la possibilità ai cittadini di visitare spazi normalmente non accessibili.