Zammù, l’antica bevanda siciliana contro il caldo: come prepararla a casa

Lo Zammù è un'antica bevanda che ancora oggi viene utilizzata per combattere il caldo a Palermo: prepararla è semplicissimo.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

Si chiama Zammù o per la precisione Acqua e Zammù la bevanda che da secoli i palermitano bevono per combattere il caldo. Una sorta di “pozione magica” capace di aiutare chiunque ad affrontare l’ondata di caldo, dissetante e gustosa.

Cos’è lo Zammù, le origini della bevanda dissetante

Lo Zammù è una bevanda con origini antiche che fa parte della quotidianità estiva dei siciliani. Si tratta infatti di un ottimo rimedio contro il caldo e prepararla è semplicissimo. Bastano alcune gocce di distillato di semi di anice stellato diluiti in acqua fresca e il gioco è fatto.

Il risultato è una bibita fatta in casa che ha il potere di cancellare il caldo e rinfrescare. Il nome nasce dal nome “sambuco”. Originariamente infatti lo Zammù veniva preparato con anice e fiori di sambuco e veniva servito a fine pasto come digestivo per gli ospiti, accompagnato dalla “mosca”, ossia un chicco di caffè tostato. Con il tempo il termine “sambuco” venne trasformato in “zammù” grazie al dialetto palermitano.

Ma quali sono le origini della bevanda? Secondo alcune fonti il rito della preparazione di Acqua e Zammù sarebbe antichissimo e risalirebbe all’epoca della dominazione degli Arabi in Sicilia. In quell’epoca l’anice veniva versato nell’acqua estratta da cisterne e pozzi per rendere migliore il sapore, “correggendolo”. La bevanda si preparava usando i semi di anice lasciati in infusione nell’acqua per almeno dieci minuti.

Agli inizi dell’Ottocento, con la nascita del distillato avvenne il primo grande cambiamento. Nel 1813 Giuseppe Tutone, nella drogheria di piazza Rivoluzione a Palermo, cominciò a produrre il primissimo anice imbottigliato. La ricetta di quella preparazione ancora oggi viene custodita dalla famiglia Tutone ed è segretissima, tramandata di generazione in generazione.

Nei decenni successivi a servire la Zammù furono i venditori ambulanti d’acqua, chiamati acquavitari, diffusi nelle strade di Palermo. La bevanda rinfrescante veniva servita durante le caldissime giornate estive per pochi centesimi al grido di “Acqua cu zammù, che bedda fridda!”.

Come preparare lo Zammù a casa

La preparazione dell’Acqua e Zammù è semplicissima e il segreto di questa bevanda sta proprio nella sua preparazione tanto casalinga quanto efficace. Per prima cosa prendi dell’acqua fresca e versala in un bicchiere, poi aggiungi qualche goccia di distillato di anice.

Ricordati di metterne poche perché questo ingrediente ha un sapore particolarmente intenso. Mescola con energia sino a quando l’acqua non apparirà torbida, con un colore bianco opaco e un profumo balsamico.

Mescolando, l’acqua si intorbidisce leggermente assumendo quel caratteristico colore bianco opaco che rende questa bevanda riconoscibile a colpo d’occhio, mentre un profumo fresco e balsamico si sprigiona nell’aria. Se vuoi un gusto più dolce puoi aggiungere prima di versare l’anice un cucchiaino di zucchero, mescolando sino a scioglierlo completamente.

La ricetta tradizionale prevede l’aggiunta – come spiegato prima – di un chicco di caffè tostato fatto cadere sul fondo del bicchiere. La celebre “mosca” la mangiare dopo aver terminato lo Zammù come piccolo rituale. Vuoi rendere lo Zammù ancora più fresco? Allora metti nel bicchiere qualche fogliolina di menta e del ghiaccio.

Alcune persone amano preparare questa bevanda con l’aggiunta di qualche foglia di basilico. In questo caso il gusto sarà più erbaceo, con una nota gradevole che si sposa alla perfezione con l’anice.

Esistono poi altre due varianti. La prima, la più antica, è quella che prevede di aggiungere all’acqua fresca, oltre all’anice, anche il succo di un limone che viene spremuto al momento. Un modo per rendere lo Zammù ancora più dissetante e con note agrumate. Per una versione più frizzante e gustosa è possibile sostituire semplicemente l’acqua naturale con l’acqua frizzante.

Lo Zammù si può assaporare anche in versione granita, diventando un dolce al cucchiaio freschissimo, light e dissetante, con tantissime proprietà. Per prepararlo basta sciogliere lo zucchero nell’acqua calda, sino ad ottenere uno sciroppo limpido. A questo punto dovrai raffreddare il preparato e solo allora potrai aggiungere il distillato di anice (che andrà a sostituire il succo di frutta).

Il composto andrà poi trasferito all’interno di un contenitore largo e basso, lasciando riposare in freezer e mescolando ogni trenta minuti con una forchetta per rompere bene i cristalli di ghiaccio che si saranno formati. La granita sarà pronta quando avrà raggiunto una consistenza granulosa. Il gusto sarà fresco e profumatissimo, con un dolce da gustare a colazione con una brioche col tuppo oppure alla fine di una pranzo o una cena.

Perché lo Zammù è dissetante: i benefici dell’anice contro il caldo

Come può una bevanda così semplice da preparare risultare così dissetante? Il segreto dello Zammù sta nell’anice, una pianta perfetta per combattere l’afa. Questa spezia possiede infatti delle naturali proprietà rinfrescanti che, unite all’acqua fredda, dona un immediato sollievo dal caldo torrido dell’estate.

Il profumo dell’anice è pungente, forte e intenso, capace di regalare una sensazione di freschezza che solletica il palato e che rimane per diverso tempo. Inoltre l’anice è conosciuto per le sue potenti proprietà digestive. Non a caso l’Acqua e Zammù veniva consumata soprattutto a fine pasto per migliorare la digestione dopo gli abbondanti pasti estivi.

In generale l’anice è perfetto per prendersi cura dell’intestino. Aiuta a ridurre il gonfiore ed eliminare il gas in eccesso, combattendo i crampi addominali. Inoltre ha proprietà balsamiche ed espettoranti.

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