Ciclamini, le operazioni da fare in estate per una fioritura perfetta in autunno

I ciclamini in estate vanno accompagnati al riposo con pochi gesti facili: ecco come curarli nei mesi caldi per ritrovarli fioriti e rigogliosi in autunno

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Apriamo la porta sul balcone in questi giorni di luglio e diamo un’occhiata al vaso dove, fino a qualche mese fa, il ciclamino ci regalava una nuvola di colore. Lo troviamo spoglio, quieto, quasi addormentato. Niente paura: è tutto nella norma. Il ciclamino non è una pianta estiva, e in questi mesi caldi si prende semplicemente la sua pausa. A noi tocca però il compito di accompagnarlo nel riposo con pochi gesti leggeri. Curato bene adesso, in autunno tornerà a fiorire più bello di prima.

Di cosa hanno bisogno i ciclamini in estate

Il ciclamino è una pianta che ama il fresco e che dà il meglio quando le altre riposano: fiorisce dall’autunno inoltrato fino alla primavera, proprio nei mesi in cui i balconi rischiano di spegnersi. Il caldo, invece, non fa per lui. Curioso, se pensiamo che il nome arriva dal greco kyklos, il cerchio, per il gesto elegante con cui lo stelo si arrotola a spirale dopo la fioritura.

Cosa gli serve, allora, in piena estate? In una parola, quiete. Sotto la superficie del vaso c’è un tubero che è tutt’altro che morto: è vivo, riposa, e in silenzio conserva le energie per la stagione fredda. In questa fase il ciclamino chiede pochissimo, ma dobbiamo comunque assicurare delle piccole cure.

Come prendersi cura dei ciclamini in estate

Il primo regalo che possiamo fargli è un buon posto dove passare l’estate. Dove lo mettiamo? Cerchiamo un angolo fresco, ombreggiato e asciutto, lontano dal sole diretto delle giornate più roventi: può essere una mensola riparata, il lato più fresco del balcone o una zona ariosa ma sempre protetta.

La pianta in questi mesi preferisce la penombra alla luce piena, ma non l’oscurità totale. Finché resta qualche fogliolina ancora verde, un filo di luce gli fa comodo: sono quelle foglie che continuano a fotosintetizzare e a mettere da parte nutrimento nel tubero, come una piccola dispensa per l’autunno. Man mano che la pianta si spoglia, questa esigenza si riduce quasi a zero.

In questa fase evitiamo interventi inutili sulle radici: il vaso può restare lo stesso, perché la pianta ha bisogno soprattutto di stabilità. L’idea di fondo è semplice, dargli le condizioni ideali per un riposo sereno e non disturbarlo. In estate, con il ciclamino, fare meno è fare meglio.

Le operazioni indispensabili per una fioritura rigogliosa

Ci sono comunque alcuni accorgimenti da non dimenticare, però, e il primo è una pulizia gentile. Togliamo i fiori ormai sfioriti sfilandoli con decisione dalla base dello stelo, un movimento netto verso l’alto, e facciamo lo stesso con le foglie ingiallite, recidendo il picciolo con una forbicina da fiorista. Se notiamo le piccole capsule dei semi che si formano dopo i fiori, possiamo asportare anche quelle: così la pianta non spreca energie e le tiene tutte per sé.

Un piccolo sostegno extra è la pacciamatura. Uno strato leggero di foglie secche alla base mantiene il terriccio appena umido e protetto dagli sbalzi, senza appesantirlo. L’acqua va data solo ogni tanto, controllando con le dita che il substrato non diventi secco come polvere, ma senza mai trasformarlo in terra bagnata. Meglio poca e di rado.

E le concimazioni? Per ora le mettiamo da parte. Fino all’inizio dell’autunno la pianta è in riposo e non ha bisogno di fertilizzanti: arriveranno al momento giusto, quando servirà davvero.

Gli errori da non commettere

Più che di errori, parliamo di piccoli accorgimenti che assicurano un riposo perfetto. Il primo, il più prezioso, è anche il più semplice: teniamoci la pianta. Un ciclamino spoglio a luglio sembra finito, e la tentazione di svuotare il vaso è comprensibile, ma quel tubero è vivo e non aspetta altro che l’autunno per ripartire.

Sull’acqua conviene essere molto parsimoniosi, perché il ciclamino a riposo beve pochissimo e preferisce di gran lunga un terriccio appena umido a uno inzuppato. Un altro accorgimento gentile riguarda le foglie: quando le togliamo, evitiamo di lasciarle appoggiate sulla terra umida, così restano lontane da qualsiasi problema e il tubero se ne sta bello sano.

L’ombra, infine, è la nostra alleata. Il sole forte dell’estate è l’unica cosa da cui il ciclamino ama tenersi alla larga in questa stagione, quindi un angolo fresco e riparato è tutto ciò che gli serve per attraversare i mesi caldi in tutta tranquillità. Come si vede, sono attenzioni alla portata di chiunque, anche di chi si sente più pollice nero che verde.

Cosa fare quando finisce la bella stagione

Poi, piano piano, l’aria cambia. Quando le temperature iniziano a scendere e l’aria torna più fresca, il ciclamino ricomincia lentamente a svegliarsi e a dare segni di vita: spuntano le prime foglioline nuove, tenere e ordinate, e poco dopo si affacciano anche i boccioli.

È il momento di riprendere in mano le redini, con dolcezza. Se il vaso è diventato stretto possiamo rinvasare la pianta, sostituendo il terriccio esausto con uno nuovo, fresco, leggero e ben drenante: darà alle radici lo spazio e il nutrimento per ripartire alla grande. Torniamo anche a bagnarlo con regolarità e a nutrirlo, perché adesso acqua e sostanze nutritive tornano preziose. Un concime organico è un ottimo modo per accompagnare il risveglio.

Spostiamo infine il ciclamino in una posizione più luminosa e fresca, e godiamoci lo spettacolo: nel giro di qualche settimana ci ritroveremo tra le mani una pianta folta, generosa, pronta a coprirsi di fiori per tutto l’inverno. Ed è per questo che coltivare il ciclamino è tanto bello: quando fuori tutto si spegne, il nostro davanzale torna a colorarsi, e quell’angolo di casa ritrova la sua nota viva proprio quando ne abbiamo più bisogno. Un piccolo lusso invernale che ci siamo costruite da sole, con un po’ di pazienza estiva.

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