Le nicchie nel muro sono sparite dalle case e con loro un piccolo spazio segreto

I muri sottili delle case moderne hanno cancellato la nicchia nella parete, ma l’idea si recupera con il cartongesso o i mobili a filo muro

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Sabia Romagnoli

Designer del prodotto industriale

Designer del prodotto industriale, ama analizzare tendenze e soluzioni innovative ed è sempre alla ricerca di idee per rendere unici gli spazi.

C’è un tipo di spazio domestico che per secoli ha fatto parte della quotidianità delle case e che oggi, nella quasi totalità delle abitazioni moderne, è semplicemente impossibile da ottenere: la nicchia nel muro. Un piccolo vano incassato nello spessore della parete, pensato per custodire un oggetto, una candela, un libro, un dettaglio sacro o semplicemente prezioso. Non un mobile aggiunto, ma letteralmente un pezzo di spazio sottratto alla struttura muraria, e oggi quello spazio, quasi ovunque, non esiste più.

Quando il muro aveva spessore, e profondità

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Nelle case di un tempo i muri spessi lasciavano spazio a nicchie per brocche, lumi e oggetti d’uso

Nelle case antiche, specie quelle in pietra o mattoni pieni, i muri portanti potevano raggiungere spessori di quaranta, cinquanta centimetri o più. Questa massa muraria, oltre a garantire isolamento termico e stabilità, offriva un vantaggio collaterale che oggi tendiamo a dimenticare: lo spazio fisico necessario per ricavare piccoli vani incassati, nicchie, mensole scavate direttamente nella parete. Nelle case religiose e in molte abitazioni borghesi europee queste nicchie ospitavano statue, lumi votivi, piccoli oggetti di devozione.

Nelle cucine contadine servivano a riporre utensili, sale, oggetti d’uso quotidiano, in un’epoca in cui i mobili sciolti erano pochi e costosi. In alcune tradizioni abitative perfino i letti venivano incassati in una nicchia muraria, creando un piccolo ambiente dentro l’ambiente, protetto su tre lati dalla massa stessa della casa.

Questi vani non erano quasi mai un ripensamento: facevano parte del progetto architettonico fin dall’inizio, pensati insieme alla distribuzione delle stanze, spesso posizionati con precisione in corrispondenza di punti di passaggio, altari domestici o angoli di sosta.

Perché abbiamo smesso di costruirle

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Librerie a filo parete dello stesso colore del muro: l’effetto è quello di uno spazio ricavato nella struttura

Con le tecniche costruttive moderne, dai telai in cemento armato ai tamponamenti leggeri fino alle pareti divisorie in cartongesso, lo spessore murario si è ridotto drasticamente, spesso a dieci o quindici centimetri, una misura dettata da ragioni economiche e normative più che strutturali. Un muro così sottile non lascia spazio fisico per ricavare una nicchia profonda: qualsiasi incavo rischierebbe di comprometterne la tenuta o di intaccare gli impianti elettrici e idraulici che corrono proprio in quello spessore minimo.

Il risultato è un’architettura contemporanea fatta di superfici piatte e continue, dove ogni oggetto deve appoggiarsi o sporgere dal muro, su una mensola, un mobile, una parete attrezzata, perché il muro stesso non ha più la profondità per accoglierlo al proprio interno. Abbiamo guadagnato metri quadri abitabili e velocità di costruzione, ma abbiamo perso quei piccoli spazi segreti, silenziosi, quasi scultorei, che un tempo convivevano con la struttura della casa.

Come recuperare l’idea, anche in una parete sottile

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Una nicchia profonda nel muro diventa libreria senza bisogno di mobili aggiunti

Non serve costruire muri spessi mezzo metro per riportare in casa questa sensibilità: esistono soluzioni contemporanee capaci di restituire lo stesso effetto visivo ed emotivo della nicchia antica, adattate alle tecniche di oggi.

La più diretta è la nicchia a cartongesso, ricavata con un controtelaio che ruba pochi centimetri di profondità a una parete divisoria non portante. È una soluzione relativamente economica, realizzabile anche in una ristrutturazione leggera, perfetta per incorniciare un libro, un oggetto d’affezione o una pianta, con un’illuminazione a incasso che ne esalta la tridimensionalità.

Un’altra strada riguarda i mobili su misura pensati per sembrare parte del muro: librerie o vani a filo parete, dipinti dello stesso colore della superficie circostante, che restituiscono l’illusione di uno spazio scavato anche quando, in realtà, sporgono leggermente in avanti.

Chi ha la fortuna di vivere in una casa con muri portanti originali più spessi, tipici di molti edifici storici italiani, può valutare un intervento mirato: individuare un punto non strutturalmente critico, sempre con il supporto di un tecnico, e ricavare davvero una piccola nicchia fisica, magari in corrispondenza di un ingresso o di un corridoio, restituendo a quella parete una profondità che la casa aveva forse già dimenticato di possedere.

In ogni caso il principio da portare a casa è lo stesso: scegliere un unico oggetto per ogni nicchia, evitando di trasformarla in una mensola affollata. È proprio questa selettività, uno spazio piccolo, dedicato a una cosa sola, illuminato con cura, a restituire a un dettaglio apparentemente marginale il valore quasi rituale che aveva un tempo.

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