Torre Astura, l’affascinante fortezza militare costruita nel mare

Torre Astura è la fortezza medievale costruita nel mare a Nettuno: la storia, dal tradimento di Corradino di Svevia al cinema, tra dune e pinete

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Ancora oggi c’è un angolo di litorale laziale che il tempo sembra aver dimenticato, e per fortuna. A una decina di chilometri da Nettuno, in mezzo all’acqua, si erge una torre collegata alla riva da un lungo camminamento di mattoni. Attorno, chilometri di dune e pinete senza un palazzo all’orizzonte. Torre Astura è un posto a contatto tra le epoche: quella romana e medioevale, senza considerare che, per decenni, qui sono state girate diverse pellicole cinematografiche (e non solo).

La storia di Torre Astura

Ha vissuto almeno tre vite, tutte appartenute a mondi lontanissimi; quando i patrizi romani cercavano un rifugio dall’afa dell’estate, la costa alla foce del fiume Astura era tra le mete più ambite. Qui sorsero residenze marittime sontuose, e una in particolare è quella di Cicerone. La villa viene tradizionalmente associata al grande oratore, che secondo le ricostruzioni la nominava nelle lettere all’amico Attico. Un’attribuzione da prendere con le pinze, certo, anche perché i resti raccontano una residenza molto più complessa di una semplice villa sul mare, con strutture di servizio e tracce portuali, oltre alla grande peschiera che spiega il livello di lusso raggiunto da questo tratto di litorale in età romana.

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Torre Astura, il suggestivo panorama notturno

Poi arrivò il capitolo della sua seconda esistenza, tra guerra e paura: caduto l’impero, spente le feste, il sito rimase per secoli in silenzio finché il Medioevo non gli diede un ruolo nuovo. Sopra i resti romani crebbe un fortino affacciato sul mare, per cercare di tenere a bada i pirati saraceni.

Le prime notizie certe risalgono alla fine del XII secolo, intorno al 1193, quando il posto era controllato dai Frangipane. La prima struttura medievale doveva avere un aspetto assai lontano dalla fortezza scenografica che immaginiamo oggi: più presidio che castello, sfruttando anche le tracce antiche rimaste sul posto.

Correva l’anno 1268 quando Corradino di Svevia, giovanissimo e appena sconfitto a Tagliacozzo, arrivò qui in fuga, cercando un nascondiglio. Lo trovò, ma per poco. Giovanni Frangipane, il padrone di casa, lo tradì e lo mise nelle mani di Carlo d’Angiò. Il ragazzo finì decapitato a Napoli, e quel gesto legò per sempre il nome di questa torre a un’infamia. Nei secoli seguenti il castello passò ai Caetani, agli Orsini e poi ai Colonna. Nel 1594 fu ceduto alla Camera Apostolica, prima di arrivare ai Borghese nel 1831.

Dopo, però, per Torre Astura è iniziato un periodo di abbandono e, infine, di salvezza. Dopo il passaggio ai Borghese nel 1831, che adattarono l’edificio a dimora, nel 1888 l’area entrò a far parte del poligono militare di Nettuno.

Torre Astura al cinema, da Cleopatra a Pinocchio

La sua bellezza è nota, ma poche location hanno saputo reinventarsi come questa. Grazie alla torre sospesa sull’acqua e al paesaggio senza tracce del presente, i registi ci hanno ambientato storie di ogni genere.

Il suo momento di gloria? Nel 1961, quando su queste dune c’era la reggia di Alessandria per Cleopatra, il kolossal con Elizabeth Taylor, famoso anche per i costi da capogiro. Per qualche settimana il litorale di Nettuno diventò l’Egitto dei faraoni.

Tanti film si sono susseguiti nel tempo; da un lato Luigi Comencini, che qui girò scene del suo Pinocchio televisivo, quello che ha commosso generazioni di bambini. Dall’altro la comicità di Brancaleone alle crociate, con un Vittorio Gassman a capo della sua armata scalcinata. La favola e la farsa, nello stesso identico luogo da sogno.

E l’elenco continua, tra lo sceneggiato L’amaro caso della baronessa di Carini e il film Salvo D’Acquisto con Massimo Ranieri. Fino a una sorpresa d’autore: nel 2003 arrivò perfino Wes Anderson, che ambientò tra queste rovine alcune scene delle Avventure acquatiche di Steve Zissou.

Lo stile e l’architettura

La torre non si raggiunge come un normale edificio sulla costa, ma attraverso un passaggio sospeso sull’acqua, che accompagna lentamente verso l’approdo. L’elemento principale resta la torre a cinque lati, protetta da un corpo fortificato attorno.

Se la osserviamo bene, notiamo subito che porta le tracce del suo passato; sono aggiunte, rifacimenti, ritocchi pensati in tempi diversi, ogni volta per rispondere a un nemico nuovo o a una tecnica di difesa aggiornata. Questa è la sua firma, a secoli di distanza dalla sua “prima vita”.

Le mura medievali poggiano sulle strutture romane della vecchia villa, e in diversi punti le due epoche si sfiorano, quasi si intrecciano, anche con i resti della peschiera e del sistema portuale antico.

Spiega invece il motivo stesso della sua esistenza la posizione: sul mare, la torre domina un tratto amplissimo di costa, e da qui l’occhio arriva fino ad Anzio da una parte e al Circeo dall’altra. Un punto d’osservazione perfetto per avvistare, in un tempo lontano, le vele nemiche.

Cosa vedere: immersa in un paesaggio naturale

Possiamo ammirare la fortezza, ma non è l’unica a incuriosire: qui la natura è maestosa, perché in questo angolo ha conservato il suo aspetto. La spiaggia è bassa e sabbiosa, percorsa da file di dune parallele al mare, dove attecchiscono piante come il giglio marino dai fiori candidi.

Se poi ci allontaniamo dalla costa, il paesaggio varia ancora e incontriamo la macchia mediterranea, i boschi di leccio e sughera, le zone umide, i tratti di querce nelle aree interne. Non a caso la zona vanta il titolo di Sito di Interesse Comunitario, poi di Zona Speciale di Conservazione, per le specie e gli habitat che protegge.

Per raggiungerla bisogna muoversi verso la costa a sud di Nettuno, percorrendo via Acciarella e poi via Valmontorio in direzione di Foce Verde. L’accesso è soggetto a un calendario: nei giorni di apertura si lascia l’auto nell’area di sosta e si prosegue a piedi, attraversando la pineta fino a quando la sagoma della fortezza compare sul mare. Prima di mettersi in viaggio è quindi indispensabile controllare gli aggiornamenti del Comune di Nettuno.

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