C’è un nuovo murales nel cuore di Roma, ma questa volta guardarlo non è l’unico modo per scoprirlo. Si può infatti toccare, seguire con le dita e percepirne forme, volumi e dettagli: è questa l’idea alla base dell’opera inaugurata il 23 settembre nel quartiere Testaccio, pensata per essere accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti.
Il titolo racchiude già tutto il suo messaggio: La vista è una perla preziosa, proteggila con la prevenzione, un invito semplice ma importante a prendersi cura dei propri occhi e a non aspettare che compaiano problemi prima di sottoporsi ai necessari controlli.
L’opera è stata realizzata dall’artista Jerico Cabrera Carandang in via Galvani, sulla parte iniziale del muro di cinta dell’Istituto Superiore De Amicis Cattaneo. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS, Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, in collaborazione con Roma Capitale, in vista della Giornata Mondiale della Vista dell’8 ottobre 2026.
Un murales che si “vede” attraverso il tatto: l’emozione della donna non vedente
La particolarità dell’opera sta proprio nella sua capacità di andare oltre la dimensione puramente visiva: grazie all’utilizzo di texture, volumi e parti in rilievo, infatti, il murale può essere esplorato attraverso il tatto. La superficie infatti è stata lavorata in modo da poter essere “letta” anche con le mani, trasformando così la street art in un’esperienza più inclusiva.
Un’idea che parte da un apparente paradosso: realizzare un’opera dedicata alla vista che possa essere apprezzata anche da chi non vede o vede solo parzialmente ed è proprio qui che il progetto trova il suo significato più profondo.
“La vista è un dono talmente prezioso da essere apprezzato perfino da chi non vede o vede poco”, ha spiegato Mario Barbuto, presidente di IAPB Italia, sottolineando come l’arte urbana possa diventare uno strumento potente per sensibilizzare le persone sull’importanza della diagnosi precoce.
Il murales non è composto da un’unica immagine, ma si sviluppa attraverso tre campate consecutive, seguendo una sorta di racconto per immagini e forme.
Gli organizzatori spiegano che tutto parte dalla perla, scelta proprio per rappresentare qualcosa di raro e prezioso, da custodire con attenzione. È la metafora della vista: un bene che spesso diamo per scontato, ma che merita di essere protetto attraverso controlli e prevenzione. Procedendo lungo il muro, la perla cambia progressivamente forma fino a trasformarsi in un occhio, rendendo visibile il messaggio dell’intero progetto.
Ed è proprio davanti all’opera che il significato dell’iniziativa diventa ancora più concreto. Una donna non vedente si avvicina al murale e comincia a esplorarlo con le mani. Le dita seguono i rilievi, riconoscono i cambiamenti delle superfici e permettono di costruire attraverso il tatto ciò che gli altri osservano con gli occhi.
La donna apprezza soprattutto questa possibilità: poter finalmente “vedere” un’opera d’arte a modo suo, senza dover dipendere esclusivamente dalla descrizione di qualcun altro. Un gesto apparentemente semplice che racconta perfettamente la forza del progetto. L’arte, in quel momento, smette di essere qualcosa pensato soltanto per chi può guardarla e diventa un’esperienza realmente condivisa.
Arte e inclusione nel cuore di Testaccio
A sostenere il progetto è stato anche il Comune di Roma, l’assessore alle Periferie Pino Battaglia ha evidenziato soprattutto il valore inclusivo dell’iniziativa: un’opera pubblica gratuita e accessibile, inserita nei luoghi della vita quotidiana e capace di superare una barriera attraverso il tatto.
Il murales diventa così qualcosa di più di una semplice decorazione urbana, è contemporaneamente arte, sensibilizzazione e inclusione, ma rappresenta anche un modo diverso di vivere gli spazi della città. La street art, quando dialoga con il quartiere in cui nasce, può infatti contribuire a restituire valore a luoghi che attraversiamo ogni giorno quasi senza accorgercene.
L’inaugurazione di Testaccio rappresenta soltanto il primo appuntamento delle iniziative organizzate da IAPB Italia in occasione della Giornata Mondiale della Vista 2026, che gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Il prossimo appuntamento è previsto per il 1° ottobre, quando all’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute si terrà una conferenza stampa con istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti per presentare le attività dedicate alla tutela della salute visiva.
Poi, l’8 ottobre, arriverà la giornata mondiale vera e propria, ma intanto Roma ha già il suo simbolo: una grande perla che lentamente diventa un occhio, da osservare ma anche da toccare.