Cento candeline, una fascia da Sindaca sulle spalle e un calice tra le mani. Anna Maria Angelini ha aspettato un secolo intero per sorseggiare il suo primo bicchiere di vino, e ha scelto il giorno più bello per farlo: la festa per i suoi 100 anni alla Residenza San Rocco di Verbania, tra gli applausi scroscianti di chi era presente.
Ma dietro quel sorso, c’è la storia di una donna che ha attraversato quasi tutto il Novecento e che, arrivata a tre cifre, ha ancora voglia di meravigliarsi per le cose belle della vita, anche quando il tempo corre velocemente come alla sua bella età.
Anna Maria Angelini, la centenaria di Verbania diventata sindaca per un giorno
Anna Maria è venuta al mondo nel 1926. Nel 1946, quando le italiane entrarono per la prima volta in cabina elettorale, lei era una ragazza di vent’anni con tutta la vita davanti. Persino Verbania, nata nel 1939 dall’unione di Intra e Pallanza, è più giovane di lei.
A far visita alla centenaria sono arrivate l’assessora Katiuscia Zucco e la consigliera comunale Gabriella Pelizzari, con un riconoscimento ufficiale del Comune di Verbania da consegnarle di persona. Poi è arrivato il momento di indossare la fascia con i colori della bandiera, che l’ha resa Prima Cittadina per un giorno, proprio quella che si porta nelle cerimonie solenni. Per qualche ora la città ha avuto una Sindaca per un giorno, e che Sindaca: cento candeline e un sorriso da ragazzina.
Anche la casa che la accoglie ogni giorno ha voluto lasciarle un ricordo da portare con sé. La Residenza San Rocco e Silver Age, la società che la gestisce, le hanno donato una targa celebrativa, un modo affettuoso per dirle grazie e per ricordarle quanto sia amata da tutti.
Il primo bicchiere di vino a 100 anni e il brindisi che ha fatto ridere tutti
La festa dei 100 anni è andata avanti come si deve, tra abbracci, auguri e il rito delle candeline sulla torta. Anna Maria si è presa la scena con disinvoltura, e ha regalato a ospiti, operatori e rappresentanti del Comune alcuni ricordi della sua lunga vita. Aneddoti, frammenti, piccole storie che solo chi ha attraversato un secolo può raccontare in prima persona.
Poi il gran finale. Al momento del brindisi anche lei ha preso il suo calice. Ha bevuto un sorso e poi, con un sorriso sornione, ha confessato che quella era la prima volta in vita sua: “Dovevo arrivare a cent’anni per assaggiare il vino!”.
E pensare che da queste parti il vino è quasi una faccenda di famiglia. Il Piemonte è la terra del Barolo e del Barbaresco, e a pochi chilometri da Verbania, sui terrazzamenti dell’Ossola, il nebbiolo si coltiva da generazioni. Chissà quante volte, tra pranzi di nozze, battesimi e domeniche con i parenti, Anna Maria ha visto girare le bottiglie intorno al tavolo e ha teso il bicchiere soltanto per l’acqua. Fino a quel pomeriggio di ottobre, quando ha deciso che era arrivato il momento del suo primo sorso.
Una vita intera senza mai bagnarsi le labbra. Poi, in un giorno d’autunno sul Lago Maggiore, la voglia di provare. Perché in fondo curiosità resta accesa a qualunque età, e le prime volte possono arrivare anche quando sulla torta le candeline sono cento. Di certo, la sua se l’è scelta bene.