Roberto Vecchioni è tornato ad accomodarsi nel salotto televisivo di In altre parole di Massimo Gramellini. Per quattro lunghi mesi, l’assenza del “Professore” dal programma di La7 aveva alimentato una serie di congetture, spingendo qualcuno a ipotizzare persino improbabili attriti dietro le quinte. La verità, svelata con la consueta eleganza dallo stesso cantautore, si è rivelata ben più profonda e drammatica di una banale lite televisiva. L’artista ha infatti dovuto affrontare una battaglia contro un corpo che, all’improvviso, ha deciso di fermarsi a un passo dal baratro. I problemi di salute avevano anche comportato uno stop ai concerti che ha rimandato in attesa di stare meglio. Finalmente, con il ritorno in tv, vediamo che si sta lentamente riprendendo malgrado la paura di non farcela sia stata tanta.
Roberto Vecchioni racconta il malore che l’ha fermato
Il racconto di Roberto Vecchioni è come sempre una lezione di stile, un misto tra l’estrema fragilità umana e l’ironia irresistibile che possiedono solo i grandi narratori. Tutto è precipitato in una serata apparentemente innocua, mentre assisteva davanti alla televisione all’ennesima delusione sportiva della sua Inter contro l’Atletico Madrid. Senza alcun preavviso, è rimasto paralizzzato, rimanendo immobile “come uno stoccafisso” in un limbo sospeso tra la vita e qualcosa che sembrava molto simile alla morte. Per descrivere quel momento, l’artista ha usato un’immagine poetica, degna di un suo brano: da una parte si palesava il diavolo a tirarlo verso l’ignoto, dall’altra tre formidabili cardiochirurghi lottavano per trattenerlo aggrappato a questo mondo.
Nel periodo di incoscienza indotta dai medici, la sua mente non si è mai del tutto spenta, rifugiandosi in visioni oniriche sorprendentemente gioiose. Un vero e proprio teatro dell’assurdo popolato da pagliacci, meccanici e uomini in giacca e cravatta, tutti uniti in un’armonia corale per rassicurarlo. Il risveglio, però, ci ha restituito il Vecchioni ancora attaccato alla terra. Ha aperto gli occhi davanti a un’infermiera dal viso angelico e il dubbio di essere già in Paradiso lo ha spinto a chiederle se fosse la Madonna. La risposta pronta e sarcastica della donna gli ha fornito la certezza terrena di essere sopravvissuto, vivo e vegeto, e così la tensione è svanita.
Il ritorno in tv
La scelta di nascondersi nei mesi più duri della convalescenza rivela una profonda dignità e un comprensibile orgoglio, in netto rifiuto verso quella spettacolarizzazione del dolore ormai tipica della nostra epoca. Roberto Vecchioni ha confessato di aver provato vergogna per la sua debolezza fisica, imponendo alla stampa un rigoroso silenzio che il giornalismo ha fortunatamente saputo rispettare. Oggi il peggio è alle spalle, anche se la nuova routine è scandita da trentacinque medicine quotidiane e dall’addio definitivo al fumo, l’ultimo storico vizio.
La paura della morte ha lasciato subito spazio alla lucidità, quella che conosciamo bene, sorretta costantemente dallo scudo inscalfibile dell’amore della famiglia che gli è stata vicina fin dal primo istante. Ritrovarlo lucido e ironico dall’altra parte dello schermo è un dono prezioso, che quasi non ci aspettavamo in tempi così brevi, perché la televisione italiana ha ancora un disperato bisogno della voce e della mente del Professore.