Mickey Rourke sfrattato dalla sua casa di Los Angeles: la decisione del tribunale

È arrivato lo sfratto per l'attore di Hollywood, dopo la decisione del tribunale che ha dato ragione al proprietario dell’immobile

Pubblicato:

Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

Alla fine lo sfratto è arrivato davvero: Mickey Rourke ha lasciato la sua casa di Los Angeles, nella quale viveva da dieci anni, dopo la decisione del tribunale che ha dato ragione al proprietario dell’immobile. L’attore di Hollywood aveva un debito di quasi 60mila dollari di affitto arretrato.

Mickey Rourke è stato sfrattato: la decisione del giudice

Le turbolente vicende personali di Mickey Rourke tornano nuovamente sotto i riflettori. L’attore, icona del cinema americano degli anni Ottanta, è stato sfrattato dalla villetta in cui viveva a Los Angeles da oltre dieci anni. Si tratta di un’abitazione con tre camere da letto di circa 150 metri quadrati: il contratto di locazione prevedeva un canone mensile di 5200 dollari, poi aumentato a 7000.

Secondo quanto emerge dagli atti giudiziari, l’attore non avrebbe risposto formalmente alla denuncia presentata dal proprietario, che aveva chiesto di aver pagati gli affitti arretrati per una somma di circa 60mila dollari, oppure di abbandonare l’abitazione entro tre giorni.

Come si legge su People, lo scorso 9 marzo un tribunale della California ha emesso una sentenza “in contumacia” contro l’ex star di Hollywood: l’attore non ha risposto alla denuncia né si è presentato in giudizio entro i termini previsti dalla legge californiana. Questo significa che il giudice ha disposto la restituzione dell’abitazione al legittimo proprietario, Eric Goldie, dichiarando così nullo il contratto di locazione e decaduto il diritto di occupazione. 

In realtà già a gennaio Mickey Rourke aveva effettivamente abbandonato la casa e da allora vive in un hotel di West Hollywood.

La raccolta fondi

La vicenda è arrivata alle luci della ribalta quando una persona dell’entourage di Rourke, l’assistente della sua manager, aveva avviato una raccolta fondi su GoFundMe, proprio per pagare l’ingente debito di quasi 60mila dollari. L’iniziativa però non era stata gradita da Rourke, che sui social si era dichiarato “frustrato e confuso”» per quanto accaduto e affermando di non aver mai autorizzato una colletta a suo nome. “Se avessi bisogno di soldi, non chiederei a nessuna fott… beneficenza. È umiliante e imbarazzante”, aveva fatto sapere.

Ma è stata la sua manager, Kimberly Hines, a chiarire la situazione: secondo la sua versione dei fatti, la raccolta fondi era stata organizzata con l’intenzione di sostenerlo in un momento di difficoltà, tanto che l’attore inizialmente avrebbe accettato l’idea senza troppe rimostranze. Ma l’iniziativa è diventata ben presto virale, circolando ben presto sui media e sui social, scatenando l’ira di Rourke.

La manager ha anche raccontato che l’abitazione in cui Mickey Rourke viveva era ormai in condizioni molto precarie, tra muffa e problemi all’impianto idrico, al punto che la casa era diventata inabitabile. Lo stesso attore a Tmz aveva fatto sapere che la casa era infestata dai topi. Nulla, se non alcuni oggetti personali, era recuperabile.

Mickey Rourke è anche coinvolto in un’azione legale contro Celebrity Big Brother UK, dopo la sua uscita anticipata dal reality nell’aprile dello scorso anno, quando era stato allontanato dalla produzione a causa di comportamenti ritenuti “inappropriati” e dell’uso di “un linguaggio offensivo” nei confronti di altri concorrenti.

In quell’occasione, la sua manager aveva accusato il programma di averlo “pubblicamente umiliato” e di non avergli corrisposto il compenso dovuto. “Quando Big Brother ha scelto Mickey Rourke, era pienamente consapevole della sua immagine pubblica e di come questa si allineasse al suo personaggio di ribelle hollywoodiano”, aveva scritto Hines, aggiungendo che la produzione sapeva che la sua presenza sarebbe stata “esplosiva, controversa e capace di attirare attenzione. Ed è esattamente ciò che ha ottenuto, e anche di più”.

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