Matteo Santoro, chi è il campione di tuffi che gareggia contro il suo fidanzato agli Europei 2026

Agli Europei di tuffi di Parigi 2026 Matteo Santoro ritrova in batteria Max Liñan, fidanzato spagnolo: il vero oro arriva però con Chiara Pellacani

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

Il nome sopra al suo, nella classifica delle batterie del trampolino da un metro, è quello di un ex. O forse no: sulla vicenda, ad oggi, non esiste alcuna certezza. Agli Europei di tuffi di Parigi 2026, nella stessa piscina che due estati fa ospitava le Olimpiadi, Matteo Santoro si è ritrovato in gara, ancora una volta, contro Max Liñan Canela, tuffatore spagnolo classe 2005 specializzato nel trampolino e nella piattaforma, e, almeno fino all’estate scorsa, suo fidanzato.

Non è la prima volta che il destino li mette fianco a fianco in classifica. Era già successo ai Mondiali di Singapore, un anno fa, sempre nel trampolino da un metro: stessa gara, stesso mancato accesso alla finale per entrambi. A Parigi la storia si è ripetuta quasi identica, ventiduesimo Santoro e sedicesimo Liñan Canela, fuori dai dodici che contano, con una differenza sostanziale rispetto a dodici mesi fa: stavolta, sui rispettivi social, nessuno dei due ha speso una parola.

L’oro, quello vero, arriva altrove

Il trampolino da un metro, per la cronaca, non è la specialità che ha reso famoso Matteo Santoro. Il suo oro agli Europei 2026 porta la firma di un’altra coppia, tutta sportiva: quella con Chiara Pellacani, amica d’infanzia e compagna nel sincro 3 metri misto, descritta da lei stessa come una specie di fratello minore.

Insieme hanno conquistato sia il titolo continentale di specialità sia l’oro nel team event, in squadra con Sarah Jodoin Di Maria e il giovanissimo Raffaele Pelligra, classe 2008. Dodici mesi prima, sempre con Pellacani, Matteo Santoro aveva già festeggiato il primo oro mondiale della carriera a Singapore.
Per uno dei tuffatori più attesi della sua generazione, capace a 15 anni di diventare il più giovane azzurro di sempre su un podio iridato, il 2026 si conferma un’annata da incorniciare, con Parigi protagonista fino all’8 agosto, quando si concluderanno anche le gare dei tuffi dalle grandi altezze.

Un anno di storia, poi il silenzio

Della relazione con Max Liñan, Matteo Santoro non aveva mai fatto mistero, senza però trasformarla in un caso mediatico. Resa pubblica nel luglio 2024, la storia era diventata di dominio comune grazie a una serie di scatti pubblicati dallo stesso Max Liñan su Instagram, arrivati a un anno esatto di distanza a festeggiare il primo anniversario, tra cuori e braccialetti coordinati.

In un’intervista, concessa a ridosso dell’oro mondiale di Singapore, Matteo Santoro aveva però chiesto di non alimentare altro gossip attorno alla sua vita privata: preferiva essere seguito per i tuffi, aveva spiegato, citando come esempio Tom Daley, sposato con lo sceneggiatore Dustin Lance Black e padre di due figli, e Greg Louganis, altra leggenda dei tuffi dichiaratamente gay.

Da mesi, però, il racconto social della coppia si è interrotto. Già agli Assoluti Indoor di Torino, ad aprile, alcune testate di settore avevano notato l’assenza di riferimenti reciproci sui rispettivi profili. Secondo alcuni rumor, mai confermati né smentiti dai diretti interessati, i due si sarebbero lasciati proprio in concomitanza con il trasferimento di Santoro a Miami. Resta, appunto, un rumor, lo stesso su cui Matteo Santoro, mesi prima, aveva chiesto di non speculare.

Da Roma a Miami, con una parentesi di famiglia

Nato a Roma il 9 ottobre 2006, Matteo Santoro si è avvicinato ai tuffi da bambino seguendo le orme della sorella maggiore Melanie. Cresciuto nella MR Sport dei Fratelli Marconi, ha messo insieme in pochi anni oltre venti medaglie tra Europei e Mondiali.

Da agosto 2025 vive negli Stati Uniti, dove studia Economia grazie a una borsa di studio, allenandosi fianco a fianco con l’inseparabile Pellacani, l’unica compagnia sportiva che si è portato dietro dall’Italia. Le giornate, ha raccontato, si dividono tra lezioni, vasca e rari momenti di solitudine, difesi con cura, oltre a qualche partita di tennis guardata per svago. L’obiettivo ora resta Los Angeles 2028: per arrivarci, ha ammesso lui stesso, servono ancora anni di lavoro sulla serie completa dei tuffi più complessi.

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