Si trova al numero uno nel ranking mondiale di tennis, ma il suo rifugio segreto, ancora oggi, rimane solo uno: il suo Alto Adige, precisamente il paese natale in cui è tornato prima di prepararsi alla grande avventura americana. Non c’è da stupirsi, perché lì gli è concessa una discrezione che da altre parti non sempre potrebbe trovare; il campione qui è a casa, può giocare nei campi da tennis dove il suo sogno è iniziato. Con lo sguardo al futuro, certo, ma Jannik Sinner, come ha detto l’allenatore Darren Cahill, non vive più solo in funzione del tennis.
Jannik Sinner, dove si rifugia quando è fuori dal campo
Basta poco, tra queste montagne, perché il numero uno torni a essere semplicemente Jannik Sinner. Lo si è visto anche negli ultimi giorni, quando ha ripreso in mano la racchetta lontano dai campi più importanti: un’oretta di gioco insieme al padre, senza clamore, sui campi in cui è cresciuto, per il solo piacere di allenarsi in un luogo che conosce da sempre.
Nei luoghi della sua infanzia ritrova anche i volti di un tempo, a partire da chi da bambino gli ha insegnato prima a sciare e poi a giocare a tennis. C’è chi lo conosce da prima che diventasse Sinner, e proprio qui, tra chi lo ha visto crescere e chi lo incrocia per caso, Jannik si muove con la naturalezza di sempre: si ferma volentieri, scambia due parole, non si nega a chi chiede uno scatto come ricordo.
San Candido è il paese dove è nato, il suo rifugio tranquillo, dove ricarica le pile prima di quel che lo aspetta. E ad aspettarlo, del resto, c’è una grande sfida che si chiama US Open. La sua estate non è stata certo priva di impegni: la vittoria a Wimbledon, la seconda che ha collezionato, dove è stato premiato da Kate Middleton, poi le giornate in Sardegna con la fidanzata Laila Hasanovic, e ancora una breve crociera. Ma è qui, tra queste valli, che vive il suo momento di stacco, l’ultima parentesi di quiete prima di lanciarsi nella stagione americana. E la vive senza scossoni: profilo basso, poche apparizioni, il tempo diviso tra la famiglia e gli amici di sempre.
La decisione prima degli US Open
Una decisione presa da Jannik Sinner, in effetti, sta raccontando il suo cambiamento: la rinuncia a Montreal (che ha scatenato non poche polemiche), per arrivare al grande appuntamento americano con le energie giuste.
Nella vita si cresce, si prendono delle scelte, e Sinner lo sta facendo: come ha spiegato il suo allenatore, non è più quel ragazzino che viveva solo per il tennis conosciuto qualche estate fa, ma è diventato un uomo, con una fidanzata accanto e una vita che si è finalmente allargata ad altri interessi. Dietro il numero uno del ranking c’è ormai qualcuno che ha imparato a mettere in pausa, a non misurarsi soltanto attraverso i risultati. Chissà che non sia anche da qui, da questo nuovo equilibrio, che passi la strada verso la conquista degli US Open.