Ema Stokholma, la carriera che non tutti conoscono: i suoi quadri sono bellissimi

Finestre che nascondono qualcuno, fotografie scattate da lei, un ritratto di Andrea Delogu di corsa: la carriera da pittrice di Ema Stokholma dal 2016

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

Cinquemila euro: tanto è costato uno dei quadri firmati da Ema Stokholma, come ha raccontato lei stessa durante un’intervista lo scorso anno. Sabato 22 agosto la vedremo su Rai 3 alla conduzione de La Notte della Taranta, per il terzo anno consecutivo, stavolta insieme ad Aurora Leone. L’altro mestiere, quello che quasi nessuno le associa, si svolge davanti a una tela di grandi dimensioni.

Dalla penna bic all’olio su tela

La data d’inizio ufficiale è il 2016. Ema Stokholma disegnava già da ragazzina, ma è in quell’anno che decide di rendere pubblici i lavori, trasformando il proprio profilo Instagram in una specie di galleria aperta a tutti. Il percorso tecnico lo ha ricostruito lei: prima i quadernini a penna bic, dove però mancavano clamorosamente i colori, poi le matite, quindi tempera e acquerello. L’acquerello non la soddisfaceva. L’approdo sono l’acrilico e i colori a olio, su formati grandi.

Il consiglio di Gino Castaldo

Le gallerie, all’inizio, non chiamavano, sembravano interessate. Zero richieste di esposizione. A sbloccare la situazione è stato Gino Castaldo, giornalista e critico musicale con cui Ema Stokholma commenta il Festival di Sanremo ai microfoni di Rai Radio 2: il suggerimento è stato di gestirsi da sola, come un’artista indipendente. Il giorno in cui ha venduto il primo quadro, ha detto, è stato il più felice della sua vita. I guadagni, ha aggiunto, finiscono soprattutto in cene con gli amici. Un po’ come dire: chi fa da sè fa per tre.

Finestre, fotografie e un ritratto di Andrea Delogu

I quadri di Ema Stockholma sono piuttosto piacevoli, romantici e molto colorati. Il metodo parte quasi sempre da uno scatto suo, poi il quadro si costruisce a mano libera. Tra i riferimenti dichiarati sul sito ufficiale ci sono Edward Hopper e David Hockney, insieme a un debito verso l’urban art. I risultato, secondo i critici d’arte, ricorda più il realismo magico italiano e tedesco degli anni Trenta che la pop art americana.

Un soggetto torna con insistenza: le finestre. Lei stessa ha spiegato di sentire sempre qualcuno dietro quei muri, e che quelle vite somigliano alla vita che avrebbe voluto vivere da bambina. Tra i lavori a cui è più legata c’è invece un quadro in cui Andrea Delogu corre.

Il rito prima di dipingere

Come una vera artista, il processo è lento e piuttosto codificato. Ema Stockholma ha infatti raccontato di aver bisogno di una giornata intera di riposo assoluto prima di cominciare, e che il segnale d’avvio arriva quando si mette a sistemare casa. Poi sceglie i colori da un armadietto che tiene apposta. Vorrebbe però arrivare a dipingere senza partire da una fotografia.

Le mostre, da Roma a Narni

La prima mostra personale è avvenuta a novembre 2021, allo Spazio Fontanella di Roma: P.O.V. Dal digitale alla tela, aperta dal 6 al 14 novembre dentro la rassegna Arte nell’Arte curata da Armando Sciotto, alias Chicoria. Nell’aprile 2026 una selezione di sue opere è entrata nel programma espositivo OFF ur, nel centro storico di Narni.

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