Per cinque stagioni sono stati due pezzi di quel puzzle perfetto che è stato Breaking Bad: Aaron Paul nei panni di Jesse Pinkman, RJ Mitte in quelli di Walter Jr., il figlio del professore di chimica diventato Heisenberg. A pochi giorni dalla scomparsa di RJ, Aaron ha affidato a Instagram un messaggio lungo e struggente. È un ricordo pieno di affetto, ma anche un invito rivolto a chiunque stia attraversando un momento buio. Perché dietro un sorriso, a volte, si nasconde un dolore che nessuno vede.
La morte di RJ Mitte e le parole di Aaron Paul
RJ Mitte è morto lunedì 12 ottobre nella sua casa di Brownsville, in Texas, a soli 34 anni. I suoi rappresentanti hanno confermato che si è tolto la vita. La notizia ha lasciato senza parole il pubblico e soprattutto la famiglia allargata della serie, che non ha mai smesso di sentirsi tale.
Aaron Paul lo conosceva da quando era un ragazzino e lo ha scritto senza filtri: “Ti ho conosciuto che eri un bambino e ti ho visto diventare un giovane uomo meraviglioso”. Ricorda il suo sorriso costante e il modo in cui affrontava ogni ostacolo “con sicurezza e grazia”. “L’ultima volta che ci siamo visti continuavo a chiamarti Superman. Me lo ricordavi, perché ti lasciavi sempre guidare dalla gentilezza e dalla forza. Era accecante”. Accanto all’affetto, il rimpianto di chi non ha potuto fare nulla: “Mi dispiace così tanto che stessi soffrendo, amico mio. Vorrei che lo avessimo saputo”.
Nel messaggio Aaron ha trovato spazio anche per la famiglia di RJ, per la mamma e la sorella, e per i ricordi di quegli anni sul set: “Amavo la tua risata e quanto ti divertivi a cavalcare l’onda di Breaking Bad, quella fortuna che abbiamo avuto tutti”.
L’appello di Aaron Paul
Il suo Walter Jr. era un personaggio con la paralisi cerebrale, la stessa condizione che a RJ era stata diagnosticata a tre anni. Una scelta che lui aveva rivendicato con orgoglio: non voleva essere “l’ennesimo attore che finge”, perché quella disabilità la conosceva davvero. Proprio per questo, dopo la serie, era diventato un volto importante nella battaglia per i diritti delle persone con disabilità. Nel 2013 aveva ricevuto l’Harold Russell Award del sindacato degli attori, e aveva recitato anche in Switched at Birth e Now Apocalypse. Stava promuovendo il suo prossimo progetto, Talking to Strangers.
Anche Bryan Cranston, il suo “papà” sullo schermo, lo ha salutato con parole che dicono tutto: “Mi mancherai, figliolo”. L’attore ha raccontato che i due avevano parlato da poco di vedersi per un pranzo. Si è chiesto, con dolore, se quell’incontro avrebbe potuto cambiare qualcosa.
È però la parte finale del messaggio di Aaron Paul quella che arriva dritta a tutti noi. “A chiunque stia leggendo queste parole e si senta perso, triste o incerto sul futuro: vi prego, dite qualcosa. La vita è così dannatamente speciale. È impossibile che esistiamo, eppure siamo tutti qui”. Poi l’invito più difficile: abbassare il rumore e concentrarci gli uni sugli altri, sostenerci a vicenda, perché “è questo il senso della vita”.