Woman Unknown, di cosa parla il film che ha vinto Venezia 83

"Woman Unknown" ha conquistato Venezia 83 con la storia di una donna che prova a lasciarsi alle spalle il passato

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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C’è una donna, un matrimonio che potrebbe cambiarle la vita e un segreto che arriva dal passato. È Woman Unknown, il film della regista danese May el-Toukhy che ha conquistato il Leone d’Oro alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Un successo importante per la regista e per la protagonista Mathilde Arcel, che è stata premiata con la Coppa Volpi per la migliore attrice.

Il film ci porta nella Danimarca del 1945, appena uscita dalla Seconda guerra mondiale, e racconta una storia molto personale, che però si inserisce in un momento storico in cui il confine tra colpa, vendetta e giudizio è diventato sottilissimo.

“Woman Unknown”, la trama del film

Marie, la protagonista di Woman Unknown, è una giovane donna che lavora come domestica e bambinaia nella casa di Christian, un uomo ricco e più grande di lei, rimasto vedovo. I due stanno per sposarsi e per Marie quel matrimonio significa poter cambiare posizione, lasciare il ruolo di domestica e diventare finalmente la padrona di quella casa.

Sembra tutto deciso, ma Marie ha un segreto: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco, e ora che la Danimarca è stata liberata, quel passato può diventare un problema enorme.

Il Paese sta cercando di fare i conti con gli anni dell’occupazione e chi viene considerato vicino ai tedeschi rischia di essere messo alla gogna. Per Marie è quindi in gioco la vita che si è costruita e quella che spera di avere.

La regista racconta così cinque giorni nella vita della protagonista, seguendola mentre cerca di difendere il futuro che ha davanti e di tenere a distanza quello che è successo durante la guerra.

Il film si concentra quindi su Marie e sulla sua corsa contro il tempo, ma sullo sfondo c’è un episodio realmente accaduto nel dopoguerra europeo: le donne accusate di aver avuto rapporti con i soldati tedeschi vennero spesso esposte pubblicamente, umiliate e punite. È anche da questa realtà che parte lo sguardo di May el-Toukhy, che ha definito Woman Unknown un film sul corpo femminile come campo di battaglia.

“Woman Unknown”, la vittoria a Venezia 83

Il 12 settembre è arrivato il verdetto della Mostra internazionale del Cinema di Venezia e Woman Unknown ha conquistato il Leone d’Oro per il miglior film. Per May el-Toukhy è una vittoria particolarmente significativa: era infatti l’unica regista donna alla regia di un film in solitaria tra i 21 titoli del Concorso Venezia 83.

Ma il film ha portato a casa anche un secondo riconoscimento. Mathilde Arcel, che interpreta Marie, ha vinto la Coppa Volpi per la migliore attrice, completando così una doppia vittoria per il film danese.

Un Leone d’Oro e una Coppa Volpi per una storia che parte da una donna apparentemente invisibile, una domestica che cerca di cambiare vita, e la mette invece al centro dello schermo. Una storia ambientata nel dopoguerra, ma che parla anche di quanto possa essere difficile, per una donna, lasciarsi davvero alle spalle il passato quando sono gli altri a decidere quale colpa portarsi addosso.

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